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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Porta all’Arco

Volterra / Italia
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La Porta all’Arco è annoverata fra i più grandi monumenti etruschi. Risale al II secolo a.C., è inserita nelle antiche mura del V secolo a.C., e deve la sua conservazione al suo utilizzo nella cinta medievale del XIII secolo. La gigantesca costruzione consta di due grandi aperture ad arco intero che racchiudono una spazio rettangolare senza volta; di due pilastri esterni e due interni, formati di blocchi di arenaria; e di volte costituite di massi di travertino. I blocchi hanno in media la lunghezza di metri 1,10 e l'arco misura metri quattro di larghezza. Nell'insieme della costruzione si riscontrano tre parti ben distinte, appartenenti a epoca diversa: i fianchi, della stessa epoca delle mura; gli archi, dell’epoca romana, forse ricostruiti dopo il famoso assedio di Silla; il muro sopra gli archi - che sostituisce l’antica merlatura - umile rifacimento medievale.
Ciò che rende suggestiva e interessante la Porta sono le tre teste, ora informi, poste nell' apertura esterna, alle due estremità, e nel masso che serve di Cuneo centrale. E’ certo che i Romani, ricostruttori dell’arco, hanno infisso nel nuovo arco le tre teste già esistenti nel primitivo arco etrusco. Ma qual è il significato delle tre teste? Alcuni credono che tali facce umane siano un simbolo del rito, proprio di molti popoli primitivi, di consacrare le nuove costruzioni col sacrificio di vittime umane. Altri vedono nelle due teste laterali i Dioscuri, e nella testa centrale l'immagine di Giove o di un'altra divinità. Ma più attendibile è l'ipotesi che le tre facce siano il ricordo dell'uso selvaggio di recidere il capo al nemico vinto e di esporlo, a guisa di trofeo, sulla porta della città, come a minaccia contro chi ardisse avvicinarsi, con intenzioni ostili, alle mura cittadine.
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