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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Fortezza di Volterra

Volterra / Italia
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Costruita sul punto più elevato del colle volterrano, questa imponente fortificazione è costituita da due corpi di fabbrica: la Rocca Vecchia e la Rocca Nuova, uniti insieme da una doppia cortina, coronata da un ballatoio detto Cammino di Ronda.
La Rocca Vecchia risale al 1343 ed è attribuita al Duca d'Atene Gualtieri VI di Brienne, assunto in quell’anno alla signoria di Volterra. In mezzo alla Rocca si innalza un torrione semiellittico, la cosiddetta “Femmina”, che si protende - come fu scritto - “a guisa della prora di un gigantesco vascello”. Nell'interno del torrione vi erano già le cosiddette carceri del Duca di Atene, poi demolite per la costruzione di una cisterna.
La Rocca Nuova fu invece fatta innalzare da Lorenzo de' Medici sul luogo dove era collocato il Palazzo dei Vescovi, distrutto dai Fiorentini durante il sacco del 1472. E' una fortificazione colossale a pianta quadrata da cui svetta il Mastio, un torrione alto quasi il doppio delle quattro torri angolari. Nel pauroso Mastio, «fortificato d'ingiustizia e di dolore», all’eleganza delle linee esterne si contrappone l’orrore di orride carceri, quasi prive di luce, dal pavimento consumato per l'eterno terribile camminare dei prigionieri. Assoggettata la città dai Fiorentini, la Fortezza servì infatti da carcere politico. Nomi famosi si rammentano fra gli ospiti infelici del terribile edificio: Galeotto e Giovanni dei Pazzi, Caterina figlia di Curzio Picchena, eroina di un romanzo del Guerrazzi, il conte Giuseppe Maria Felicini, l'«anima dannata» le cui terrorizzanti vicende sono state indagate da Corrado Ricci. E poi altri: il matematico Lorenzo Lorenzini, Roperto Acciaioli, il geografo F. C. Marmocchi e infine Francesco Domenico Guerrazzi, che scrivendo e meditando cercò di lenire l'infinita tristezza del carcere. Ancor oggi l'intera costruzione è adibita a Casa di Pena.
Dalla vetta del Mastio si domina «uno dei più belli e mirabili orizzonti d'Italia». Dalla parte del mare, l'occhio si spinge sino alla Capraia e alla Corsica.
 
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