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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Duomo di Volterra

Volterra / Italia
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Intitolato a Santa Maria Assunta, il Duomo di Volterra fu ricostruito verso il 1120 sui resti di una preesistente chiesa dedicata a Santa Maria. Al 1254 risale la facciata che – secondo il Vasari - è opera di Niccolò Pisano.
La facciata è divisa in orizzontale da una cornice a trecce e fiori, e ripartita in tre comparti verticali da robuste lesene quadrangolari di tipo lombardo. Notevole il portale marmoreo con la lunetta a tarsie geometriche, formato da materiale di recupero d’epoca romana, che risale alla metà del Duecento.
L'interno conserva nella struttura e nell'impianto la forma romanica a croce latina, a tre navate: tuttavia, per i continui rifacimenti avvenuti nei secoli, specie nel Cinquecento, presenta un aspetto tardo-rinascimentale. Ai primi decenni del Cinquecento si devono i disegni dei sei altari, in pietra di Montecatini, formati da un grande arco cassettonato. Esso poggia sopra una trabeazione classica e sopra due colonne scanalate, con capitelli con foglie di acanto e volute, impreziosite da nicchie, vasi e delfini. Nel 1580-1584, in linea con le norme liturgiche, scaturite dal Concilio di Trento, Leonardo Ricciarelli scalpellò e rivestì di stucco i capitelli delle ventidue colonne che Giovampaolo Rossetti rivestì pure di stucco "di polvere di marmo e mattoni". Per opera di Francesco Capriani, Jacopo Pavolini e Fulvio della Tuccia, fu realizzato il soffitto a cassettoni. Al centro della navata è lo Spirito Santo: intorno sono i busti dei santi della chiesa volterrana: San Ugo e San Giusto, San Lino Papa, San Clemente, le Sante Attinia e Greciniana. Al centro del transetto è la Vergine Assunta in cielo con ai lati San Vittore e San Ottaviano. Gli stemmi dei Medici e del Comune sovrastano l'arcone trionfale.
L'interno conserva numerose opere d'arte, tra le quali spiccano: all'altar maggiore, un elegante ciborio del 1471 di Mino da Fiesole; ai lati dell'altare, due angeli, sempre di Mino da Fiesole; dietro l'altare, un bel coro ligneo gotico (1404); nella prima cappella, l'arca di San Ottaviano di Raffaele Cioli da Settignano (1522); nella seconda cappella, una Deposizione, gruppo ligneo policromo argentato e dorato del 1228, capolavoro della scultura romanica, di ignoto scultore volterrano; a metà della navata centrale, un bellissimo pulpito ricomposto nel 1584 con sculture del Duecento. Sorge su quattro colonne, con bei capitelli, che poggiano su due leoni, un bue e un toro. La cassa, rettangolare, è composta di formelle di autori diversi; nella Cappella dell'Addolorata, due gruppi statuari attribuiti a Giovanni della Robbia: a sinistra, un Presepio in terracotta dipinta con al fondo "l'Arrivo dei Magi" di Benozzo Gozzoli, a destra, un'Epifania; nell'attigua Cappella del Nome di Gesù, racchiusa in una preziosa teca argentea del XVIII secolo, una tavoletta con il Monogramma di Cristo, donata a Volterra nel 1474 da San Bernardino da Siena.

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