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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Guida Volterra

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Quali sono i posti da visitare a Volterra? Qui puoi trovare una guida di Volterra e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Volterra.
Su l'etrusche tue mura, erma Volterra,
fondate nella rupe, alle tue porte
senza stridore, io vidi genti morte
della cupa città ch'era sotterra.
Il flagel della peste e della guerra
avea piagata e tronca la tua sorte;
e antichi orrori nel tuo Mastio forte
empievan l'ombra che nessun disserra.
Lontanar le Maremme febbricose
vidi, e i plumbei monti, e il Mar biancastro,
e l'Elba e l'Arcipelago selvaggio.
Poi la mia carne inerte si compose
nel sarcofago sculto d'alabastro
ov'è Circe e il brutal suo beveraggio.


Così, nelle sue “Città del Silenzio”, Gabriele d’Annunzio cantava Volterra, che il poeta chiamava “città di vento e di macigno”. Luchino Visconti l’ha dipinta con toni cupi e maestosi nel suo film “Vaghe stelle dell’Orsa”. Molti sono gli artisti – scrittori, pittori e altri – che da sempre sono attratti dal fascino senza tempo di questa città, magnifica perla bruna incastonata nel verde acceso delle colline toscane.
Comune della provincia di Pisa, Volterra conta poco più di 11.000 abitanti e si erge su un colle della Val di Cecina che domina la distesa maremmana. Nella sua antichissima cerchia etrusca e nella più ristretta cinta medievale, essa è stata spettatrice superba dello svolgersi di tre civiltà, che in lei lasciarono segni importanti: l'antica Etruria, con i suoi sepolcreti e riti misteriosi, con la sua arte tipica e affascinante, il Medioevo turbinoso e ferrigno, con le glorie del Comune, e infine il Rinascimento, con il prorompere di nuove idealità, allietato dal perenne sorriso dell'Arte e della Bellezza.
Dalla cerchia immane delle mura etrusche, vera opera di giganti, e dall'arco solenne della Porta all'Arco, monumento unico dell’antica civiltà tirrenica, si passa alla mole austera del Palazzo dei Priori e ai fasti della rinascenza con le eleganti linee del Palazzo Minucci. Fra le minori città toscane Volterra occupa senza dubbio il primo posto; e ne è prova manifesta la folla di turisti, stranieri e italiani, sopratutto artisti, che tra i silenzi eloquenti di un passato glorioso, in mezzo a splendide bellezze naturali, con la magnifica visione di un vasto orizzonte, tra i più belli d'Italia, trovano sollievo allo spirito depresso dall'affannosa vita moderna e incitamento alla rievocazione delle antiche età che qui hanno impresso in modo incomparabile il loro suggello.
Volterra é oggi una città dal caratteristico aspetto medievale, dove é ancora possibile gustare l’atmosfera di un antico borgo, grazie al relativo isolamento che ne ha limitato lo sviluppo industriale e commerciale, impedendo lo scempio edilizio che spesso accompagna lo sviluppo economico.
Volterra moderna è racchiusa quasi completamente entro la cerchia delle mura duecentesche; queste sono il punto di arrivo di un processo di espansione urbana che, iniziata intorno all’anno Mille, trova la sua conclusione ai primi del Trecento, con la costruzione dei sistemi difensivi in prossimità delle porte principali della città. Infatti, la città ridotta in forma castrense nel periodo tardo-antico (sec. V) e il cui perimetro è oggi segnato dal Piano di Castello, Porta all’Arco, via Roma, via Buonparenti, via dei Sarti e via di Sotto, si sviluppa intorno all’antica chiesa di Santa Maria (attuale Duomo) e al contiguo pratus episcopatus, oggi piazza dei Priori, mentre al di fuori del castrum o castellum, sorgono dopo il Mille, il borgo di Santa Maria, attuale via Ricciarelli, perpendicolare alle mura del castello, e il borgo dell’Abate, attuale via dei Sarti, parallelo alle stesse mura. A Volterra la storia ha lasciato il segno con continuità, dal periodo etrusco fino all'Ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grande rilievo, che possono essere ammirate passeggiando per le vie del centro storico, o visitando i tre musei cittadini: il Museo Etrusco Guarnacci, la Pinacoteca Civica e il Museo Diocesano d'Arte Sacra. Accanto a queste, vi si gusta un paesaggio incontaminato, un’ottima cucina Toscana, una qualità della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo: la lavorazione dell'alabastro.
Volterra è una città da vivere intensamente, da scoprire a poco a poco, con le sue atmosfere, i suoi misteri, i suoi contrasti, il pulsare di una civiltà e di una cultura che la rendono unica e irripetibile. Oltre a trovarsi in un'area paesaggistica notevole, con diversi percorsi naturalistici, la città vanta un patrimonio culturale inestimabile, enorme rispetto alle dimensioni del piccolo e raffinato centro della Val di Cecina. Questo perché - come si è già rilevato - ogni angolo della città racchiude in sé testimonianze ancora intatte del passato.
Su tanta bellezza si estende l’incognita paurosa delle grandi voragini, le Balze, che a meno di un chilometro dalla città si mostrano in tutta la loro paurosa ampiezza. Questa drammatica e progressiva corrosione del terreno friabile - che avanza e ingoia alberi, mura, sepolcri, case, chiese - ha qualcosa di diabolico; è opera che ricorda i miti antichi dei mostri che esigevano, per placarsi, sacrifici umani. Tutto lascia pensare che – com’è successo più volte in passato – un giorno il terreno franerà ancora, e trascinerà nel baratro i massi etruschi della Guerruccia e la diruta Badia. Si dice che dal baratro ogni tanto salgono le serpi … I falchi intanto roteano sugli abissi con volo lento e solenne, e i fiori – specie le ginestre – ondeggiano al vento sull'orlo dell'immenso sepolcro …

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