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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Villa Lante

Viterbo / Italia
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Villa Lante sorge a Bagnaia, a pochi chilometri da Viterbo, sul versante, ricco di boschi, che dal piccolo borgo sale verso i Monti Cimini. La sua storia è legata alla volontà alcuni vescovi di Viterbo, che, signori di Bagnaia fin dal 1202, trasformarono il territorio in un luogo di riposo e di svago.
Ai cardinali Raffaele Sansoni Riario, Ottaviano Visconti Riario, Niccolò Ridolfi e Giovanni Francesco Gambara, si deve la realizzazione di una riserva di caccia, di un apposito casino di caccia, di una conduttura per l’acqua e della definitiva trasformazione del “barco” in villa, che divenne luogo di otia litteraria, ornato di uno splendido giardino, con fontane ricche d’acqua e due palazzine gemelle. Dopo vari avvicendamenti, la villa fu assegnata in enfiteusi alla famiglia Lante, che praticamente la detenne per tre secoli, dal 1656 al 1953, tanto da legare definitivamente ad essa il proprio nome.
La Villa fu concepita con ogni probabilità fin dal 1568. Essa fu forse disegnata da Jacopo Barozzi da Vignola, ma quasi certamente vi ha posto mano l’architetto senese Tommaso Ghinucci. Il complesso si caratterizza per l’inserimento di un giardino formale all’interno di un “barco”, a tutti gli effetti un parco secondo l’accezione moderna. Il giardino formale, che copre circa quattro dei complessivi ventidue ettari, è stato concepito in asse con l’ampliamento del borgo. Esso è articolato in quattro terrazzamenti strutturati intorno alle fontane che. disposte lungo l’asse di simmetria, formano una “via d’acqua” e costituiscono lo spettacolo principale; le palazzine, disposte ai lati del terrazzamento inferiore, svolgono invece la funzione di “quinte teatrali”.
Nel terrazzamento superiore la Fontana del Diluvio segna l’origine delle acque; seguono la Fontana dei Delfini, la Fontana dei Giganti e la Fontana della Cavea (o dei Lumini). Il giardino inferiore è imperniato sull’imponente Fontana delle Peschiere. Al centro si colloca un isolotto con la cosiddetta Fontana dei Mori, modifica del periodo di Alessandro Montalto (post 1590) dell’originaria fontana a forma di belvedere. Le fontane del giardino rispondono ad una complessa simbologia e vanno lette in relazione a quelle del parco, in gran parte scomparse.
Le due palazzine che fanno da sfondo al terrazzamento inferiore furono pensate come gemelle ed avviate insieme nella costruzione ma realizzate in tempi diversi: la prima fu compiuta nel 1578 per il cardinale Gambara, mentre la seconda venne completata agli inizi del Seicento per volere del cardinal Montalto. Esse conservano interessanti cicli decorativi.

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