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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Santuario di Santa Rosa

Viterbo / Italia
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La chiesa di Santa. Rosa fu riedificata nel 1850 sul luogo di un preesistente tempio di pertinenza delle monache Clarisse, per iniziativa dell'allora vescovo della città. Al posto dell'edificio attuale sorgevano una piccola chiesa ed un monastero, inizialmente intitolati a Santa Maria, retti dalle Povere Sorelle di S. Damiano d'Assisi. Nell'antico complesso, di cui si ha notizia a partire dal 1235, nel 1258 papa Alessandro IV fece traslare il corpo di Santa Rosa (che giaceva presso la vicina chiesa di Santa Maria in Poggio, nota come chiesa della Crocetta). Verso la metà del secolo successivo invalse la nuova dedicazione alla santa che divenne la patrona di Viterbo.
Il tempio primitivo, distrutto una prima volta nel 1350, fu mirabilmente affrescato da Benozzo Gozzoli alla metà del Quattrocento, con la rappresentazione di episodi della vita di Santa Rosa. Dopo i radicali lavori di rifacimento ed ingrandimento della chiesa, intrapresi intorno alla metà del Seicento, i capolavori andarono perduti: se ne conservano attualmente nove copie acquerellate presso il Museo Civico. Due disegni preparatori realizzati dallo stesso Gozzoli per la chiesa delle Clarisse, anche se mai trasferiti in affresco, sono invece presso il British Museum di Londra e il Gabinetto delle Stampe di Dresda.
La ricostruzione del 1850 fu ispirata alle forme della chiesa cinquecentesca di Santa Maria delle Fortezze (oggi pressoché distrutta). Alla struttura, interamente realizzata in peperino, fu aggiunta nel 1913 la nuova cupola, più grande della precedente, con un suggestivo rivestimento di maioliche. Secondo la leggenda S. Rosa implorò con passione di essere ammessa nell'Ordine delle Clarisse, senza mai riuscire nell'intento poiché considerata una ribelle. Poco dopo la sua scomparsa papa Alessandro IV sa vide più volte in sogno e cercò di glorificarne la memoria facendone traslare il corpo nei pressi del luogo a lei tanto caro. A quest'episodio allude la celebrazione del "trasporto" della c.d. "Macchina di S. Rosa", che ha luogo il 3 settembre di ogni anno.
 

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