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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Palazzo dei Priori

Viterbo / Italia
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Iniziato nel 1460 per ospitare la nuova sede del Governatore della Provincia del Patrimonio, nel 1510 ne presero possesso i Priori. Dopo diversi rifacimenti, l’edificio assunse l'aspetto attuale verso la metà del Cinquecento. Il Palazzo dei Priori si trova in Piazza del Plebiscito, al centro della città, e attualmente ospita il Comune di Viterbo: esso si compone di due grandi corpi di fabbrica riuniti da un arco, entrambi inerenti alla metà del XIII secolo: quello detto "degli Uffici", o del Podestà, e quello detto "del Comune", o dei Priori.
Le forme dell'esterno sono quelle conferite al palazzo dai lavori quattrocenteschi: la facciata, marcatamente orizzontale, è alleggerita dall'aereo loggiato del piano terra ed è centrata dallo stemma sistino della quercia con la tiara pontificia, che compare anche alla sommità della cornice bugnata dell'ingresso principale; il nome di Sisto IV qualifica inoltre l'architrave delle finestre a croce guelfa, che illuminano il primo piano, e quello delle porte dei saloni interni. Il porticato che si affaccia sulla piazza, di stile duecentesco, è costituito da nove arcate sostenute da colonne. La facciata, rinascimentale, è suddivisa in due ordini di finestre: a croce guelfa quelle in basso e con mensole ad arco quelle in alto. Al centro compare lo stemma di Sisto IV della Rovere, che sovvenzionò parte dei lavori dell'edificio (1481).
Si accede al palazzo tramite un giardino da cui è possibile ammirare Valle Faul. La fontana che orna il cortile fu realizzata nel 1626 su disegno del Caparozzi. Salendo lo scalone per accedere alle sale, si nota un bel sarcofago etrusco risalente al III secolo a.C. Alla sommità della scala, sulla destra si trova la Cappella del Magistrato, iniziata alla fine del Cinquecento da Domenico del Fattore e Filippo Artesanta, e terminata nel 1631. Il soffitto ligneo, elegantemente intagliato e dorato è costituito da cassettoni. Gli affreschi con le Storie della Vergine appartengono a Filippo Caparozzi e a Marzio Ganassino. Notevoli sono anche gli stucchi e l'altare realizzati dallo Spinzio. Continuando la visita, si attraversa la Sala della Madonna, in cui tutti gli affreschi sono riferiti alla Vergine, in particolare ai Miracoli della Madonna della Quercia. Vi è custodita la Carrozza dei Priori. Più avanti la Sala Regia conserva dipinti cinquecenteschi di Baldassarre Croce. Il soffitto affrescato da Tarquinio Ligustri mostra i territori assoggettati a Viterbo. Sulle pareti sono rappresentate le origini mitiche della città, i paesi della Tuscia e illustri personaggi viterbesi. Nella Sala del Consiglio si possono ammirare dipinti a soggetto mitologico eseguiti nella metà del Cinquecento da Teodoro Siciliano. Il soffitto a cassettoni risale al XV secolo e i banchi in legno alla prima metà del Seicento; da notare gli stemmi di Paolo V Borghese, Alessandro VII Chigi e del cardinale Alessandro Farnese. La sala successiva, denominata Sala delle Bandiere, è utilizzata per celebrare matrimoni civili ed è decorata con dipinti che rappresentano paesaggi della Tuscia, eseguiti nel Settecento da Giuseppe Torriani. Infine, la Sala Rossa - che prende il nome dal colore della tappezzeria che ricopre le pareti - contiene mobili di pregio, la mazza metallica, simbolo del potere dei Priori, e il bossolo delle votazioni.
La Pinacoteca è stata allestita nel corridoio che collega Palazzo dei Priori con il Palazzo del Podestà .
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