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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Palazzo dei Papi

Viterbo / Italia
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Costruito nel 1266 su commissione del capitano del popolo Raniero Gatti, come dimora-fortezza per i pontefici, il Palazzo dei Papi - ora chiamato anche Palazzo Vescovile - divenne il centro della vita religiosa e diede fama e prestigio alla città. Il Palazzo fu sede d’importanti elezioni papali, tra cui quella del 1298-1271 in seguito alla morte di Clemente IV: dopo 33 mesi di sede vacante, la più lunga nella storia della Chiesa, venne eletto Tebaldo Visconti, con il nome di Gregorio X. Le cronache riportano che i Viterbesi, stanchi per l’attesa, e allo scopo di accelerare l'elezione del pontefice, rinchiusero i cardinali “cum clave” e poi scoperchiarono il tetto del Palazzo.
Il Palazzo è uno dei più insigni monumenti dell'arte medioevale viterbese, sia come saldezza, sia come eleganza di costruzione. Fu più volte rimaneggiato tra il Quattro e il Cinquecento, ma furono i restauri eseguiti nel 1897 a ridargli l'antico aspetto medievale. Notevoli differenze si riscontrano tra il lato rivolto verso la piazza e quello interno che si affaccia su Valle Faul: più signorile il primo, caratterizzato dall'aspetto di fortezza il secondo. Tramite una scalinata, si accede sulla sinistra alla Sala del Conclave, sulla destra alla loggia. La facciata, preceduta da un'ampia scalinata e sormontata da merlature, si apre con sei bifore unite da una cornice in risalto. La prospettiva è completata dalla splendida loggia che appoggia su un voltone, sorretto da un presunto pilastro che è una cisterna che porta l'acqua alla fontana sovrastante. All'interno si apre il salone del Conclave, molto luminoso grazie alla presenza di dodici bifore a tutto sesto sormontate da piccole monofore rettangolari, a forte strombatura. Altri ambienti sono utilizzati, ad oggi, per conferenze e mostre.
La loggia è in stile gotico e si apre sul lato della piazza con un gioco di archi sorretti da slanciate colonnine binate che si intrecciano, formando un’elegante trabeazione. Al centro si contano tre archi a tutto sesto ed ai lati due mezzi archi, terminanti al colmo con i muri del Palazzo e della curia. A questi se ne intrecciano altri tre, per cui l'effetto è quello di sette aperture a sesto acuto poggianti su sei colonnine, con archi trilobati. La parte piana della loggia è costituita da un ballatoio al centro del quale è posta una fontana del XV secolo, ornata al bordo del catino con simboli della famiglia Gatti. Sul catino insiste una vasca superiore coronata di getti a forma di testa di leone e sormontata al centro da un pinnacolo. Anche la parte della loggia opposta alla piazza era originariamente dotata d’identica fuga di archi e colonnine, struttura che sorreggeva insieme alla facciata che prospetta sulla piazza, un tetto. Nel 1325 tetto e struttura ad archi, sul lato di Valle Faul, crollarono e da allora il ballatoio della loggia è a cielo aperto.
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