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Guida Viterbo

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Quali sono i posti da visitare a Viterbo? Qui puoi trovare una guida di Viterbo e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Viterbo.
Villeggiatura di patrizi romani, il piccolo reame del Viterbese fu tra le nostre plaghe, dove si spiegò meglio una certa vita italiana, fantastica e scenografica, inebriata della sua gratuità … Ma forse la gratuità stravagante tocca il suo vertice a Bomarzo, che, fino a poco tempo fa trascurata, fu rimessa di moda, soprattutto perche il gusto surrealista vi si trovò riflesso. Bomarzo è un borgo scuro in cima ad un colle del consueto tipo toscano, umbro o laziale, dominato da un Palazzo Orsini; e sovrasta una valle agreste, sfociante nella Tiberina. In fondo ad essa un duca Orsini, come appendice del palazzo, immaginò il Giardino dei Mostri. Il giardino è sparito, la valle tornata al selvaggio; restano i mostri in abbandono, e vengono incontro improvvisi a chi passeggia per i campi. Si scende su un sentiero erto; nel fondo una basilica, con pronao, cupole e colonne, sorge davanti a noi in mezzo ai castagni; ma avvicinandosi si vede che è un falso tempio, un tempio di teatro, anche se, come dicono, lo disegnò il Vignola. Si prosegue e si penetra in una spianata erbosa. Un cane alza tre teste, si accuccia una pantera, un drago si arriccia lottando con un leone e una leonessa, una donna gigante guarda davanti a sé, un elefante, torre e soldato in groppa, stringe nella proboscide un altro soldato caduto, un Ercole sbrana un nemico divaricandogli le gambe. A un margine del Prato una testa di mostro immette dentro una caverna per la bocca aperta; a un altro margine una casetta pendente. Se ci si addentra nella selva, tra castagni e noccioli, rupi, ruscelli e piccoli precipizi, un'enorme testuggine regge sul guscio una colonna, una balena, un basilisco, una divinità barbuta ci conducono alla presenza di un'Arianna sdraiata. Animali, numi, giganti, alcuni dei quali raggiungono quattro metri d'altezza, sono sbozzati nelle rupi del fondo valle; così che si pensa a una pioggia di meteore nerastre, o a massi erratici rotolati dalla collina ... Qui, condotto all'estremo, si scorge un aspetto del Viterbese.
(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)

Viterbo, città del Lazio settentrionale e capoluogo di provincia, conta circa 65 mila abitanti. Sorge ai piedi dei Monti Cimini ed il nucleo storico si distende sopra un pianoro ondulato, a un’altitudine media di 350 metri, tra i Colli di San Lorenzo, San Francesco, dei Tignosi e di Pianoscarano,
La visita alla città può iniziare da Piazza del Plebiscito, dominata dall'imponente architettura del Palazzo dei Priori ancora oggi sede del Comune. Sull'altro lato della Piazza sulla facciata della Chiesa di Sant’Angelo in Spatha è visibile il sarcofago della Bella Galiana, eroina di una leggenda medioevale. Continuando per Via San Lorenzo si trova il quattrocentesco Palazzo Farnese e si giunge in Piazza San Lorenzo, dove si erge in tutto il suo splendore il Palazzo dei Papi e l'attigua Loggia, che formano il complesso monumentale più importante della città. La Cattedrale con il campanile in stile gotico toscano, rivela le sue origini romaniche, ed offre al visitatore - tra l'altro - una magnifica tavola del 1472 con il Salvatore in mezzo agli Apostoli, di incerta attribuzione.
Viterbo è anche famosa per le sue molte belle Fontane. La più bella tra esse, la c.d. Fontana Grande, è opera del XIII secolo. L'itinerario prosegue in città per Via Mazzini ove si può ammirare la Chiesa romanica di San Giovanni in Zoccoli che custodisce un pregevole polittico quattrocentesco. Da qui si raggiunge la Chiesa di Santa Rosa, in cui è venerato l'incorrotto corpo della giovane Santa viterbese: qui termina il difficoltoso percorso del trasporto della Macchina di Santa Rosa ogni anno il 3 settembre. Il trasporto offre al turista emozioni, suggestione e spettacolarità, infatti la macchina illuminata da centinaia di luci è alta circa 30 metri, pesa circa 50 quintali e viene trasportata a spalla da cento “facchini” lungo le vie strette e rese buie.
Scendendo in Piazza Verdi (detta anche Piazza del Teatro) si trova il Teatro dell'Unione del Vespignani. Poco lungi è Piazza della Rocca , dove si può ammirare una stupenda fontana del Vignola e la monumentale Chiesa di San Francesco con le tombe dei papi Clemente IV e Adriano V. Di fronte sorge la Rocca Albornoz del XIV secolo, sede del Museo Nazionale Etrusco, Uscendo da Porta Fiorentina è possibile ammirare il bel tratto della cinta di mura che circonda tutta la città antica.
Di notevole bellezza e importanza storica e artistica sono anche i dintorni di Viterbo. Ci limitiamo qui a ricordare: il Santuario rinascimentale della Madonna della Quercia; Bagnaia, con la stupenda Villa Lante; la chiesa abbaziale cistercense di San Martino al Cimino; il Sacro Bosco di Bomarzo, di cui abbiamo detto; Caprarola, con il suo splendido Palazzo Farnese e il vasto parco. L'imponente edificio è il monumento più importante per la storia del manierismo e della cultura tardo-cinquecentesca. A pochi chilometri dal centro di Viterbo, merita una visita la zona termale (Terme Bagnaccio, Terme Bulicame, Piscine Carletti) con diverse sorgenti ipertermali. Per l’elevata temperatura delle acque è possibile fare il bagno anche in pieno inverno.
Ricca e saporita, la cucina viterbese è un felice connubio fra la romana e la maremmana, con molti piatti tipici. Fra i primi troviamo la c.d. “acquacotta”, la “pezzata”, la scafata di fave, le zuppe con fagioli, ceci e castagne, gli spaghetti cacio e pepe, il riso con lenticchie o cicoria ecc. Tra i piatti a base di carne, piatto tipico per eccellenza è la “Pignattaccia”, uno stufato cotto al forno. Tra i piatti tipici di pesce troviamo i filetti di persico, il luccio, le anguille del lago di Bolsena. Dolci tipici sono il Pangiallo, il Pane del Vescovo, i Maccheroni con le noci, le Pizze di Pasqua, le fregnacce (frittelloni) e le castagnole alla Sambuca, le Ciambelle con l’anice, le ciambelline con il vino, le crostate con la ricotta o con le visciole. Fra i vini spiccano: l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, il Vignanello, il Tarquinia, l’Aleatico di Gradoli, l’Orvieto della Teverina, il Tusciano, il Rupestre, il Peonia, la Cannaiola di Marta, il Montiano ed il Grechetto.

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