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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Torre del Bramante

Vigevano / Italia
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Sull'arco della porta d'ingresso al Castello Visconteo Sforzesco, verso Piazza Ducale, s’innalza la maggior torre di Vigevano, simbolo della città. Alla fine del Quattrocento, essa fu fatta erigere - da Ludovico il Moro e su disegno del Bramante - nel punto più alto della città, sopra una struttura del Duecento. Si può ben dire che la struttura fu edificata a più riprese, dal 1198 sino alla fine del Quattrocento, quando fu ultimata dal Bramante, in stile gotico rinascimentale.
La Torre è alta 60 metri dal piano del castello, 68 da quello della piazza; è solida, ben disposta, svelta, elegante. In origine però non doveva avere l'ultimo piano e quel cappello di rame, che la fa rassomigliare a un campanile più che a una torre. Con la sua caratteristica sagoma "filaretiana", a corpi scalari, offre dalle sue merlature una panoramica completa sulla piazza, sul castello e sull'intera città
La parte di base è costituita dalla cosiddetta Torre del rivellino, di origine comunale, e adattata per la difesa dell'accesso al castello nel periodo dei Visconti. Il primo sopralzo e la cella per le campane sarebbero aggiunte fatte dal comune con il permesso di Galeazzo Sforza. . La grossa campana, che ancora oggi chiama il popolo nelle solenni occasioni, fu fatta collocare nel 1513 dal cardinale di Sion, Matteo Schiner, creato in quell'anno marchese feudatario della città. Le merlature, le decorazioni esterne, il belvedere finale, sono completamenti voluti da Ludovico il Moro e dalla moglie Beatrice d'Este. La presenza di Bramante a Vigevano, in qualità di architetto ducale, all'epoca del completamento della torre, è confermata da documenti del tempo, è quindi molto probabile che egli ne abbia personalmente diretto i lavori.
Sono probabilmente da attribuire a Bramante il belvedere ottagonale che conclude la torre, le tre modanature della cella campanaria e del secondo sopralzo, nonché la merlatura ornamentale di quest'ultimo. Il cupolino barocco è dovuto al restauro voluto dall'arcivescovo Caramuel. Durante il periodo aureo di Ludovico il Moro, la torre svolgeva il ruolo di ingresso d'onore al castello.
Vista dal cortile del castello, la Torre mette in evidenza lo slancio delle sue strutture che ne fanno un monumento di eccezionale bellezza, forse per l'assoluta semplicità degli elementi che la compongono. All'interno si possono ammirare i pannelli storico-artistici relativi alla "vicenda costruttiva" del Castello, della Piazza e della Torre. Alcuni spazi vengono utilizzati per mostre.
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