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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Teatro Cagnoni

Vigevano / Italia
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Nella prima metà dell'ottocento, a Vigevano esisteva un solo teatro il "Galimberti", proprietà di Giuseppe Galimberti e Vincenzo Radice. Con il passare degli anni e il costante accrescersi della popolazione, crebbe anche il desiderio di avere un nuovo locale, più dignitoso e meglio rispondente alle esigenze dei tempi e ai progressi compiuti dall'arte teatrale.
Alla fine del 1869 il Comune nominò una commissione, con l'incarico di trattare con il Galimberti o di presentare un progetto alternativo. Per varie ragioni, la commissione proponeva la costruzione di un nuovo teatro che corrispondesse al meglio alle esigenze dei tempi e conforme al decoro della città. La proposta fu approvata e fu deciso che il locale si sarebbe chiamato "Teatro Municipale di Vigevano": la proprietà sarebbe stata della città, ad eccezione dei singoli palchi, la cui proprietà sarebbe andata ai rispettivi acquirenti. La stesura del progetto fu affidata all'architetto Andrea Scala di Milano, esperto progettista di teatri .
Il nuovo Teatro Municipale – che sorge in Corso Vittorio Emanuele II – fu inaugurato l’11 ottobre 1873, con la rappresentazione dell'opera "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi. Fu una serata memorabile: l’avvenimento fu commentato con enfasi dai giornalisti locali, che citarono anche relazioni più che positive di giornali di Pavia e Milano. Suscitarono notevole interesse anche i velari , dipinti da Giovanni Battista Garberini installati sul palcoscenico del teatro, che furono presentati al pubblico negli intervalli dello spettacolo.
L'attività del teatro fu subito intensa e richiamò numeroso pubblico alle varie rappresentazioni. Negli anni successivi, il Teatro ospitò regolarmente due stagioni operistiche di notevole rilievo nei periodi di carnevale e d'autunno, in occasione della festa patronale del Beato Matteo. Nel 1896, il Teatro fu dedicato all’illustre musicista Antonio Cagnoni (1828-1896).
Nel corso degli anni, sul palcoscenico del Cagnoni si sono esibiti quasi tutti i migliori attori e cantanti lirici italiani. Particolarmente degna di nota è la presenza del maestro Umberto Giordano a una rappresentazione del suo "Andrea Chénier" data nell'ottobre de1 1942.
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