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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Storia di Vigevano

Le origini di Vigevano sono antiche, ma è difficile fissare l’epoca della sua fondazione. Probabilmente la città fu colonia dei Levi, discendenti dei Liguri, popolo già potente sulla sinistra del Po prima della dominazione romana: la sua fondazione potrebbe risalire al IV-III secolo a.C. Poche e incerte sono le notizie sull’antica storia della città, e sul tempo in cui fu conquistata da Roma: si crede che l’avvenimento sia coevo alla conquista della Gallia Cisalpina per opera di Gneo Pompeo Strabone. Parimenti incerto è quando Vigevano sia passata al Cristianesimo. Il primo a diffondervi il Vangelo pare sia stato Sant'Ambrogio; per alcuni, fu San Barnaba.
Con la caduta di Roma, calarono in Italia le orde barbariche. La Lomellina e Vigevano furono devastate da Eruli, Alani, Burgundi e Unni, i quali sparsero in queste contrade desolazione e terrore. Pare che Teodorico abbia costruito un gran ponte sul Ticino, presso Vigevano e che la regina Teodolinda, passando dalla Lomellina per recarsi a Monza, si fermasse spesso a Vigevano, alla cui chiesa avrebbe fatto dono di preziosi vasi sacri. Il primo documento che menziona il borgo vigevanese nella forma longobarda di "Vicogeboin" è del 963. S’ignora quando Vigevano sia diventata libero comune: alcuni credono fin dall'epoca degli imperatori germanici, appoggiandosi a un privilegio di Arrigo IV del 1064. È certo che nelle lunghe lotte tra Pavia e Milano, Vigevano per tutto il secolo XII si mantenne alleata dei Pavesi. Il Comune cadde in potere di Milano nel 1201; ma riacquistò presto l’indipendenza. Che Vigevano già da tempo si reggesse a repubblica è dimostrato anche dal fatto ch'essa partecipò con altri comuni dell'Italia superiore alla seconda Lega Lombarda (1227).
Nel secolo XIII Vigevano seguì quasi sempre le sorti di Milano; e quando questa città cadde in potere dei Visconti, anche Vigevano subì il loro dominio, quantunque per privilegi imperiali (di Arrigo VII nel 1311 e di Lodovico il Bavaro nel 1329) fosse dichiarato comune libero, dipendente solo dall'impero. Notevole in questo periodo fu Luchino Visconti. A lui Vigevano deve la restaurazione del castello; la costruzione di Rocca Vecchia, collegata col castello per mezzo di una strada coperta e pensile; la costruzione di un ponte di legno sul Ticino. Importante fu pure Gian Galeazzo Visconti, che confermò gli antichi Statuti di Vigevano. Con la morte di Filippo Maria (1447) si estingue la dinastia dei Visconti e i Milanesi proclamano l'«aurea repubblica Ambrosiana». Vigevano seguì l'esempio di Milano, e per sostenersi strinse con essa una lega offensiva e difensiva (1447).
Caduta per poco in potere dello Sforza, il principale pretendente all'eredità Viscontea, nel principio del 1449 Vigevano rinnovò l'alleanza con Milano ed ebbe a sostenere un lungo assedio da parte dell'esercito sforzesco: la città si arrese con patti onorevoli il 6 giugno 1449. Quando lo Sforza fu definitivamente proclamato duca di Milano (1450), anche Vigevano entrò a far parte del ducato milanese. Il periodo Sforzesco è il più importante per Vigevano. Due Sforza sono sopratutto degni di ricordo: Ludovico il Moro (1451-1510) e il figlio Francesco II (1492-1535) entrambi nativi di Vigevano. Al primo la città deve parecchie opere importanti: i restauri del castello, la costruzione della Rocca Nuova, della Piazza del Duomo e della Torre; la fondazione di Villa Sforzesca, l'introduzione di nuove industrie e metodi di coltivazione, l'abbellimento delle vie e delle case private. Francesco II, fece pure Vigevano oggetto della sua predilezione; appena ristabilito nel possesso del ducato paterno, eresse Vigevano a città con sede vescovile (1530) e le diede in giurisdizione un vasto contado. Spentasi con lui la dinastia degli Sforza (1535), il ducato milanese cadde in potere di Carlo V che v’inaugurò la dominazione spagnola. Vigevano subì la signoria dei re di Spagna, conservando però privilegi e immunità.
Durante il lungo periodo della dominazione spagnola ben poco di notevole c'è da ricordare per la storia di Vigevano, al di fuori di carestie, pestilenze, saccheggi o assedi. La più terribile delle pestilenze fu quella del 1630-1631, che colpì anche Milano. Spagnoli e Francesi andarono a gara nel depredare la città e nel fare il deserto intorno alla campagna. Negli ultimi anni della Signoria spagnola, il 6 ottobre 1696, si radunarono nelle sale del convento domenicano i rappresentanti di Spagna, Austria, Inghilterra e Savoia, per decretare la cessazione della lunga guerra provocata in Europa dall’ambizione di Luigi XIV. La pace stipulata a Vigevano fu preparazione alla pace generale di Rijswijk (1697).
Sul principio del Settecento scoppiò la guerra per la successione di Spagna, e il ducato milanese: Vigevano, fu occupata dagli Austriaci. Per il trattato di Utrecht (1713) l'Austria cedeva a Vittorio Amedeo II gran parte della Lomellina, ma non Vigevano, sebbene glielo avesse innanzi promesso, Ma nel 1743 anche quest'ultimo acquisto era fatto da Casa Savoia; e il trattato di Aquisgrana del 1748, sanzionando gli accordi di Worms, determinava il Ticino confine definitivo tra gli Stati del re di Sardegna e i possedimenti austriaci. Vigevano rivedeva gli Austriaci nel 1797, come alleati di Vittorio Amedeo II, contro gli eserciti di Francia. Li rivedeva subito dopo, ma in fuga, incalzati da Napoleone. Nel 1798, le truppe napoleoniche occuparono la città.
Fulminei erano allora i cambiamenti. La vittoria di Marengo poneva di nuovo l'Italia nelle mani dei Francesi (1800), e Napoleone creava la repubblica Cisalpina, presto convertita in Italiana (1802). Vigevano, fatta capoluogo di distretto e centro dell'autorità amministrativa e giudiziaria di Lomellina, acquistava importanza. Nel 1814 cadeva Napoleone, Milano era rioccupata dagli Austriaci, e il Ticino tornava a essere il confine tra gli Stati d’Austria e quelli del re di Sardegna. Seguì un lungo periodo di pace, in cui maturarono i germi dei rivolgimenti ulteriori. Anche nel corso delle guerre d'indipendenza Vigevano ha avuto un ruolo di primo piano: il 10 agosto 1848, nel Palazzo Vescovile, Carlo Alberto firmò il famoso armistizio "di Salasco" e il 21 marzo 1849, alla ripresa delle ostilità, Villa Sforzesca fu teatro della battaglia vinta dai soldati piemontesi contro gli Austriaci di Radetzky. Il 24 agosto del 1854 viene inaugurato il tratto di ferrovia tra Vigevano e Mortara; dopo l'apertura al traffico del ponte sul Ticino, avvenuta nel 1870, la ferrovia viene estesa tra Vigevano e la stazione di Milano Centrale.
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