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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Duomo di Vigevano

Vigevano / Italia
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Il Duomo di Vigevano, detto anche Cattedrale di Sant’Ambrogio, prospetta su Piazza Ducale e fa parte del suo “palcoscenico” barocco. L’attuale Chiesa fu iniziata da Francesco II Sforza nel 1532, su progetto di Antonio da Lonate, dopo aver demolito in gran parte quella precedente di antica origine. Documenti del 963 e del 967 citano la Basilica di Sant’Ambrogio in Vigevano; pertanto la chiesa primitiva risulta risalire a prima dell’anno mille. Di essa la chiesa attuale conserva ancora alcuni frammenti di cornicione di stile lombardo.
Francesco II morì poco dopo aver intrapreso la costruzione. Venuta meno la munificenza del Duca, l’edificio poté avere compimento con le offerte dei fedeli, del Comune e dei Vescovi, giungendo al tetto nel 1553 e venendo ultimata solo nel 1606 allo stato rustico.
Consacrata il 24 aprile 1612, la Chiesa fu definitivamente terminata alla fine del seicento, quando fu compiuta la grandiosa facciata barocca ideata dal poligrafo Juan Caramuel y Lobkowitz, che fu Vescovo della città dal 1673 al 1682. Poiché gli assi del Duomo e della Piazza Ducale sono differenti (la Piazza era infatti scenografico ingresso al Castello, e non alla Cattedrale), il Caramuel, caduta la Signoria, fece erigere la nuova facciata in forma concava e fece eliminare l’originale rampa d’accesso al Castello, completando il porticato sotto la Torre del Bramante; un “escamotage” per rendere simmetrico il Duomo rispetto alla Piazza e cambiare così la “funzione” di quest’ultima. Il campanile sfrutta come base una torre trecentesca (probabilmente l’antica torre civica) su cui è stato realizzato un primo sopralzo nel 1450, e un secondo nel 1818 con la costruzione dell’attuale cella campanaria sormontata da merli. Nel 1716 venne completata la cupola con la copertura in rame e nel 1753 venne terminata la Sacrestia Capitolare. Durante tutto l’Ottocento si susseguirono numerosi lavori di restauro tra cui la costruzione dell’altare maggiore (1828-1830), ad opera di Alessandro Squirico, e la decorazione interna (1857-1858) ad opera di Vitale Sala.
L’interno, ampio e luminoso, è a croce latina a tre navate su pilastri coronati da capitelli compositi dorati. Sull'incrocio della navata centrale con quella trasversale è voltata la cupola, con copertura in rame, innalzata su un tamburo cilindrico nel 1716. Il Duomo conserva opere di Francesco Gonin, di Benvenuto Cellini, di Mario Conconi, di Bernardino Gatti, nonché un pregevole altare con quello che viene definito il “Polittico Biffignandi”, attribuito a Bernardino Ferrari e alcune opere della scuola del Nuvolone. Di grande interesse è l’organo a canne che si trova in Presbiterio, costruito nel 1782 dai fratelli Serassi di Bergamo.
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