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Mercoledì 28 Settembre 2016, San Venceslao
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Guida Vigevano

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Quali sono i posti da visitare a Vigevano? Qui puoi trovare una guida di Vigevano e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Vigevano.
“Vigevano è una cittadina sperduta tra campi e rogge, una repubblica a sé, economicamente isolata nella stessa provincia. La piazza viscontea circondata da portici e dominata da una torre, mal conosciuta da italiani e stranieri perché non è negli itinerari turistici, è tra le piazze più stupende d'Italia. Sorge dal paesaggio rustico dopo una corsa lungo i canali d'irrigazione; ogni volta provoca un senso di scoperta e di meraviglia. Vigevano è il regno dei calzolai, uno dei casi di americanismo in Italia; più piccola di Pavia, è più ricca e paga più tasse. Vengono di qui i tre quinti di tutta la produzione di scarpe italiana; scarpe e macchine per fare scarpe. Duecento industrie per le scarpe di cuoio, trenta per le scarpe di gomma e moltissime industrie complementari e sussidiarie. Il maggiore stabilimento impiega 380 operai, i più tra gli otto e i dodici. Intorno alle industrie sorge un nugolo d'artigiani, 800 botteghe, di cui le industrie si lamentano perché, privi degli oneri, fanno calare i prezzi. Vigevano fu teatro di rapide fortune e crolli, specie nel boom del dopoguerra. I rovesci però colgono soprattutto chi non sa superare il livello artigiano; chi raggiunge quello industriale in genere fa fortuna. La città, come ho detto, fa razza a parte, ma i vigevanesi arricchiti s’irradiano per divertirsi e s’incontrano per il mondo”.
(Guido Piovene – Viaggio in Italia – 1957)

Posta all’estremo Nord della Lomellina - e appartenente alla provincia di Pavia - Vigevano ha circa 60.000 abitanti e sorge su un piccolo altipiano che si è formato tra la sponda destra del Ticino e la sinistra del Terdoppio. La città non è solo il centro protagonista di un miracolo industriale che ne fa la capitale della calzatura, ma anche una città d’arte di prima importanza.
L’itinerario classico parte da Piazza Ducale che è area pedonale. La Piazza è definita il “salotto” della Lombardia, e una delle più armoniose e belle piazze rinascimentali d'Italia. Ideata da Donato Bramante, viene fatta costruire, a partire dal 1492, da Ludovico il Moro come anticamera nobile del castello. Si presenta come un rettangolo di 134 metri di lunghezza per 48 di larghezza, circondata da portici ad arcate, sorretti da 84 colonne con capitelli lavorati e tutti diversi fra loro. Nel 1680 avviene un completo rovesciamento di rapporti tra piazza e chiesa: il vescovo Juan Caramunel Lobkovitz riesce magnificamente a reinterpretare la piazza come anticamera della Cattedrale, separando, al tempo stesso, la dipendenza di quest'ultima dal castello.
La Piazza è chiusa dalla facciata barocca del Duomo, concava e perpendicolare all'asse della piazza. All’interno si possono ammirare varie tele, ma interessante è soprattutto il Museo che contiene un tesoro di arazzi, messali miniati, arredi sacri ecc., in larga parte donati da Francesco II Sforza in occasione della nascita della diocesi di Vigevano. Sotto la balaustra principale, proprio davanti all’altare, è visibile la sezione della testa di un animale che ricorda un coccodrillo, ma si tratta del resto fossile di un dinosauro.
Dalla Piazza si può ammirare la Torre del Bramante. Eretta a più riprese, nel punto più alto della città, su un basamento di epoca comunale, viene ristrutturata nella forma attuale dal Bramante, nel 1492-1493; il cupolino della torre è barocco, e vi fu collocato al tempo della costruzione della facciata del Duomo. Dalle sue merlature si gode una panoramica completa sulla piazza, sul castello e sull'intera città. A destra del duomo si apre Via XX Settembre, che passa sotto il portone della “strada coperta” fatta costruire da Luchino Visconti. Da qui è possibile ammirare la strada sopraelevata più antica del mondo: un corridoio di 163 metri che scavalca la città e collega la “rocca vecchia” con la nuova fortezza viscontea, permettendo alle truppe il passaggio al coperto. Dopo il portone, sorgono le splendide vestigia del castello che fu residenza estiva di Ludovico il Moro.
Il Castello Sforzesco fu costruito per volere di Luchino Visconti, nel 1345: ha forma quadrilatera con quattro torri angolari a merlatura ghibellina. Solo in seguito gli Sforza, con il contributo artistico del Bramante, diedero al castello i caratteri di grandiosa residenza principesca. Dal 1492 al 1494, per volere di Ludovico il Moro, fu completata la costruzione delle Scuderie, della torre a volumi sovrapposti e degli agili colonnati della Falconiera. Nell'ala del maschio del castello erano situati gli appartamenti della duchessa Beatrice d'Este, amatissima moglie di Ludovico il Moro, la quale, dopo avergli dato due figli, morì di parto dopo la sua terza gravidanza. Dopo la sua morte, l'ala non fu più abitata stabilmente, o per meglio dire non da esseri viventi: una leggenda vuole che, nelle calde notti estive, gli spiriti delle dame di corte di Beatrice amino passeggiare nottetempo nei loggiati degli appartamenti femminili del castello.
Lungo le eleganti vie del centro storico si susseguono palazzi neoclassici ottocenteschi, case barocche, graziosi cortili e chiese di ogni epoca e stile artistico. Si segnalano: San Giorgio, del X secolo, piccola chiesetta con un antico affresco raffigurante il Santo che sconfigge il drago; San Pietro Martire, del secolo XIV secolo, in stile gotico lombardo. Nel Quattrocento era collegata al castello, cui fungeva da cappella, ed era attigua al Convento Domenicano, dove visse il beato Matteo Carreri, patrono della città, di cui conserva le spoglie, e dove, nel 1696, fu firmata tra francesi e austriaci la "Pace di Vigevano" che pose fine a sei anni di guerre; San Francesco, che risale all'epoca sforzesca e si presenta in forme gotico-lombarde; Santa Maria del Popolo, chiesa barocca, il cui nome non si riferisce agli abitanti della città ma ai pioppi (latino populus), che probabilmente in origine la circondavano; il Santuario della Madonna di Pompei e la piccola Chiesa del Crocifisso, situata a poca distanza dalla Via dei Mulini e dai Terraggi, le ultime vestigia delle mura cittadine.


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