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Palazzo Thiene

Vicenza / Italia
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Nel 1542 il nobile Marcantonio Thiene decide di ampliare la dimora di famiglia, costruendo un nuovo, imponente palazzo che dovrà svilupparsi in forma di quadrilatero lungo contrà San Gaetano Thiene e l’attuale Corso Palladio, fino a ricongiungersi con Contrà Porti. Il relativo progetto fu pubblicato da Andrea Palladio nel suo trattato "I Quattro Libri d'Architettura", ma non si esclude l’ipotesi che la fabbrica sia invenzione di Giulio Romano, e che Palladio ne sia stato solo l'esecutore. In ogni caso, la costruzione è palladiana, maestosa: viene disegnata una residenza in cui le ambizioni del committente gareggiano con la grandiosità dell'idea del progettista. In poco più di 15 anni, due ali della fabbrica, con l'austera facciata su contrà San Gaetano Thiene e gli armonici loggiati sul cortile, sono già edificate e al suo interno sono all’opera decoratori, pittori e scultori.
Con Palazzo Thiene, Palladio dà forma perfetta alle idee manieriste che lo ispirano. Marcantonio Thiene morì nel 1560 e il Palazzo - degno, nel progetto complessivo, di un Medici o di un Farnese - rimase incompiuto. Tuttavia, anche così Palazzo Thiene resta uno straordinario capolavoro architettonico del sommo architetto, il vertice della sua concezione, il “Palazzo di Città” più universale e cosmopolita che sia stato costruito a Vicenza.
Alla realizzazione del sontuoso apparato decorativo, han posto mano alcuni fra i maggiori artisti del tempo: Alessandro Vittoria, Bartolomeo Ridolfi, Bernardino India e Anselmo Canera. Al Vittoria, (1525-1608), massimo scultore Veneto del Cinquecento, allievo del Sansovino, sono attribuiti gli splendidi camini delle prime due sale - inferiore e superiore - a sinistra entrando. Sicuramente del Vittoria sono gli splendidi stucchi sul soffitto della sala dei “Cesari” e della sala di “Psiche”, e forse quelli della sala degli “Dei”. Al pittore veronese Bernardino India sono riconducibili gli affreschi della sala di “Proserpina” e della sala di “Psiche”, mentre quelli della sala degli “Dei” sembrano di A. Canera. La bellissima sala “rotonda” d’angolo al piano superiore - con nicchie studiate in modo da mascherare il perimetro irregolare del vano - presenta affreschi di Bernardino India, stucchi del Vittoria nella calotta e quattro statue col “Giudizio di Paride”, opera del bassanese Orazio Marinali (1643-1720).
La struttura ospita una stupenda collezione di dipinti veneti che vanno da Quattrocento al Settecento, con opere di Giandomenico Tiepolo, Jacopo Bassano, Bartolomeo Montagna, Palma il Giovane, Jacopo Tintoretto, Gaspare Diziani e Giulio Carpioni, ed altre collezioni “minori” (per le quali si rimanda alla scheda “musei”).
Palazzo Thiene è oggi sede storica della Banca Popolare di Vicenza, che lo acquistò nel 1872, ed è incluso nella lista dei monumenti patrimonio mondiale dell'Unesco. Nel 1999 è stato insignito del Premio Europa Nostra per il miglior restauro e adattamento a fini moderni.
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