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Lunedì 26 Settembre 2016, SS. Cosma e Damiano
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Giardino Salvi

Vicenza / Italia
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Il giardino Valmarana-Salvi fu realizzato verso la metà del Cinquecento per volere del conte Giacomo Valmarana. Nel 1592 il giardino fu aperto al pubblico aristocratico di Vicenza, e nel 1645 fu realizzato - nel lato meridionale verso Campo Marzo - l’attuale ingresso, il cui portale ad arco di trionfo è attribuito a Baldassare Longhena.
La struttura iniziale del giardino fu quella tipica di “parterre veneziano”, con aiuole di forma geometrica regolare e un labirinto nella parte terminale. Circonda il parco un corso d'acqua detto Seriola su cui si specchiano due belle logge:

  • Loggia Valmarana. Riecheggia lo stile palladiano ed è fabbrica esastila di stile dorico, coronata da un frontone triangolare. Risalente alla fine del Cinquecento, forse fu progettata dal proprietario Leonardo Valmarana.
  • Loggetta del Longhena. Eretta verso la metà del Seicento, fu voluta da Gianluigi di Valmarana per le riunioni degli accademici, dedicate ai dibattiti filosofici ed alla lettura dei componimenti poetici.


Questa struttura del giardino si mantenne fino ai primi decenni dell’Ottocento, quando l’area fu trasformata in “parco all’inglese”. Alla fine dell’Ottocento il Rumor poteva ancora descrivere il giardino come uno dei più deliziosi mai visti: “E’ un giardino nel quale l’occhio si riposa. V’ha un’impressione generale di calma che si impossessa dello spirito … fluttua verso sera per l’aria l’odore delle piante straniere, la fragranza acuta delle tuberose, l’olezzo gentile del gelsomino. Le passiflore s’arrampicano lungo le muraglie; umili e basse pur inviano lontano una brezza odorata le vaniglie e i ciclamini e tutta una famiglia di viole e di erbe. … Ciò che fa del giardino un luogo dove scorrono veloci le ore in una calma che fa bene è l’immenso panorama che ivi si può contemplare. Lontano azzurreggiano le montagne delle Alpi, a mezzogiorno verdeggiano i pendii ridenti dei colli. La vista non s’annoia mai. Piace il biancheggiare invernale della natura addormentata sotto la neve. E’ tutto un incanto e una armonia la festa dei fiori che celebra il maggio. Che rigoglio superbo di vita sotto i baci del sole di luglio. Quante tinte, quante varietà in quell’alternarsi di mille gradazioni di verdi autunnali che muoiono! Stridono i gialli appassiti, crepitano sotto i piedi le foglie cadute col loro aspetto cartaceo, … qua e là scheletriti agitano le grandi braccia come fantasmi i tronchi sfrondati.”
Nel 1907 il Comune deliberava di acquistare il giardino dalla Fondazione Salvi, con l’intenzione di renderlo pubblico e di costruirvi una scuola. Nel 1947, vi fu collocata la sede della Fiera campionaria di Vicenza. Queste modifiche, sostanziali e di destinazione, mutarono l'aspetto e, soprattutto, il ruolo che il giardino svolgeva e rappresentava: un'oasi di pace e di tranquillità nella quale si immergevano famosi personaggi di passaggio per Vicenza.
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