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Duomo di Vicenza

Vicenza / Italia
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Il Duomo di Vicenza, dedicato a Santa Maria Maggiore, sorge sulla piazza omonima e si presenta come un imponente edificio in stile tardo gotico. Il nucleo fondamentale della costruzione risale alla seconda metà del Duecento, ma fu eretto su edifici sacri preesistenti: una basilica paleocristiana, forse del V secolo, ricostruita nell’VIII o nel IX e rifatta a cinque navate nel X-XI. Radicale fu la trasformazione dell’edificio nel 1444-1480: in particolare, per volere del vescovo Marco Barbo, nel 1467 fu eretta la nuova facciata. Importante fu anche il restauro dell’ultimo dopoguerra, con cui sono stati riparati i danni provocati dalle bombe nel 1944. CUPOLA. Il primo progetto per completare la zona absidale è di Lorenzo da Bologna e risale al 1482. Nel 1539-1540 fu realizzata una copertura temporanea per ospitare i lavori del Concilio (che poi si tenne a Trento). Nel 1557, l’incarico viene affidato al Palladio, che lo porta a termine nel 1566. La cupola riecheggia gli studi palladiani sui templi antichi a pianta centrale.
ESTERNO. La facciata è rivestita da marmi chiari e ordinata in quattro livelli: sul primo campeggiano cinque grandi arcate con al centro il portale; il secondo è suddiviso in cinque intercolunni segnati da lesene, con un bel rosone centrale; il terzo è liscio, mentre il quarto, in alto, fu ricostruito alla metà del Novecento e ripropone il fastigio distrutto da una bufera nel 1581.
INTERNO. La chiesa è a navata unica, divisa in cinque campate con volte a crociera su pilastri polistili addossati alle pareti, in cui si aprono sette cappelle per parte. Sul fondo sta la Cappella Maggiore, il coro, che si innesta sulla cripta e si conclude con la cupola: vi si accede per una grandiosa scalinata. L’idea complessiva della tribuna pare debba essere attribuita a Lorenzo da Bologna (fine ‘400) e proseguita l’opera da Rocco da Vicenza (1506-1508). Il prezioso altare fu commissionato da Aurelio Dall’Acqua (1534) a Giovanni da Pedemuro e Girolamo Pittoni. Le cappelle sono state costruite tra il XIV e il XVI secolo, con i lasciti delle locali famiglie patrizie (Loschi, Barbarani, de' Proti, Thiene), o per iniziativa di alcune confraternite vicentine (Santa Maria, S. Giuseppe, Santissimo Sacramento).
CRIPTA. Per una scala vicina alla settima cappella, si scende nella cripta, opera di Lorenzo da Bologna. Qui sono conservate una quattrocentesca Madonna mora e una lastra tombale, attribuita ad Angelo da Verona.
OPERE. Il tempio contiene molte e pregevoli opere d’arte, tra cui spiccano: il fonte battesimale di Giuseppe Squarise, con vasca forse d’epoca romana; stucchi e statue della scuola degli Albanese; le due tele L'adorazione dei Pastori di Alessandro Maganza e L’Adorazione dei Magi di Francesco Maffei; un grande polittico di Lorenzo Veneziano (1366), che rappresenta la Dormitio Virginis, Crocifissione, Apostoli, Evangelisti e Santi; affreschi di Bartolomeo Montagna, tra cui una Madonna col Bambino e le Sante Lucia e Maddalena; la Madonna col Bambino tra i Santi Nicola di Bari e Antonio, di G.B. Pittoni, danneggiata dalle bombe nel 1944; il monumento funebre a Girolamo e G.B. Gualdo, opera di Agostino Rubini; una Madonna con Bambino, della bottega di Giovanni da Pedemuro e Girolamo Pittoni.
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