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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Verona italiana

Il 16 ottobre 1866 le truppe italiane entrarono, festeggiatissime, in Verona e subito la città, con unanime plebiscito popolare, entrò a far parte del Regno Italiano (21-22 ottobre).
Sorsero nuovi quartieri, nuove scuole, nuove fabbriche; Verona, fin'allora fondamentalmente agricola, divenne anche un importante centro industriale.
Durante il sec. XIX vennero costruiti il Castello sul Colle di San Pietro, l' Arsenale, il Municipio, il Cimitero Monumentale, vennero compiuti scavi razionali per rimettere in luce il Teatro Romano. Furono restaurate le chiese di San Lorenzo, Santa Maria Antica, San Tomaso, Santa Chiara.
Nel 1882 una piena dell'Adige, più dannosa e funesta delle altre (in Arena l'acqua raggiunse il quinto gradino sopra le logge), indusse le autorità a costruire gli attuali muraglioni (1885-1895). Per compiere quest'opera colossale fu necessario spostare il letto del fiume, interrare l'Acqua Morta, ricostruire alcuni ponti e rifare le fognature.
Il 30 ottobre 1803 un pallone aerostatico spiccò il volo dall'Anfiteatro, sollevando una navicella con due persone. Questa prima ascensione parve prodigiosa: il pallone raggiunse l'altezza del campanile della Scala. Altri voli più arditi ebbero luogo verso la metà dell'Ottocento.
Ancora nell'Arena furono organizzate la prima gara di tiro al piccione (1876), una gara di corsa fra un podista, detto l'uomo locomotiva, ed un uomo a cavallo, che fu vinta dal podista (1882), una gara fra due ciclisti (1882), una caccia alla lepre e al daino (1883) ed il primo saggio di ginnastica (1883).
Nel 1894 un precursore dell'automobilismo, il veronese Bernardi, costruì un triciclo a motore che poteva correre alla velocità di 25 Km. Dall'inizio del '900 l'aspetto della città venne rinnovato e trasformato.
Poco a poco scomparvero i Mulini sull'Adige, che fin dal secolo X erano una caratteristica di Verona e, sostituiti dai moderni mezzi motorizzati, scomparvero anche i tram a cavalli, che per superare a pieno carico la rampa dei ponti dovevano ricorrere all'aiuto di un terzo cavallo, tenuto sul luogo in attesa delle rare vetture.
Alla I guerra mondiale (1915-1918) Verona partecipò largamente col suo sangue. Qualche bomba cadde anche sulla città, in Piazza delle Erbe, uccidendo molti civili.
Ben più numerose furono le vittime della Il guerra mondiale (1940-1945), durante la quale Verona venne duramente colpita.
Numerose chiese e circa il 25% delle case andarono distrutte a causa dei bombardamenti aerei. Tutti i dieci ponti sull' Adige vennero minati e fatti crollare, anche il ponte romano della Pietra e lo Scaligero.
Quest'ultimo è stato poi ricostruito come era e dove era, impiegando il più possibile il materiale originario e seguendo persino lo stesso sistema di costruzione usato nel Medioevo. Con gli stessi criteri si è riedificando il Ponte Pietra: agli altri, tutti ricostruiti, se n'è aggiunto uno, l'undicesimo, a valle della città.
Ma non si deve ritenere che Verona si sia limitata a riparare i danni provocati dalle guerre: nel secolo XX la città si è veramente rinnovata, con il potenziamento delle industrie, la diffusione di campi sperimentali e tenute-modello, la costruzione di due aeroporti, la creazione di una stazione frigorifera d'importanza internazionale, la fabbricazione di nuovi quartieri residenziali.
A ciò si aggiunga il sempre nuovo fervore e successo che annualmente rendono più celebri le manifestazioni fieristiche, la Stagione Lirica e le varie altre manifestazioni. Quanto al ripristino dei monumenti che per l'incuria di secoli erano deperiti, deturpati, diroccati, ricorderemo solo che il Castello Scaligero è stato restaurato e dotato di una insigne Pinacoteca, che al medioevale Palazzo del Governo è stato ridato l'aspetto primitivo sia all'esterno che all'interno, che nel sammicheliano palazzo del Museo di Scienze Naturali le collezioni non solo si conservano, ma si studiano e si completano con l'ausilio di attrezzati laboratori scientifici. Negli ultimi decenni, accanto alle nuove opere ed ai nuovi centri residenziali sviluppatisi nei vari borghi, hanno avuto ampia sistemazione la rete stradale e quella delle varie comunicazioni ed un notevole impulso di rinnovamento hanno avuto i negozi ed i servizi sia pubblici che privati.

VERONA NEL DOPOGUERRA:
  • 1946: riprende la pubblicazione del quotidiano “L’Arena”
  • 1948: alle prime elezioni politiche repubblicane, la Democrazia Cristiana ottiene il 53% dei voti
  • 1948: nasce "Vita veronese", rivista mensile di letteratura, arte e storia
  • 1948: la Fiera si trasferisce nella Zona Agricola Industriale (sede attuale)
  • 1949: il presidente Luigi Einaudi inaugura la stazione di Porta Nuova e la Fiera dell' Agricoltura
  • 1952: viene costruito il Mercato ortofrutticolo
  • 1959: nasce la Libera Università degli Studi (solo Economia e Commercio)
  • 1957: iniziano i lavori di restauro di Castelvecchio, realizzati dall'architetto Carlo Scarpa (finiranno nel 1964)
  • 1961: da Villafranca parte il primo volo Verona-Roma
  • 1962: si completa l'autostrada Serenissima nel tratto Brescia-Padova
  • 1968: su progetto di Pier Luigi Nervi, si costruisce il ponte del Risorgimento
  • 1969: si completa l’autostrada del Brennero, nel tratto Verona-Mantova
  • 1970: ultimati e inaugurati il nuovo Ospedale psichiatrico di Marzana, l’Istituto Provinciale di Assistenza all'Infanzia a San Leonardo e il Policlinico di Borgo Roma
  • 1973: è ultimata la costruzione del nuovo Magazzino librario della Biblioteca Civica in Via Cappello (su progetto di Luigi Nervi)
  • 1981: il generale della NATO J.L. Dozier è sequestrato dalle Brigate Rosse
  • 1982: l'Università degli Studi di Verona ottiene la piena autonomia
  • 1988: visita di Giovanni Paolo Il, e beatificazione di don Giovanni Calabria e don Giuseppe Nascimbeni.
Fonte: Le Guide 1

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