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Torri del Benaco

Verona / Italia
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Torri, Comune del Garda veronese medio-alto, comprende, oltre all'abitato del CapoLuogo, anche quelli di Albisano e Pai. La sua economia, già quasi esclusivamente agricola, cui si affiancava quella dell'attività della pesca, negli ultimi cinquant'anni si è trasformata fino a divenire quasi esclusivamente turistica.

Adagiata sulla riva del lago, verso il quale protende il suo antichissimo porto, Torri è una delle perle del Benaco, provvista ancor oggi, come Sirmione, Lazise e Malcesine, di cinte murarie. Già abitata e fortificata da popolazioni soggette alla Roma dei Cesari, la cittadina ha conservato, come poche altre del lago, il suo centro storico, pur se circondato dallo sviluppo edilizio degli ultimi decenni.

Torri vanta comunque numerosi monumenti e memorie di un passato di cui ha saputo dimostrarsi gelosa custode: case e ville, castello e chiese, oggetti d'arte ed altro, nei quali si è materializzata la sua vita di un tempo, fatti segno di interesse e di studio da molti cultori di storia, e non soltanto di storia locale. Le vicende di questo centro abitato possono prendere le mosse dai tempi delle palafitte, per indugiare quindi nel periodo romano, con alcuni fatti salienti di guerre e di conquiste che interessano un po' tutto il Lago di Garda, ma che hanno indubbi riflessi anche sul territorio di Torri, di cui è nota l'importanza della posizione, poco lontana dalla strada Claudia- Augusta.

Rilievo nella storia di Torri ha avuto anche la famosa tavola di Cles, la quale è legata al nome dell'imperatore Claudio ed avrebbe avuto il merito di ricordarci l'antico nome dei Tulliassi, di cui Torri poteva costituire il capoluogo. Ma la tesi è stata recentemente - e con buoni argomenti - sfatata. Ciò ha portato a mettere in dubbio anche altre notizie sull'Alto Medioevo, con la campeggiante figura di Berengario re d'Italia, ospite di una corte di Tulles che allora dipendeva dalla contea di Garda, possesso dei sovrani tedeschi, e che fino al 1193 fu dissociata dal rimanente della provincia di Verona, incorporata in un distretto - la ludicaria Gardensis - del quale fecero parte altri moderni comuni della costa orientale del lago.

Di estremo interesse per la storia di Torri è invece senz'altro il lungo periodo della dominazione scaligera, con l'opera di fortificazione del castello e l'incoraggiamento di tutte quelle iniziative capaci di risollevare le condizioni dell'agricoltura e del commercio, della pesca e dell'edilizia, quest'ultima favorita anche dai marmi del luogo.

Ma il fatto più notevole da mettere nel giusto rilievo è l'istituzione del Capitanato del lago e della Corporazione degli originari, con sede all'attuale Hotel Gardesana di Torri. Il Consiglio territoriale della Gardesana, che si riuniva a Torri, oltre che a Malcesine, affonda le sue radici sempre nel Medioevo.

Venendo invece a tempi più vicini, va detto che Torri visse soltanto di riflesso le giornate del glorioso periodo risorgimentale, dall'epoca napoleonica fino all'annessione del Veneto all'Italia. Uomini illustri della cittadina furono Domizio Calderini, l'insigne umanista che ha trovato singolare accoglienza nella "Verona illustrata" del Maffei, il botanico Gregorio Rigo, il beato Filippo Malerba e lo studioso Luigi Eccheli.

Vediamo adesso un po' più da vicino quali e quante testimonianze la storia abbia lasciato a Torri.

Per le ere preistoriche, va ricordato anzitutto che durante i lavori per la costruzione della banchina nella zona davanti alla chiesa parrocchiale, spuntarono dall'acqua pali che presentavano tracce d'incendio e che furono ritenuti facenti parte di palafitte. Altre testimonianze di queste antiche ere sono offerte dalle cosiddette incisioni rupestri che, lungo le pendici del Baldo, sono state da qualche anno scoperte da San Vigilio a Malcesine: i temi preferiti da questi antichi illustratori di pietre sono le armi, i guerrieri, le figure umane, le croci, le figure geometriche, le barche, i giochi, gli animali. Gli autori di queste incisioni sono probabilmente dei pastori ma anche dei soldati, dei viandanti, dei cacciatori, gente tutta comunque che ha lasciato sulla roccia messaggi sempre genuini e non retorici: dalle età antiche tali disegni risalgono, per il Medioevo, fino ai nostri giorni.
Torri ha insomma origini antichissime e luogo fortificato dal tempo di Roma era, già da allora, munita anche di porto.

AI suo castello, centrale al sistema fortificatorio della Riviera Superiore del Garda, prima ancora che a Malcesine, fece capo la cosiddetta "Gardesana dell'Acqua". Il complesso si compone di sparsi resti di torri e di mura e di una rocca vera e propria, munita di tre torri: una in pietrame sul lago, d'origine romana; due altre sulla costa, dovute ad Antonio della Scala (1383). Si tratta di un'opera di difesa che ha comunque origini antichissime.

Gli Scaligeri, peraltro, riprendendo probabilmente un circuito che già dovette esistere fin dal secolo decimo, guardarono a Torri come nodo del controllo del Garda: la sua darsena fortificata, baricentrica a Malcesine e a Lazise, era, infatti, troppo importante per essere trascurata.

La chiesa di Torri è nominata già in una bolla di Eugenio III, datata 1145, che conferma al vescovo di Verona i suoi diritti sul castello che è chiamato appunto Torri. Nel 1460 essa era già sede di una parrocchia dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La chiesa attuale, sul piazzale antistante il lungolago, vicino ad una delle torri del Castrum, fu eretta a quanto pare sui ruderi di un'altra chiesa preesistente, molto più piccola. La sua costruzione fu terminata verso il 1730, mentre la sua consacrazione risale al 1812. Per il disegno fu chiamato Antonio Spiazzi, capomastro delle Visitandine di Salò. Anche il campanile fu costruito agli inizi del secolo decimottavo sulla base di una torre delle mura attribuite a Berengario.

E' da ricordare anche la chiesetta della Trinità che fronteggia il castello in piazza Calderini. Costruita nel secolo decimoquarto, pare servisse per le cerimonie religiose che si celebravano quando si riuniva il Consiglio della Gardesana. Essa conserva alcuni affreschi quattrocenteschi abbastanza ben conservati. Ora è dedicata ai Caduti di tutte le guerre.

Anche la chiesa di San Giovanni al cimitero, poco fuori del paese, è degna di essere ricordata. Le sue porzioni murarie più antiche sembrano romaniche. Fu poi ampliata nella prima metà del secolo decimottavo. Conserva tracce degli affreschi trecenteschi attribuiti a certo Giovanni da Bardolino e tracce di un affresco quattrocentesco attribuito al Morone.

Ancora si segnala la chiesa di Sant'Antonio sulla strada che porta al minuscolo abitato di Coi. Le sue murature più antiche vengono fatte risalire al Trecento. Venne anch'essa ampliata: precisamente nel 1678 e in quell'occasione cambiò probabilmente il titolare che prima di Sant'Antonio era la Madonna (Santa Maria delle Tezze). Sulla parete che guarda verso la strada un affresco assai interessante raffigura l'abitato di Torri come doveva essere verso il 1660. Anche le altre pareti portano affreschi del Quattro, del Cinque e del Seicento.

Infine va ricordata la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, un chilometro fuori dell'abitato del Capoluogo. Già attestata in documenti del secolo decimoquinto, qualcuno la fa peraltro più antica; al suo interno conserva la tomba dell'eremita Pietro Malerba, morto nel 1469, nonché pregevoli affreschi del secolo decimoquinto raffiguranti tra l'altro i Santi Rocco e Sebastiano nonché la Madonna col Bambino.

In piazza Calderini si trova anche l'antica sede del Capitanato, ora Hotel Gardesana, costruita nel 1452. Sempre in piazza Calderini, di fronte al porto, c'è una casa trecentesca, con logge e portici. Alla periferia del paese invece è villa Marlisa all'Ortaglia del secolo decimottavo.

Albisano offre, da una splendida posizione dominante gran parte del lago, un incomparabile panorama. Inoltre ha una bella chiesa dedicata a San Martino, più volte rifatta, ma che esisteva fin dal secolo decimoterzo, che divenne in seguito Curazia di Torri e che nel 1571 risulta parrocchia. La chiesa attuale è del secolo decimottavo.

Pai, con chiesa dedicata a San Marco evangelista, è pure antico centro storico: esiste ancora, presso il cimitero, la vecchia chiesa parrocchiale di San Gregorio. L'attuale invece, ricavata da un ampliamento della cappella dell'antico castello, fu consacrata il 10 maggio 1510.
Fonte: Notiziario BPV numero 2 anno 1993

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