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Porta Palio

Verona / Italia
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Cenni storici
Il 1532 segna una svolta per la storia urbanistica di Verona: viene affidata a Michele Sammicheli la direzione generale dei lavori, che si intensificheranno soprattutto nel settore meridionale della città. Porta Nuova e Porta Palio rappresentano la più felice e riuscita congiunzione delle esigenze militari con un'architettura civile rifacentesi, con profonda e raffinata cultura e chiaramente, ai modelli del più alto e del più classico Rinascimento italiano.
Il livello artistico e culturale di Porta Palio è senza dubbio più elevato di quello di Porta Nuova. Porta Palio fu costruita tra il 1542 e il 1557: anche i contemporanei rimasero colpiti e ammirati dalla compiuta bellezza di quest’edificio che armonizzava nel complesso del suo corpo il ricordo del più perfetto stile dorico con l'abilità della più possente architettura romana, il tutto unito e amalgamato nella novità di una Potenza di composizione di strutture aperte e strutture chiuse in maestoso equilibrio di forze, mai più raggiunto a Verona e, forse, in tutta Italia.
La porta attuale è stata eretta un po' più ad oriente della precedente Porta di Cangrande detta di San Sisto o di San Massimo; essa, a partire dal secolo XIV, quando la Corsa del Palio fu trasferita da S. Croce a San Fermo, da Santa Lucia d'Ognissanti a Sant'Anastasia, fu chiamata già allora del Palio. Come la precedente, anche la ben più monumentale Porta del Sammicheli veniva aperta solo per il tempo del raccolto e per la Corsa del Palio. Per questo i Veronesi la chiamavano la Porta Stupa, e guardavano con tremore i battenti sprangati, quando l'Adige andava in piena, perché questi impedivano il deflusso delle acque. Pur inserendosi nel sistema difensivo delle Mura Scaligere, Porta Palio non ha mai avuto – né ha mai preteso d’avere – una funzione militare.

Architettura
“L’architettura di Porta Palio è magnifica”, nota il Simeoni, e prosegue: “facciata interna con cinque arcate racchiuse fra due colonne, superficie murale a bugnato, trabeazione fregiata di metope e triglifi. Anche internamente è grandiosa: le volte sonanti esprimono una superba scenografia. Verso l’esterno il loggiato è chiuso: vi sono tre porte fra colonne doriche scanalate. E’ tutto un insieme di ricchezza, di forza e di magnificenza che, almeno per l'esterno, risente dell'esempio di Giulio Romano, mentre gli interni ricordano la grandiosità delle antiche terme romane”.
Anche questa Porta subì abrasioni nelle scritte da parte dei Francesi. Oggi rimangono leggibili solo le due laterali del fronte "ad agrum"; a sinistra HIERONIMVS SVPERANTIVS PRAETOR MDLVIl; a destra: BENEDICTVS PISARVS PAREFECTVS MDLVII.
Fonte: Notiziario BPV numero 3 anno 1984

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