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Porta Nuova

Verona / Italia
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Cenni storici
Il 1532 segna una svolta per la storia urbanistica di Verona: viene affidata a Michele Sammicheli la direzione generale dei lavori, che si intensificheranno soprattutto nel settore meridionale della città. Porta Nuova e Porta Palio rappresentano la più felice e riuscita congiunzione delle esigenze militari con un'architettura civile rifacentesi, con profonda e raffinata cultura e chiaramente, ai modelli del più alto e del più classico Rinascimento italiano.
Porta Nuova fu eretta dal Sammicheli tra il 1535 e il 1540; essa veniva a sostituire la più antica Porta S. Croce, che risaliva all’epoca scaligera. Nel 1797 i Francesi scalpellarono le varie scritte e insegne veneziane. Nei sotterranei di questa Porta, durante le Pasque Veronesi, rimasero intrappolati oltre duecento soldati francesi che avevano difeso la Porta.
La sua struttura rimase inalterata per circa trecento anni; i due fornici laterali, destinati ad agevolare il transito, furono aperti dagli Austriaci nel 1854.

Architettura ed arte
La monumentalità classica della facciata "ad agrum", oggi in gran parte ridotta dall'interramento del fossato, rimanda con evidenza alla cultura sanmicheliana, così come aveva manifestato in quegli stessi anni nei palazzi cittadini che veniva progettando. Anche le due aggiunte laterali operate dagli Austriaci nel 1854 contribuiscono non poco a deteriorare il tutto: hanno la caratteristica, infatti, di squilibrare l'armonia orizzontale della Porta, che viene così a perdere il ritmo architettonico che doveva esistere tra il fornice centrale e le due originarie porticine laterali.
I due prospetti sono di ordine dorico, ma mentre quello interno, ossia rivolto verso la città, è rivestito con tufo, il secondo è costruito in pietra viva, con bugnato rustico. Oggi sul fronte interno rimane la sola data 1540, mentre sul fronte esterno, dopo il 1866, è stato aggiunto lo stemma sabaudo. Sul fornice centrale si nota lo stemma di Verona e, nella serraglia, si può vedere una testa di Giove Ammone. L'architrave alterna triglifi e metope; sopra si stacca il timpano.
Fonte: Notiziario BPV numero 3 anno 1984

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