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Ponte Aleardi

Verona / Italia
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Unico intitolato a un cittadino, forse perché gettato nel 1879 poco dopo la morte, avvenuta nel 1877, di Aleardo Aleardi, già prigioniero dell'Austria a Josephstadt, e poeta d'Italia per «le città marinare, il monte Circello» ed altri canti.

Il sito, presso cui a Porta Vittoria c'era un traghetto come a Riva Battello, fu scelto per agevolare l'accesso al Cimitero. A destra finiva la Via Pallone chiusa da baluardo, che si dovette abbattere, a metà del 1512 , e presso al quale era la torre della Paglia eretta nel 1297 da Alberto I della Scala con le mura, e caduta nel 1624 per un fulmine che fece scoppiare la polveriera. La via prendeva nome dal famoso gioco del pallone, descritto da Goethe, illustrato da Tullio Lenotti. Sulla riva, dirimpetto alla torre v'era la Chiesa di San Fermo e Rustico in Braida, nel sito tradizionale del loro martirio; mutò poi il nome in chiesa del Crocifisso, fu abbattuta per lo scoppio della polveriera, ricostruita dal Comune e da esso demolita nel 1898.

Il primo ponte, abbattuto dall'inondazione del 1882, fu ricostruito, pur di ferro nel 1884 da un'impresa cui per rifarsi della spesa venne concesso diritto di pedaggio, eccetto che pei funerali. Era a cinque luci lungo m. 98 largo m. 9 su stilate metalliche e spalle in muratura. Aveva una carreggiata di m. 6.00 racchiusa fra due alte travate a traliccio, oltre alle quali sporgevano a sbalzo i due marciapiedi pedonali.

Per il deterioramento subito e le nuove esigenze per i carichi stradali, il Comune decise nel 1939 la sua ricostruzione in cemento armato, su progetto dell'Ufficio Tecnico Comunale.

I lavori furono assunti dall'Impresa Bertelè, che nelle stagioni invernali 1940-1941 eseguì le spalle e pile in cemento armato, con scavi a cielo aperto approfonditi sino ad oltre 7 metri sotto il greto del fiume. Nella primavera del 1941 i lavori vennero sospesi a causa della guerra. Una delle pile costruite fu demolita con mine dai tedeschi nel 1945.

Secondo il progetto, il ponte doveva essere lungo m. 90 su tre archi in cemento armato, avere una carreggiata di 10 metri e due marciapiedi di due metri ciascuno; l'altezza sul greto del fiume risultava di m. 10,50. Doveva altresì offrire il passaggio alle condutture principali del gas, che furono provvisoriamente sistemate su una passerella in legno a valle.

Subito dopo la liberazione, data la sua importanza per il transito, venne gettato dalle truppe alleate un ponte militare metallico, appoggiato sulle spalle e sulle pile esistenti.
Fonte: Trecca

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