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Poiano - Gli ex-voto della Madonna dell'Altarol

Verona / Italia
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Ai piedi della Valpantena, in località Ciocego, una piccola chiesa di un bel colore ocra invitava un tempo il viandante ed i carrettieri che transitavano lungo il fondovalle, ad una sosta. L'invito è comunque ancora valido e attuale.

La chiesa, le cui origini un recente studio colloca alla seconda metà del '600, vede la sua matrice nell'antico capitello del 1465 che ospitava l'affresco della Vergine venerata. Il piccolo Santuario vedeva la posa dell'ultima pietra, dopo varie ristrutturazioni, in epoca abbastanza recente, nel 1883. Dal capitello originale, "I’Altarol", da cui prende il nome l'icona della Vergine, alla chiesa, il passo è breve.

Ma non ci interesseremo qui della storia della chiesa, bensì di quanto essa ci propone con trenta ex-voto dedicati alla Vergine che identifica il piccolo santuario.

Le tavolette votive in parola, databili dalla seconda metà del '600 ai primi anni del ‘900, sono le "superstiti" di circa cento che sino a qualche anno fa occupavano le pareti della chiesa. Dei trenta ex-voto rimasti, più della metà sono piuttosto rovinati, una decina sono ancora in discrete condizioni e tre irrimediabilmente danneggiati. Molte delle tavolette sono perimetrate da fatiscenti cornici, alcune originali.

I soggetti dipinti, i "racconti", non sono mai piacevoli, trattandosi d'incidenti o di malattie, d’agguati o di disgrazie. Molto più felice, come evidentemente si suggerisce, è la soluzione al dramma sfiorato.

Generalmente le tavolette raccontano due "momenti" particolari della "storia": il primo "umano", ricco di annotazioni iconografiche - la camera, le suppellettili, i mobili e il paesaggio - che sottolineano il "fattaccio" con protagonista il "graziato"; il secondo "astratto", mistico, con l'immagine della Vergine titolare, spesso accompagnata a sua volta da un intercessore, un santo influente più di altri, secondo il credo popolare. Il popolo per esprimere "grazie" ottenute, ha sempre fatto un grande uso degli ex-voto e, in particolare dal XVI secolo in poi, di tavolette dipinte. L'aspetto estetico, formale, non è sempre fondamentale; ciò che conta per il committente è il "racconto" che documenti l'evento.

Nelle tavolette esaminate, come negli ex voto in genere, è chiara l'esistenza di un motivo in comune: l'esagerazione spesso del contenuto e la deformazione di particolari elementi che diverranno chiavi di lettura del fatto. L'ex-voto, riferendo un miracolo già avvenuto, ha lo scopo evidente anche di testimoniare la Potenza del santo invocato. L'impostazione della scena, del "racconto", è sempre la stessa. La Vergine coadiuvata dall'adiutore, da un cumulo di nubi tende benevola la mano e volge lo sguardo verso il protetto che a sua volta la guarda con occhio implorante; è spesso presente un parente o un postulante che "aiuta" il graziando nella preghiera. Si evidenziano molte volte anche le "Anime del Purgatorio", intercettrici di grazie. Sotto la scena descritta spesso troviamo il monogramma: PGR (per grazia ricevuta) oppure VFGA (votum fecit gratia accepi) o semplicemente GR (grazia ricevuta). Rispettose di questi schemi compositivi sono le tavolette prese in esame.

La tavoletta più antica conferma come "per grazia ricevuta" un agguato non abbia avuto un tragico esito. Il cartiglio ci suggerisce il nome del graziato e la data: «Voto di Gironi Gaolin 1632 adi 12 Xbre I Tavoleta fata ADI 17 Giugno».

Di un rapimento si parla su un ex-voto datato 1675. Un tangibile segno per la "grazia ricevuta" dalla bella Angiolina Leonardi, salvatasi senza aver subito violenza alcuna nel drammatico rapimento messo a segno dal malvagio conte Provolo Giusti di Santa Maria in Stelle. Un focoso pretendente respinto rimane così il soggetto chiave del racconto. Recentemente la piccola tela è stata restaurata.

Nella tavoletta degli "sposi ammalati", i protagonisti, dal loro letto, invocano a mani giunte la Vergine, che dal suo seggio di nuvole volge lo sguardo rassicurante verso gli stessi. Molto sintetico ma essenziale il racconto.

Nella tavoletta che titoleremo "della madre ammalata", che ricorda nell'impostazione scenica la tavoletta degli sposi, il descritto è all'essenziale, ma l'effetto è immediato. Sul letto appena abbozzato, giace a braccia aperte, imploranti, una madre di famiglia con le figure del marito e dei tre figli supplici verso la figura della Vergine che tra le nuvole osserva la scena.

Di sicuro effetto è la tavoletta non datata, che descrive una caduta nel pozzo. Il bambino protagonista sembra perduto, ma le preghiere della madre, rappresentata sulla destra della tavoletta, salvano il piccolo, benedetto dalla Madonna dell'Altarol, che dall'alto, tra un cumulo di nuvole, osserva la scena.

Del 1739 è l'ex-voto che "racconta" di un incendio. Dalla finestra dell'ultimo piano di una casa escono fumo e fiamme; una figura maschile getta di sotto, per salvarli, i suoi beni, rappresentati da un piccolo baule. L'intervento del divino è evidenziato, oltre che dalla Vergine, anche dalla presenza di Sant'Antonio e delle Anime del Purgatorio che implorano l'intervento taumaturgico a favore del loro protetto. La tavoletta si identifica nel cartiglio: «Zacharia Banalli del comunita Pogian parochia Santo Stefano Preservato da Maria del Tarol da un incendi con sua madre con tuti de caza 1794».

Ecco ancora un'ammalata la cui sofferenza è "narrata" su una piccola tela datata 1744. La scena "umana" descrive un'ammalata che implorante volge lo sguardo e alza il braccio destro verso la Vergine. Ai piedi del letto, un congiunto prega con medesimo gesto la Madonna e i Santi. In basso a sinistra le Anime del Purgatorio "aiutano" la preghiera.

Un'ammalata è la protagonista di una tela del 1771: una donna probabilmente in punto di morte, come dimostra la presenza del sacerdote col viatico, giace supina e con le mani al petto. Ai piedi del letto una donna genuflessa implora la Madonna dell'Altarol affinché conceda la "grazia"; Sant'Antonio aiuta la preghiera.

Di un incidente ci parla invece una tavoletta del 1799. Un gentiluomo vestito elegantemente, con tricorno in capo, cade da cavallo. L'incidente avviene sotto gli occhi spaventati dei figli adolescenti del protagonista. In alto tra le nuvole che dividono il "divino" dall’"umano", la scena mariana completa il racconto che si definisce nel cartiglio: «PGR 30 LUGLIO 1799 D.M.Z.».

Un'altra "sfortunata" è la protagonista di una tela (al limite del recupero) che descrive tutti gli elementi chiave dell'ex-voto. Coricata sopra un maestoso letto, giace l'ammalata con le mani giunte in atto penitenziale. Ai piedi del baldacchino un congiunto, in evidenti abiti settecenteschi, prega con uguale trasporto la Vergine. Vicino a questa, San Luigi in abito talare e cotta, funge da intercessore. Lo stesso scopo hanno le Anime, visibili sul lato sinistro, che a braccia alzate implorano le figure celesti. La solita coltre di nubi divide la scena.

Semplicissima ma di sicuro effetto è la tavoletta che ricorda la "caduta dal campanile". La figura del ragazzo protagonista è "fermata" proprio nell'attimo della caduta e interpretazione più allusiva non poteva esser data.

Ancora di un incidente si parla nella tavoletta che descrive la caduta di una bambina da uno spiovente della casa. La tavoletta ben definisce il paesaggio, il costume della piccola e lo spiovente, causa dell'infortunio.

Di un incendio invece ci parla la tavoletta che mostra un uomo riverso a terra, sorretto da un sacerdote che indica con la mano sinistra il luogo dove è avvenuta un'esplosione con la conseguenza descritta. Dove si evince il luogo del sinistro appare la Vergine.

In una tavoletta della seconda metà del '600 si "parla" di un intervento chirurgico che evidentemente ha avuto l'esito desiderato. Una donna in preghiera si raccomanda alla Vergine mentre un chirurgo con in mano il bisturi, sta intervenendo sull'arto ammalato. La sfortunata mostra da sotto le coperte il polpaccio sinistro sanguinante.

Autentica opera d'arte è l'ex-voto che ricorda l'incidente di un carrettiere. La grande ruota sinistra del carro, che trasporta calce, sta per travolgere il protagonista sbalzato dal cavallo imbizzarrito. Tra le nuvole, la Vergine che ha assistito alla scena impedisce che la disgrazia abbia l'esito fatale. Su un letto massiccio giace una donna amorevolmente assistita dal marito che tiene sulla destra la patena. Un prete in abito talare e i genitori pregano la Vergine. Una grande coperta a righe azzurre e bianche e i molti particolari dell'arredamento datano quest'altro ex-voto alla seconda metà dell'800.

Del 1830 è l'incidente di cui si parla nella tavoletta votiva dove protagonista è un giovanotto riverso ai piedi di un albero. Un sacerdote e due compagni dello sfortunato sono i postulanti che invocano Maria. Bella e completa la scena.

Un bambino travolto da una carrozza è invece il soggetto di una significativa e bella tela datata 1868. Il piccolo è investito da una carrozza la cui guida evidentemente è sfuggita al cocchiere. Il cavallo imbizzarrito è però prontamente bloccato da un passante.

Un cartiglio palesa la data e sottolinea la "Grazia Ricevuta". Anche in questo "voto" come in tanti altri, la tavoletta evidenzia i costumi e, in questo caso, anche la carrozzeria e la meccanica dell'antico mezzo di locomozione.

L'ex voto del "carro rovesciato", una tela datata 1888, rimane l'unico che rappresenti fedelmente oltre che il fatto descritto, anche l'architettura della chiesa titolare. Si evidenzia nella piccola tela, il protiro, l'ingresso ed i paracarri in pietra che caratterizzano ancor oggi la Madonna dell'Altarol. Significativi nel loro "incidente" i due protagonisti salvatisi dal ribaltamento del carro, sorpresi dal pittore proprio nell'attimo della caduta e "sospesi" quasi in aria. Un grosso ramo spezzato è la causa dell'incidente occorso al committente della tavoletta che "racconta" appunto di una caduta dall'albero. Per "grazia ricevuta" l'uomo riesce però ad aggrapparsi ad un altro ramo, che lo salverà dal fatale evento.

Bellissima è la tavoletta "del giassaroto" dove si descrive un incidente probabilmente piuttosto comune tra coloro che si occupavano di questo lavoro legato alla produzione e commercio del ghiaccio, una delle attività più diffuse in area lessinica fino alla prima metà del nostro secolo. Una lastra di ghiaccio caricata sulla "barusola" scappa di mano agli operai, un addetto ne viene investito, ma i suoi compagni di lavoro bloccano la "corsa" e salvano lo sfortunato. La Vergine e il Bambino chiudono la scena.

Una donna probabilmente priva di parenti e assistita solo da un sacerdote, è la protagonista di un'altra tavoletta. Il postulante a fianco dell'ammalata, indica con l'indice della mano destra il cielo, dove Sant'Antonio, genuflesso a lato di Maria, intercede verso questa per ottener grazie. La dovizia dei particolari dell'arredamento della camera rendono prezioso il racconto.

"L'incidente sul lavoro" potrebbe esser il titolo della tavoletta che ci racconta di un contadino finito sotto le ruote del carro che stava conducendo. Quasi certosina è la descrizione della meccanica e della carrozzeria del mezzo, un esempio ancora di come anche queste opere "minori" contribuiscano alla conoscenza degli usi e costumi di un'epoca.

Nella tavoletta, che andremo a definire "dell'orante", non si descrive il fatto dal quale nasceva l'offerta; si descrive solo una pia donna in atto penitenziale genuflessa sul pavimento di un’ipotetica stanza. La Vergine e il Bambino sono affiancati da San Zeno (o San Valentino?).

Ancora un altro ex-voto descrive un'ammalata a letto che ringrazia la Madonna. Null'altro vi si racconta.

Tema di un'altra tavoletta è ancora un incidente. Un'intera famiglia si è salvata dal crollo di una casa, evidentemente raffigurata nel momento del "fatto", sul Iato destro del quadro. AI centro del racconto, l'intera famiglia salvatasi nell'evento. In basso, le Anime del Purgatorio, mentre in alto tra le nuvole si descrivono la Vergine, il Bambino e Sant'Antonio che mostra un corposo giglio.

L'inferma soggetto di un altro quadro, leggermente sollevata su una serie di morbidi cuscini, giace a letto. La cuffia, le mani giunte al petto e le ginocchia mollemente piegate definiscono la "sfortunata", aiutata nella preghiera dalla madre che implora per la figlia ammalata la Madonna dell'Altarol e Sant'Antonio, che a sua volta indica con un gesto affettuoso la sua protetta.

Non ci sono invece santi intercessori nella tavoletta che descrive l'affanno di un'inferma assistita dalle sue due figlie adolescenti, genuflesse ai piedi del letto. Solo la Vergine contribuirà alla "salvezza" della provata madre. Molto essenziale ma di sicuro effetto è la tavoletta che definiremo "del carabiniere". Una corte, recintata da un alto muro, mostra in una scena scarna e quasi surreale una figurina, che vedremo trattarsi di un carabiniere in alta uniforme, che durante la notte, forse nel tentativo di inseguire un ladro, precipita dal muro che identifica il luogo. In basso leggiamo: «PGR 6 Aprile 1891". La tavoletta del carabiniere è la più recente della serie esaminata, se escluderemo, perché non dipinto, un "ringraziamento" alla Vergine dell’Altarol per uno scampato pericolo durante l'ultima guerra mondiale.

Dopo la lettura delle tavolette, potremo stilare una precisa statistica sia degli incidenti che delle malattie incontrate. Diciassette sono gli incidenti, mentre dodici i casi di malattia; di queste non ci è dato però di sapere il tipo.
Fonte: Notiziario BPV numero 2 anno 1991

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