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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Pieve di San Floriano

Verona / Italia
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Cenni storici
Allo sbocco della valle di Marano, nel cuore della Valpolicella, è la pieve di San Floriano. Si tratta di una delle più belle chiese romaniche di tutto il Veronese, nata nell'ambito di un cimitero pagano. La chiesa attuale è quella costruita nel sec. XII, ma due privilegi berengariani dell'anno 905 già qui menzionano una pieve. Altri documenti ricordano la pieve nei secoli XI e XII. Forse va riferita al complesso preromanico la scritta ritrovata nel 1960; essa ricorda che la pieve sarebbe stata costruita da certo Silvetro e dai suoi discepoli, ma l’iscrizione è contestata.
Importanti lavori di restauro furono eseguiti nel 1434. L'interno della chiesa era stato trasformato in più riprese fino al 1743, svisando via via radicalmente il suo carattere romanico, anche scalpellando o sostituendo gli originali capitelli delle colonne: solo lavori eseguiti dagli ultimi novant’anni hanno messo a nudo quanto era opportuno recuperare della fabbrica romanica. Va però detto che molti alcuni di essi si imposero per ridare solidità ad un edificio fatiscente o minacciante rovina.

Architettura ed arte
Esterno. La chiesa presenta una facciata realizzata interamente in tufo e sostanzialmente ancora integra (solo l'occhio centrale e le due finestre laterali vi sono state aperte successivamente). Tripartita da due lesene triangolari che denunciano l’interna divisione in tre navate, ostenta a coronamento, sia del corpo centrale sia dei due laterali, un fregio di denti di sega sostenuto da archetti rampanti con peducci gradinati e concluso da una cornicetta aggettante. AI centro della facciata è poi il bel portale con gli stipiti e l’architrave in marmo rosa, difeso da un protiro pensile di grande eleganza. Poderosa è la torre campanaria posta sul lato nord della chiesa: il basamento è in pietra, mentre la canna della torre prosegue a file alternate di conci di tufo e cotto per terminare con il solo cotto alla cella campanaria, aperta in bifore separate da colonnette di pietra.
Interno. L'interno è a tre navate, divise da pilastri alternati a colonne, che si concludevano con ogni probabilità in tre absidi, com’è ancora riscontrabile in diverse chiese veronesi della stessa epoca e della stessa tipologia. Ma le absidi originali più non esistono, essendo state in seguito distrutte per costruire le attuali. Esiste invece al disotto della volta a botte della nave maggiore e delle volte a crociera delle navi minori, pure successive alla fabbrica romanica, il tetto a cavalletti che, più volte rimaneggiato, conserva ancora molte delle travature originali.
La pieve romanica doveva essere adorna anche di molti elementi decorativi, parte dei quali reimpiegati nel rifacimento quattrocentesco della fiancata verso la canonica e purtroppo finiti poi quasi tutti, nel secolo XVII, col rimanere nascosti fra le volte e il tetto del chiostro. Questi fregi superstiti sarebbero dunque i resti di una complessa decorazione che correva lungo tutta la fiancata, con motivi vegetali, animali e persino con scene tratte dalle sacre Scritture, com’è tipico di tutto il romanico ed in particolare del romanico veronese.
Fonte: Notiziario BPV numero 4 anno 1986

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