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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Giovanni Caroto

Fratello, discepoÌo e collaboratore di Francesco. Pur non raggiungendo la levatura del fratello, Giovanni merita un posto distinto nella storia dell'arte veronese.

L'opera sua rimase eclissata da quella di Francesco, come spesso accade ai parenti d’uomini celebri. A Giovanni fu attribuito tutto quello che non sembrava degno del fratello. Ma come le ricerche d'archivio han potuto precisare i dati cronologici, così la critica moderna ha potuto modificare e correggere i giudizi. Sicché la personalità artistica di Giovanni Caroto è in gran parte chiarita e più che all'arte multiforme del fratello, la sua sembra ispirata a quella di Domenico Morone.

Giovanni fu studioso d'archeologia: a lui appartengono i noti disegni che illustrano il trattato del Luania «Descrizione delle antichità di Verona».

Di Giovanni Caroto il Museo di Castelvecchio possiede due opere: Ritratto del pittore e di Placida sua moglie; Madonna in gloria e i Santi Lorenzo e Gerolamo. Al Duomo sua è La Madonna con Santi e donatore (sotto la cantoria). A San Paolo: Madonna e Santi Pietro e Paolo.

BIBLIOGRAFIA: Vasari; Dal Pozzo; Lanceni; Maffei; Zannandreis; Bernasconi; Dal Pozzo; Simeoni; Trecca; Barclay.
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