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Domenico Morone

Capostipite della famiglia che con lui assume il cognome Morone. Domenico è degno rappresentante della Scuola Veronese.

Non è noto da chi apprendesse l'arte, ma fu certamente un seguace del Pisanello. Pittore mistico, nei suoi soggetti religiosi la dignità dei paesaggi e la pietà dei devoti sono espressi in modo mirabile, come si può costatare negli affreschi della Biblioteca di San Bernardino - da lui fondata - e che rappresentano La Beata Vergine in trono con i Santi Francesco e Chiara e i donatori coniugi Sagramoso.

Il Morone ebbe molti insigni discepoli: il figlio Francesco, Bonifacio da Verona, Michele da Verona e il Morando, tutti di fama assai più che veronese.

Il Museo di Castelvecchio possiede di Domenico Morone quattro opere di cui due affreschi: La Madonna col Bambino in fasce; Santi Rocco, Anastasia, Onofrio, Lucia, affresco; Santi Caterina, Leonardo, Gottardo, Domenico, affresco; Madonna dal ventaglio.

Suoi affreschi sono in San Nazzaro (cappella San Biagio - cupola), in Santa Maria in Organo (sagrestia), in San Bernardino (cappella Sant'Antonio e nella libreria).

Numerose opere di Domenico Morone sono sparse per le pinacoteche d'Italia, d'Europa e d'America. Il Palazzo Ducale di Mantova possiede la celebre tela La cacciata del Bonaccolsi, vero esempio di vena narrativa. Altre opere sono a Milano, Venezia, Lovere, Fiesole e all'estero a Berlino, Altenberg, Londra, Parigi, Sofia, New York, Stoccarda, Filadelfia.

BIBLIOGRAFIA: Vasari; Dal Pozzo; Lanceni; Maffei; Cignaroli; Da Persico; Zannandreis; Cipolla; Simeoni; Da GaI; Caliari; Fiocco.
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