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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Chiesa di Santa Maria del Paradiso

Verona / Italia
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Cenni storici
La storia della chiesa di Santa Maria del Paradiso è breve e quieta. Inizia con la soppressione ordinata dai veneziani nel 1517, di una modesta chiesuola, dedicata a Sant'Apollinare della Peccana, condotta dai padri Serviti, dal 1480 al 1515. Per le aumentate esigenze di culto, si rese necessaria una nuova chiesa. Verso la fine del 1520 si cominciarono i lavori di preparazione del terreno, e si fecero le fondazioni. Il tempio fu costruito grezzo e tale rimase anche dopo la sistemazione, avvenuta nel 1600, In quest’epoca, Sant'Apollinare fu trasformato nel coro e presbiterio: il nuovo edificio fu dedicato a Santa Maria del Paradiso.
Nel 1782, dopo una violenta inondazione, la chiesa fu affidata ai Gerosolimitani e intitolata a San Vitale: Così rimase fino al 1842 quando, per la soppressione dell'ordine dei Cavalieri di Malta, l'esercizio passò ai Camilliani. In quell'occasione, la chiesa tornò all'antico titolo di Santa Maria del Paradiso. I padri camilliani apportarono minime varianti alla struttura interna dell'edificio; soltanto nel 1896 fu innalzata la facciata del tempio e fu riordinato il pavimento da cui furono tolte lapidi funerarie. Nel 1927, infine, gli ultimi lavori. La vecchia sacrestia fu trasformata in «sanctorum reliquiis»; si costruirono passaggi interni e si copri a metà un cortiletto per accogliere la sacrestia nuova.

Architettura ed arte
Esterno. La chiesa di Santa Maria del Paradiso fu costruita prescindendo da qualsivoglia intendimento artistico, talché la chiesa stessa si esonera dal numero delle opere d'arte veronesi. La struttura architettonica si rifà, con sbalorditiva libertà di stile, alla costruzione templare, classica. Un grosso zoccolo inferiore, liscio, sostiene idealmente quattro paraste di pseudo-composito liscio, che suddividono la superficie in tre zone fondamentali. Nelle due esterne, sono ricavati quadroni in rilievo e due nicchie, entro le quali furono poste rispettivamente, le statue di San Camillo e San Vitale, opere di Salesio Pegrassi. Nella frazione centrale è ricavata la porta d'ingresso, sormontata dallo stemma dell'ordine camilliano. Una trabeazione a forti aggetti, separa il timpano. Questo è piuttosto basso, sostenuto da modiglioni obliqui; cieco; con al centro una croce gerosolimitana, di cemento. Acroteri della cimasa sono le statue raffiguranti San Zeno, l'Assunta e S. Matrone, opere di V. Bragantini.
Interno. Il primo altare di sinistra, è dedicato alla Madonna delle Grazie. Il secondo è costruito in stile baroccheggianti ed è interessante solo per la pala: una notevole pittura del Balestra, rappresentante la Madonna col Bambino e Santi. Tra il secondo e il terzo altare è ricavata una nicchia, entro cui è la statua di San Domenico. Il terzo altare è una struttura di libere architetture; è dedicato a San Camillo. Il quarto è dedicato alle Anime del Purgatorio, perché accoglie una gran pala del Farinati raffigurante Le anime del purgatorio, la SS. Trinità, la Vergine e un papa. La facciata del presbiterio comprende una nicchia muraria con la statua di San Vitale, il presbiterio vero e proprio e un'altra nicchia con la statua di San Giovanni Battista. Le due statue sono pregevoli opere di D. Cignaroli, eseguite nel 1784. Nel mezzo del presbiterio, sta l'altar maggiore, di modesta architettura. Dietro l'altare, il coro è angusto e sacrificato. Subito dopo l'altare stanno i sepolcri di Ludovico Moscardo e di Bartolomeo Dal Pozzo, storici e studiosi veronese.
AI centro del coro sta la pala grande, con l'Assunta, dipinta nel 1565 dal Farinati. Il primo altare a sinistra, dopo il presbiterio, è dedicato al veronese S. Metrone: nobile figura di religioso, la cui vita è quasi avvolta nella leggenda. Nel centro troviamo una bella pittura del Liberale con Sant'Antonio da Padova, S. Metrone e San Domenico. Dopo l'altare di S. Metrone incontriamo sta una nicchia, con la statua di Cristo risorto, forse la migliore fra tutte le figure del Marinali.
Ci troviamo ora, di fronte all'altare dell'Addolorata, che accoglie le statue lignee di San Camillo, della Madonna e del Crocifisso. Quest'ultimo è una pregevole opera del XVI secolo. Il successivo intercolumnio accoglie nella nicchia la statua di San Camillo. L'altare che segue è dedicato alla Madonna di Lourdes. L'ultimo altare è ultimo anche in ordine di tempo, perché realizzato nel 1954. In fondo alla chiesa, sopra la porta principale di ingresso, nel settecento si costruì una cantoria in legno, di scarso valore artistico. Interessa perché accoglie quattro dipinti, di cui due di notevole valore artistico. Da destra: Miracolo di San Camillo: pittura di limitato interesse, assai illustrativa; l'Assunta del Voltolino; Santi e Arcangeli, anche questo quadro non desta molti consensi; e Santi Gervasio, Protasio e Vitale.

Il Reliquario
La parte più importante della chiesa di Santa Maria del Paradiso è il Reliquario, che possiamo definire uno tra i più interessanti d'Europa. I padri camilliani, quando presero possesso della chiesa, già portarono con loro un certo numero di reliquie di santi, alcune delle quali di notevole importanza e preziosità; e che subito in Verona, cominciarono una paziente opera di ricerca e di classificazione di altre numerosissime, ereditate da enti religiosi, dalla soppressa parrocchia di San Vitale, e da singoli privati.
Oggi le reliquie raccolte si contano a decine di migliaia; da interi corpi imbalsamati o rivestiti con forme di cera, ai più piccoli frammenti di ossa, di oggetti, di stoffe: patrimonio che ascende a valore storico notevolissimo. Basti pensare che, spesso, custodie e teche, paliotti d'altare, piramidi, urne e vetrine, sono anche capolavori di oreficeria; certi ostensori d'argento e d'oro, certe urne decorate con filigrane meravigliose, rappresentano di per sé uno sfarzo d'arte che stupisce e desta ammirazione. E non si dimentichi che taluni reliquari sono autentici originali di epoche antiche; la loro presenza arricchisce quindi, inestimabilmente, l'importanza della raccolta e le conferisce, si può dire, significato di apoteosi artistica che di solito è esclusivo appannaggio tradizionale delle grandi cattedrali romanico-gotiche.
Oltre alle sue innumerevoli raccolte sacre, il Reliquario accoglie anche una preziosa croce stazionale del XIV secolo.
Fonte: Guide 19

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