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Chiesa di San Zeno in Oratorio

Verona / Italia
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Cenni storici
Di fianco a Castelvecchio, su un'area urbanizzata fin dall'età romana, sorge la chiesa di San Zeno in Oratorio, chiamata anche San Zenetto, uno dei due edifici sacri più antichi dedicati al santo patrono di Verona. La sua dedicazione assunse la forma attuale solo nel XVI secolo: in precedenza, la chiesa era detta "San Zeno Oratore" o "San Zeno Orante", in omaggio alla tradizione che vuole questa sede il rifugio prediletto del santo, che qui si sarebbe ritirato a pregare (e a pescare). Naturalmente è molto difficile provare un legame effettivo tra la figura storica di San Zeno e la chiesetta a lui dedicata, datandone cioè l’edificazione al IV secolo.
Nella sua forma attuale, San Zeno in Oratorio risale non anteriormente al XII secolo: probabilmente, sorse (o risorse) dopo il devastante terremoto del 1117, in un ambito costantemente esposto al rischio presentato dalle piene dell’Adige. Nel secolo XIV la chiesetta attraversò un periodo di particolare fortuna: nel 1336 la troviamo compresa nell'elenco delle chiese parrocchiali cittadine. Nei secoli successivi, la vita religiosa della comunità proseguì serena, così come le vicende materiali della chiesetta. Questa si arricchì di numerose opere d'arte, anche se fu ancora costretta a subire qualche danno per colpa delle irruenti acque dell'Adige. La chiesa fu soppressa con il decreto napoleonico, subì la spoliazione e rimase chiusa dal 1807 al 1816 quando, per espressa volontà del Vescovo, fu riaperta come rettoria della parrocchia di San Zeno.

Architettura ed arte
Dopo la traumatica esperienza della spoliazione, la chiesa abbisognava di consistenti restauri, ai quali si dedicarono con impegno e passione i suoi rettori. Nel corso del secolo, per “riabbellire” San Zenetto si ricorse anche al recupero di dipinti, sculture, elementi architettonici provenienti da chiese abbattute o definitivamente demaniate, con il risultato di snaturare piuttosto sensibilmente l'aspetto originario della chiesetta.
In particolare, nel 1827 si arricchì la nuova recinzione del sagrato con il portalino marmoreo in stile gotico proveniente dalla demolita chiesa di Sant'Antonio di Vienne, mentre tre anni più tardi furono collocate sulla stessa recinzione le due statue settecentesche raffiguranti san Zeno e san Pietro Martire: opera di Francesco Zoppi. Anche la facciata della chiesa subì modificazioni: oltre all'applicazione di un'arcata modanata in tufo al di sopra del portale, è da ricordare la sovrapposizione all'originario, semplice rosone dell'imponente ruota in marmo rosso di Sant' Ambrogio, databile al XII secolo, di ignota provenienza.
San Zeno in Oratorio fu nuovamente danneggiata durante il secondo conflitto mondiale, ma visse il suo momento più difficile nel 1957, con il crollo della navata destra che travolse parte dell'adiacente ex-oratorio. In questa occasione andarono perdute interessanti porzioni d'affresco di età tardomedievale, una delle quali raffigurante san Francesco.
Ciò nonostante ancora oggi la chiesa, a tre navate, conserva al suo interno tracce di affreschi di pregio: in particolare, sovrasta il portale d'ingresso una Crocifissione databile al XIV secolo. Per quanto riguarda le altre espressioni artistiche, notevole è la statua policroma raffigurante san Zeno: posta in una nicchia al centro del coro, essa viene fatta risalire al XIV secolo, ed è forse opera del celebre scultore Rigino di Enrico. Non sono certo le uniche opere d'arte che San Zenetto conservi: al suo interno troviamo, infatti, dipinti e pale d'altare di epoca più recente, che tuttavia - a dar retta a quanto raccontano gli studiosi dei secoli passati - non debbono rappresentare che un pallido ricordo della bellezza e della ricchezza di questa piccola, preziosa chiesa, ai tempi del suo più vivo splendore.
Fonte: Notiziario BPV numero 3 anno 1996

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