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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Chiesa di San Tomaso Cantuariense

Verona / Italia
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Cenni storici
Nella zona dell’Isolo sorse in età cristiana una modesta chiesuola, di cui poco sappiamo. Fu poi costruito un tempio cristiano, probabilmente nell'XI secolo. Nel 1316, questo tempio fu solennemente consacrato a San Tomaso di Canterbury. Nel 1348, i Carmelitani presero a costruire una seconda chiesa, più grande, da dedicarsi alla Vergine Annunziata, che fu consacrata nel 1351. Le due chiese esistettero fianco a fianco fino al 1484, quando fu demolito l’antico tempio, e si cominciarono i lavori che avrebbero allargato la seconda chiesa. Il nuovo tempio fu consacrato il 22 settembre 1504. Nel rinnovato altare maggiore, furono raccolte notevoli reliquie di santi Veronesi (Sant'Orsola, San Martino, San Benigno ecc.) e una preziosissima reliquia, il cranio di San Tomaso, a ricordo dell'antico tempio a lui dedicato.
A questo punto cominciano le disavventure dell’edificio: lavori senza fine, infiltrazioni d’acqua, crepe nei muri, crollo (1572) con morti e feriti, invasione napoleonica, trasformazione dell’edificio in ospedale militare, in caserma, in carcere. Andati via i Francesi, la chiesa fu riaperta al culto e nel 1836 tornò ad essere parrocchia. Ma per poco, perché già nel 1859 era nuovamente sconsacrata e adibita a magazzino militare. Tale restò fino al 1867, anno in cui fu nuovamente aperta al culto. Da ultimo, vi fu la grande inondazione del 1882, quando l'Adige sommerse l’intera zona dell'Isolo; in chiesa, l'acqua raggiunse le pale degli altari.

Architettura ed arte
Esterno. Chiesa e Campanile sono completamente in cotto. La facciata, trova un particolare risalto nel bel Portale e nel rosone che Cristoforo Lanfranchini fece eseguire nel 1493. Il Campanile è elegante e finisce in una pina aguzza attorniata da quattro pinnacoli. La cella campanaria s'apre a belle bifore ornate di motivi architettonici. Interno. L'interno del tempio è ad unica navata. Ricorderemo di notevole, sulla destra, le pale del secondo e terzo altare opere rispettive dell'Orbetto (Santa e Angeli) e del Balestra (Annunciazione);.e più oltre sul quarto quella di Girolamo Dai Libri, rappresentante i tre Santi Sebastiano, Rocco e Onofrio; sull'altare maggiore una bella tela di F. Brusasorzi, con la Madonna, San Tommaso ed altri Santi. Sulla sinistra: il grande organo ricco di fastosi intagli e, più avanti, sul terzo e sul primo altare due pale notevoli di P. Farinati rappresentanti la Madonna in Gloria e Santi: la seconda è datata 1569. In mezzo trovasi l'altare Carteri con una tela attribuita al Torbido, raffigurante un gruppo di Santi.

L’organo
Attraversato il fornice basso del triarco sammicheliano, osserviamo in alto l'organo. Merita questo strumento di essere segnalato all'attenzione, non solo per la sua notevole struttura estetica, felicemente barocca, ma anche per l’antica bontà del suono. È questo, infatti, l'organo che a Verona vanta i maggiori consensi e gli elogi di illustri personalità; tra le prime ricordiamo Mozart che, ancora «fanciullo prodigio», suonò e improvvisò su questa tastiera. L'organo di San Tomaso possiede anche il contro-organo per il coro. Attualmente, poiché lo strumento funziona ancora a mantice, non viene quasi mai usato.
Fonte: Guide 22

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