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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Chiesa di San Paolo

Verona / Italia
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Cenni storici
Sul limite interno dell'Intus (la parte interna dell’antico Campo Marzio), verso il finire del Mille, fu edificata una piccola chiesa romanica dedicata ai santi Paolo e Pietro. Nel 1183 i canonici decisero di rinnovare la chiesa ampliandola e ordinandola diversamente. Nonostante alcune dispute con i Cavalieri Templari Gerosolimitani officianti nella vicina parrocchia di San Vitale, la chiesa fu condotta dai preti secolari fino al 1232, anno in cui fu concessa ai frati del Terzo Ordine degli Umiliati. Questi vi rimasero per un certo periodo, quindi se n’andarono – probabilmente nel 1289 – quando la chiesa fu rinnovata e il campanile portato a termine. Furono quelli i lavori decisivi nella storia del tempio, mediante i quali esso assunse l'aspetto topografico definitivo, che conservò poi per secoli fino al riadattamento settecentesco.
Agli inizi del cinquecento, fu costruita la Cappella Marogna. Infine, nel settecento, l’architetto Pompei stese un progetto complessivo di rinnovamento del complesso: i lavori iniziarono nel 1740 e si conclusero nel 1768. L'ultima sistemazione avvenne nel 1820. Durante un’incursione aerea del gennaio 1945, alcune bombe caddero sul fabbricato sventrandolo paurosamente. Tutto perduto; ma fortunatamente erano salve alcune tra le più famose opere d'arte di dotazione, tolte e poste al riparo.

Architettura ed arte
Esterno. Un'analisi accurata sulle strutture murarie della chiesa di San Paolo è praticamente assurda, dato che esse risalgono a pochi anni fa, e quindi sono compatibili con i moderni criteri edilizi.. In particolare, in seguito ai lavori dopo il 1945, si è pensato di soprassedere a qualche particolare descrittivo dell'architettura preesistente, e quindi il disegno pompeiano è diventato irriconoscibile. Il fatto più grave si è verificato all'interno dove i modiglioni si sono ispessiti grossolanamente e dove i capitelli compositi denunciano un appesantimento notevole. L'esterno, più o meno ha mantenuto le linee precedenti, conservando nella zona inferiore la scompartitura in cinque parti, ad ordine ionico minore, parastate, di cui le due ultime laterali leggermente arretrate. La parte superiore ha conservato il corinzio; ma è un corinzio cosi poco corinzio! Nei due nicchioni laterali al finestrone centrale, sono state rimesse le due vecchie statue del Finali (1763) rappresentanti San Pietro e San Paolo.
Interno. L'interno della chiesa è stato del tutto rinnovato. Entrando, a sinistra, la prima cappella è dedicata at battistero, costituito da una vasca cinquecentesca, ottagona, di marmo rosso veronese. Il secondo ed il terzo intercolumnio mancano di altare, mentre nel quarto è stata ricavata la porta laterale della chiesa che dà sulla Via Venti Settembre. Al quinto intercolumnio si apre il braccio destro dell'antico transetto con grande altare settecentesco. L'architettura di quest’altare è interessante per il suggestivo effetto stilistico, e specialmente per la pala in esso contenuta: questa rappresenta San Francesco di Paola, il santo della carità, ed è attribuita a Domenico Brusasorzi. Si accede quindi ad un piccolo oratorio, dedicato alla Via Crucis. In esso notiamo un pregevole frammento dell'antico coro barocco e un altare di legno dipinto, diviso a trittico e contenente le statue di Santa Chiara, della Madonna del patrocinio e San Francesco d'Assisi. Tornando, si trova il presbiterio. L'altare, il cui tabernacolo è l'elemento più nobile, fu costruito durante il periodo della rifabbrica pompeiana; non ha stile alcuno ed è stato di recente restaurato. Sul fondale piatto dell'abside, invece, risplende ancora la bella pala del Caroto, datata e firmata «MDXIII Joannes». Essa rappresenta la Madonna in trono, col Bambino, e ai lati i santi Pietro e Paolo.
La sacrestia è stata rinnovata e contiene un’insignificante pittura di P. Farinati, rappresentante San Nicolò da Bari e San Francesco d’Assisi in colloquio con la Vergine. Ai lati del dipinto, stanno altri due quadri, databili alla fine del quattrocento, di scuola veronese, rappresentanti, San Martino e San Paolo. Il braccio sinistro del transetto è occupato dalla nobiliare Cappella Marogna, costruita nel 1565, che è considerata modesta, pur contenendo una pittura del Veronese e pitture del Farinati e del Bonsignori...
Il primo altare a sinistra, dal presbiterio, porta un’iscrizione dedicatoria. Le strutture dell'altare sono completamente rifatte con gusto moderno; dell'antico complesso rimane solo la stupenda pala di Girolamo Dai Libri (1474-1575) rappresentante la Madonna in trono, col Bambino, Sant'Anna (dietro alla Vergine), S. Giuseppe e S. Gioacchino. II secondo altare è dedicato alla venerazione del Beato Curato d'Ars. Più che di un altare vero e proprio, si tratta di una cappellina, in antico forse decorata con affreschi del Farinati; attualmente, spoglia, conserva solo l'altare che è interessante per la sua struttura architettonica di stile floreale.
L'altare seguente è dedicato al S. Cuore. È una semplice architettura di imitazione classica, architravata; lineare, senza decorazioni. In passato, l'altare accoglieva una modesta pittura di Claudio Ridolfi, rappresentante la Vergine col Bambino, angeli e santi. Distrutta nel 1945. L'ultimo altare è dedicato al Crocifisso. Buoni marmi rosati fanno da fondo alla sintetica e stilizzata rappresentazione di un arco trionfale, sul quale spicca una croce rilevata in marmo bruno. Su di essa è appeso un bronzo, assai convenzionale, raffigurante l'agonia del Salvatore. La scultura ha notevoli pregi di stupore veristico, ed è contornata da sei formelle in gesso rappresentanti, anch'esse, in parte per simboli, i momenti drammatici e gli strumenti della Passione.
Fonte: Guide 22

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