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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Chiesa di San Nicolò

Verona / Italia
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Cenni storici
Le prime notizie sicure sulla chiesa risalgono al sec. XII, ma si presume che le origini di San Nicolò siano più antiche. Della primitiva costruzione rimane una cripta, sotto il coro, che ben poco conserva dell'antico. Nel 1627 il tempio fu interamente rinnovato, acquistando la forma attuale.
Alcune reliquie che erano conservate nell'antico tempio, furono scoperte nel 1519: erano ossa di martiri e di santi. Non si sa dove le reliquie siano state poi riposte, ma pare che si conservino sempre nella chiesa. Nel 1602 la chiesa fu concessa ai Chierici Regolari Teatini. Questi, seguendo la regola che imponeva loro soprattutto l'istruzione religiosa del popolo, cominciarono a predicare e a divulgare il Vangelo. Presto si rese necessario provvedere a un rifacimento. Nel 1607 fu posta la prima pietra e i lavori procedettero alacremente, sovvenzionati dalle pubbliche elemosine. La chiesa andò mutando volto. Il nuovo tempio, che aboliva l'antica orientazione, sorse su disegno dell'architetto Lelio Pellesina.
Nel 1806 il decreto napoleonico di soppressione colpiva anche il convento attiguo alla chiesa.. Molte parrocchie furono riformate, e San Nicolò fu del numero col lungo titolo di San Pietro lncarnario in San Nicolò. Dopo una secolare parentesi San Nicolò riprendeva l'antica cura d'anime. Il convento, rimasto inutilizzato dopo la cacciata dei Teatini, divenne prima caserma e poi edificio scolastico.

Architettura ed arte
Esterno. L'esterno, dichiarato un tempo di poco interesse e senza fisionomia, ha acquistato nobiltà e bellezza dopo l’inaugurazione della nuova facciata. Nonostante qualche perplessità iniziale, la facciata è un'opera poderosa, piena di forza agile nella verticalità delle sue grandi mezze colonne ioniche: s'ignora l'artefice, ma si sa che fu portata a termine dal Barbieri. Il Campanile, cominciato in cotto, è arrivato a poca altezza. Interno. L'interno è ad una sola nave con due cappelle per lato che si affacciano tra pilastri corinzi. La crociera, di belle proporzioni, contiene due altari alle estremità. Sulle pareti, tutto all'intorno, si trovano diciassette nicchie che accolgono altrettante statue: sono le immagini dei dodici Apostoli a cui si aggiungono quelle di Cristo, dell'Immacolata, di San Marco, San Luca e San Paolo. I diciotto quadri che si affacciano sopra le nicchie, raffigurano scene tratte dall'Antico Testamento, e furono dipinti tutti nel sei-settecento da autori diversi.
L'altare della prima cappella destra, risale probabilmente al XVII secolo, ma non si conosce il nome dell'autore. Reca sulla mensola, nel luogo ove solitamente è il Tabernacolo, una bella Pietà, opera del Marinali. Quattro colonne corinzie incorniciano, sopra l'altare, una pala del Balestra che raffigura San Giovanni Battista. Sopra il bell'altare della seconda cappella destra vi è ora la pala del Transito di San Giuseppe di A. Malatesta. Nel 1895 la cappella ebbe leggiadre decorazioni alla cupola e ai pennacchi, per mano del pittore G. Zannoni. Le due pitture ai lati, di scuola emiliana, raffigurano l'Adorazione dei Magi e la Presentazione al tempio. Un crocefisso, ch'era sulla parete a sinistra della nicchia, si trova ora sopra la porta principale. Posto nella crociera, a destra, trovasi l'altare che fu detto un tempo «delle Anime del Purgatorio» per un dipinto di S. Brentana che qui si trovava. La pala raffigura San Gregorio, diritto e maestoso al centro, cui alcune anime del Purgatorio tendono dal basso le braccia tra lingue di fiamma. Il dipinto attuale, celebra anch'esso San Gregorio, illustrando un episodio narrato dal Santo nei suoi dialoghi.
L'altar maggiore fu eretto nel 1630. Le due statue ai lati del Trono sono del Marinali. Il Presbiterio è vasto e alta la volta. Sulle due porte ai lati stanno i busti di San Gaetano e Sant'Andrea, del Peracca. Sui muri laterali vi sono due quadri: l’Annunziata dell'Orbetto e il San Nicola del Bassetti. Il secondo altare della crociera (altare della Madonna) è posto in una cappella, a sinistra dell'altar maggiore. L'immagine della Vergine è una delicata Assunta in legno. Sul muro a sinistra della cappella di Maria s'apre la porta che dà nella seconda cappellina. Anche qui il luogo è raccolto e suggestivo. Si noti un dipinto di Sant'Antonio e sulla parete di fronte le due immagini di Santa Rita e di Santa Teresa, il cui autore non è conosciuto.
La seconda cappella (a sinistra) è particolarmente sontuosa. È dedicata a San Gaetano, che gode speciale venerazione, considerate le origini teatine della chiesa. La pala di centro, che raffigura San Gaetano e Sant'Andrea Avellino, è del calabrese Preti. Lateralmente vi sonò due dipinti di grandi dimensioni: a sinistra San Gaetano tra i poveri del Meves, a destra San Gaetano tra gli appestati di Roma, di B. Falceri. Del Del Barbieri sono invece gli affreschi della cupola: nei pennacchi le virtù teologali e morali, nelle lunette i fatti della vita del Santo. La prima cappella (a sinistra) è un luogo in penombra, silenzioso, disadorno rispetto alle altre cappelle. L'altare, non troppo grande, di linea dignitosa, è dovuto a Marco e Stefano Tomezzoli. Il grande crocefisso che campeggia sullo sfondo di marmo nero, incorniciato da due colonne corinzie su alta base, è un'opera espressiva d'un oscuro artefice del secolo XVII. Sulla mensola è stata posta di recente una statua a vivi colori del «Cuor di Gesù». A destra vi è una porta con un piccolo gruppo scultorio, che è opera di D. Tomezzoli (1673), come il gruppetto prospiciente sopra l'iscrizione. Le statue principali rappresentano rispettivamente l’Addolorata e San Giovannino.
La sacristia, cui si accede per una porta aperta nella crociera, fu iniziata nel 1652. Vi si trova il già ricordato quadro del Brentana e una Assunta del medesimo autore. Sulle pareti i ritratti di alcuni Vescovi teatini. Gli altri quadri sono tele della decadenza di autori vari.
Alla Cripta si accede dall’antisacristia. La cripta faceva parte dell'antica chiesa di San Nicolò, ma imbiancamenti e i rimaneggiamenti posteriori ne hanno alterato la fisionomia e reso poco interessante lo studio. Notevole è però l’architettura del piccolo luogo sacro, che si articola in tre navatine divise da archi. La minuscola abside è rettangolare, ricoperta attualmente da una rivesti tura di tela dipinta. Il pavimento è di mattoni.
Fonte: Guide 20

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