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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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Chiesa di San Luca

Verona / Italia
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Cenni storici
Sulla nascita della chiesa si hanno notizie storiche attendibili. La costruzione ebbe, inizio nell'anno 1172 per opera dei Cavalieri Crociferi, che costituivano uno dei tanti ordini sorti nel dodicesimo secolo con fini umanitari e d’assistenza. L’Ordine fu soppresso nel 1656 da Papa Alessandro III e i beni rimasti nel monastero contiguo alla chiesa, non ancora compiuta, furono venduti all’asta. Nel marzo del 1657 il Vescovo Pisani assegnò la chiesa alla Compagnia del Santissimo Sacramento. I Reggenti della Compagnia acquistarono anche il convento coi vicini fabbricati. La chiesa ricevette infine le ultime cure e fu completata con la torre campanaria.
Nel 1675 si fece il volto della chiesa, e nel 1691 l'Altar Maggiore. Nel 1715 i membri della Corporazione dei filatori di lana eressero l'altare dedicato a San Carlo. Nel 1753 si pose mano ad un ampliamento della chiesa e nel 1755 avvenne la riconsacrazione al culto. Nel 1807 i decreti napoleonici soppressero la Compagnia del Santissimo e nel 1808 San Luca divenne parrocchia, annettendo San Silvestro e Ognissanti. Altri lavori furono compiuti nel 1822, nel 1840, nel 1874 ed anche di recente.

Architettura ed arte
Esterno. La chiesa fu costruita secondo l'orientazione antica, venendo in tal modo a trovarsi parallela al decorso stradale. L'esterno non offre notevole campo di indagine ed è infelicemente costretto tra le case vicine. Resta libero e ben visibile, dalla parte della strada, solo il fianco destro, dove si apre una porta sopra la quale si legge l'iscrizione dedicatoria. La facciata è aperta su un atrio che conduce dalla strada al chiostro: sulle pareti laterali si trovano alcune lapidi ed iscrizioni. Il chiostro, a pianta rettangolare, racchiude un piccolo cortile sul quale si alza il fianco sinistro del tempio. Il campanile è a cella con monofore e cupola ottagona; porta la data del 1760.
Interno. Non v'è mai luce cruda, la chiesa resta piuttosto immersa in una sua pacata penombra che concilia alla preghiera. Interessante è la cappella dedicata ai Caduti, sotto la cantoria di sinistra. Il fonte battesimale, allogato in una nicchia della parete, è chiuso superiormente con una copertura metallica. Nella nicchia è dipinta una scena evangelica, il Battesimo di Cristo, del Mattielli.
I quattro altari minori sono, come in origine, posti nelle cappelle laterali. Il I altare a destra fu rinnovato in marmo da C. Miglioranzi nel 1717. Un tempo l'altare era sormontato da una pala di Jacopo Ligozzi, ora nel coro, rappresentante la Invenzione della Croce con Sant'Elena e dame. Attualmente sopra l'altare vi è una Croce, da alcuni attribuita allo stesso Giovanni autore di quella del Duomo. Fa da sfondo al Crocifisso un dipinto del Donati, che raffigura Sant'Agostino, Santa Monica, San Gioacchino e Santa Caterina da Siena.
Il Il altare a destra venne eretto nell'anno 1627 e ricevette la denominazione di Altare dell'Angelo Custode, per un dipinto del Ridolfi che raffigurava appunto un angelo. La tela passò in seguito sotto la cantoria di destra, e sull'altare fu posta una pala dello Schiavoni che rappresentava il San Luca col bue, Sant'Antonio Abate e San Silvestro. Attualmente l'opera dello Schiavoni si trova nel coro. Al suo posto, nel 1940, è stato messo un bassorilievo, dove sono raffigurati S. Giuseppe e il Bambin Gesù, opera di R. Banterle.
Imponente nella sua ricca linea barocca, l’Altar Maggiore offre al visitatore una visione di colonne e statue disposte in elegante simmetria. Sui due lati del presbiterio due mezzo colonne corinzie con alto basamento fanno da cornice a due quadri. A sinistra è un'opera di Lodovico Dorigny La manna nel deserto; a destra un dipinto di B. Cittadella: Il profeta Eliseo muta le pietre in pani alla vedova. Del Marinali sono le due statue sopra le porticine ai lati dell'altare. La Carità, a destra, è una simbolica donna dai pochi e succinti abiti. A sinistra la Fede guarda rapita e pensosa alla Croce. Quattro colonne corinzie costituiscono l’alzato dell'altare e racchiudono il Trono del SS. Dietro il Trono c'è un padiglione di marmo giallo sostenuto da piccoli angeli. L'architrave spezzato, in alto, sorregge le due statue della «Giustizia» e della «Carità». Nell'attico, che sporge dietro e si protende verso la volta, sta il Padre Eterno contornato da angeli. Queste piccole statue sono tutte di C. A. Schiavi.
L'altare della Madonna fu fatto costruire nel 1610. Dava il nome alla cappella una Assunta dipinta dall'Orbetto, che nel 1853 fu trasportata sotto la cantoria di destra. La cappella con l'altare di Sant'Antonio era un tempo dedicata alla SS. Trinità: oggi l'altare ospita una statua dello Zannoni, raffigurante Sant'Antonio col Bambino. Sotto la cantoria a destra si trovano: l’Angelo Custode del Ridolfi, l'Assunta dell'Orbetto e il San Carlo del Calza. L'altra tela, raffigurante il papa che conferma le regole ai Minori, è opera di artista ignoto. Questi quadri, su cui il tempo ha steso una patina preziosa, sono di valore notevole. Sotto la cantoria si trova la Cappella dei Caduti. Le figurazioni dell'Arco Trionfale, sono del Mattielli e rappresentano i Sette Sacramenti. La volta del presbiterio reca un Trionfo del Cristo di accurata fattura. Ai lati della volta sono dipinti due gruppi di santi, filosofi, poeti. Nelle nicchie aperte sulla parete d'entrata e su quella che la fronteggia vi sono le quattro belle statue degli Evangelisti, scolpiti con accanto il loro simbolo. Così San Luca, il titolare, ha al suo fianco il bue, San Giovanni l'aquila, San Matteo l’Angelo, San Marco il leone. Sopra la porta principale, internamente, si trova una bella e grande Croce stazionale, del principio del secolo XV.
In sagrestia sono effigiati entro grandi medaglioni o quadri i Vescovi della confraternita del SS. Sacramento. Un «Cristo deposto» su pietra paragone. opera di O. Perini, si trova sulla parete prospiciente il sacro lavabo.
Fonte: Guide 20

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