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Giovedì 8 Dicembre 2016, Immacolata concezione
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Chiesa di San Bernardino

Verona / Italia
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Cenni storici
La chiesa francescana di San Bernardino, e l’annesso convento, è una costruzione gotico-rinascimentale con elementi barocchi, eretta nel secolo XV, poco dopo la morte di San Bernardino da Siena, il quale, nel 1422, aveva lungamente predicato a Verona.

Architettura ed arte
Esterno. La Chiesa è preceduta da un Chiostro a semplici colonne di marmo rosso, nel quale si trovano varie sepolture e sigilli lapidari. Tracce di logori affreschi figurano presso la porta d’accesso al Convento. Nulla d’importante nella facciata in cotto, se non il bel portale del secolo XV.
Interno. L'interno è asimmetrico, con una sola navatella laterale sulla destra e nella quale si aprono alcune Cappelle baroccheggianti. Notiamo fra le opere d'arte più ragguardevoli: sulla sinistra, un fastoso e ornatissimo altare barocco del Bibbiena: la pala rappresentante San Pietro d'Alcantara ed altri Santi è del Balestra; più avanti uno splendido organo pensile dipinto da Domenico Morone e raffigurante, nelle portelle, un San Bernardino e un San Francesco.
A destra, di fianco al presbiterio, la Cappella Pellegrinì, opera mirabile di Michele Sammìcheli. Sull'altare la Madonna col Bambino e Sant'Anna è di B. India, mentre i SS. Giuseppe e Gioacchino ed il Padre Eterno sono dell'Ottìno. Nella parete sinistra si aprono alcune Cappelle; la prima dedicata a San Francesco d'Assisi è interamente dipinta da N. Giolfino con storie della vita del santo; in alcuni scomparti l'artista ha rappresentato suggestivi aspetti di Verona. La pala con Madonna e Santi è una copia del Cavazzola: Nella seconda cappella la pala di P. Bonsignori rappresenta Madonna con Santi.
Passati oltre la terza cappella, che non presenta nulla di notevole, la quarta è dedicata a Sant'Antonio da Padova, è stata decorata dai fratelli Morone, i cui affreschi purtroppo sono deteriorati. Le statue lignee dei Santi sono d’autore ignoto. Si giunge quindi alla Cappella della Croce con varie tele tra cui le più notevoli sono: Crocifissione di P. Morone (firmata e datata 1438), Cattura di Gesù, Gesù davanti a Pilato, Crocifissione e Resurrezione tutte del Giolfino; Commiato di Gesù dalla Madre di G. P. Caroto, una Resurrezione di Lazzaro di A. Badile. Le altre cinque tele con scene della Passione sono copie del Cavazzola (gli originali sono in Castelvecchio). Nel presbiterio è appeso un notevole trittico di P. Benaglio con Madonna, Bambino e Santi.
Il Convento comprende la Sala Morone, così chiamata perché interamente dipinta dai due celebri fratelli, con belle figurazioni della Vergine, del Bambino, di Angeli, Santi e Pontefici francescani illustri.
Fonte: Guide 02

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