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Sabato 3 Dicembre 2016, San Francesco Saverio
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Chiesa dei Padri Filippini

Verona / Italia
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Cenni storici
Verso la fine del cinquecento, l’antica chiesa benedettina del Crocifisso passava in commenda all’ordine religioso degli Oratoriani, fondato da San Filippo Neri. Nel 1712 veniva loro concessa anche l'abbazia, ma soltanto nel 1728 i congregati di San Filippo poterono entrare nel convento. Subito dopo, gli Oratoriani pensarono di demolire la fabbrica per costruirne una più ampia. Del progetto fu incaricato l’architetto G. Camerata nel 1777; fu demolita la vecchia chiesa e fu disegnato per la nuova un edificio moderno. I lavori ebbero rapido corso, e il tempio fu consacrato nel 1791; nuovi patroni .furono eletti i santi martiri Fermo e Rustico. Pochi anni dopo, entrarono a Verona le truppe napoleoniche, e il loro comandante fece sopprimere parte del monastero, considerandolo troppo vasto per i pochi frati che lo abitavano. Nella zona occupata le soldatesche alloggiarono per diverso tempo, e quando se ne andarono, i locali rimasero disabitati fino al 1866, anno in cui l'autorità Comunale incamerò lo stabile per destinarlo a pubbliche scuole. La chiesa fu bombardata durante la seconda guerra mondiale. La ricostruzione venne eseguita nel biennio 1952-54.

Architettura ed arte
Esterno. La facciata è divisa in tre zone, di cui quella centrale è costruita ad imitazione di un tempio classico. Su quattro possenti basi, appoggiano due paraste angolari e due semicolonne di stile corinzio. Al centro una porta di marmo, alta, mensolata e con timpano, sopra la quale, al posto dell'antico rosone, si apre una mezzaluna.
Paraste e semicolonne sostengono l'architrave e il maggior timpano; nel loro intervallo sono ricavate due nicchie contenenti le statue dei Santi Fermo e Rustico, opere di A. Sartori. Le zone laterali comprendono ciascuna un frammento di timpano, due paraste a base piana, e due riquadri interni. A metà circa della zona centrale, corrispondente in allineamento con l'architrave delle laterali, corre un fregio divisorio a modanature. Sui pinnacoli delle ali laterali si trovano le figure dei santi Carlo e Caterina; mentre sulla cimasa di centro del frontone stanno San Filippo, la Madonna e San Francesco di Sales, anche queste opere del Sartori.
Interno. Il battistero è una tazza rotonda, in marmo rosso veronese, liscia, senza elementi decorativo. Sopra il battistero, la statua dell'apostolo Taddeo. Le 13 statue che rappresentano gli apostoli, sono del Sartori: si tratta di esecuzioni di modesta levatura. Sul fondo nell'interno della facciata, in un corridoio, stanno allineate alcune tombe gentilizie: una è della famiglia Pindemonte. Il primo altare a sinistra, accolto nella cappella, è dedicato a San Filippo Neri: si tratta di una bella architettura di stile classico, lineare, senza elementi ornamentali. Al centro, si nota una bella pittura di C. Maratta, col ritratto di San Filippo. Al centro della mensa dell'altare è visibile una lastra sepolcrale paleocristiana, del IV secolo, proveniente dal cimitero di S. Domitilla in Roma. Attorno all’iscrizione latina, si sono simboli cristiani: ai lati della pietra, due iscrizioni avvertono che l'altare contiene reliquie dei corpi santi di Clemente martire e Pio martire.
La seconda cappella è dedicata alla Vergine. All'interno, si nota una statua della Madonna in trono, col Bambino, Seguono le statue di San Luca e Sant'Andrea. Di qui si può entrare nella Sacrestia, la cui cappella conserva una riproduzione della celebre Crocifissione del Bellini. Una tela scorniciata, rappresentante i Santi Fermo e Rustico, è opera mediocre di autore ignoto della fine settecento.
La facciata del presbiterio comprende, oltre all'arco trionfale, due nicchie laterali con le figure degli apostoli Pietro e Paolo. Il piano presbiteriale è delimitato da una moderna balaustrata con pilastrini semplici. Tutto l'interno è moderno. Dei cimeli che adornavano il coro, niente è rimasto: solo la famosa croce stazionale (da cui anticamente prese titolo la chiesa), fu asportata in tempo.
Anche l'altare maggiore fu rinnovato completamente: caratteristico lo schienale a quadri marmorei che mettono in forte risalto le delicate modanature della mensa, e ottengono un felice raccordo con i candelabri scuri. Il fondo absidale fu ricostruito in piano, in modo da conferirgli un notevole aspetto scenografico: nel centro è stato appeso un grande Crocifisso in legno.
Iniziando nel lato destro della chiesa; dopo la nicchia con l'apostolo San Jacopo Maggiore, si apre una specie di grotta: sul muro di fondo sono state sistemate le pietre sulle quali vennero martoriati San Fermo e San Rustico. Ai lati della vetrina (che contiene anche due vasi reliquari) due mensole sostengono i busti in legno dei compatroni. Al centro del pavimento della cappellina grotta, una lastra tombale avverte che (prima della legge napoleonica sui cimiteri) quello era il luogo dove venivano sepolte, in fossa comune, le donne della parrocchia. Seguono sul lato della chiesa, le nicchie con gli apostoli Tomaso e Jacopo Minore.
L'altare successivo, primo altare grande della parete, è dedicato a Santa Caterina. L 'ultimo altare è dedicato a S: Francesco di Sales. La nicchia seguente contiene la statua dell'apostolo Simone. Sotto quest'ultima nicchia laterale, si apre una grottina, in cui venne ricavata una imitazione della grotta della Madonna di Lourdes.
Fonte: Guide 22

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