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Martedì 2 Settembre 2014, Sant'Elpidio
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Castelvecchio

Verona / Italia
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Cenni storici. Dopo la rivolta capeggiata dal fratellastro Fregnano, Cangrande II non si riteneva più sicuro all'interno della città: a cavallo della cinta delle mura comunali, fece quindi costruire un castello e un ponte sull'Adige. La nuova dimora doveva essere insieme palazzo, fortezza, garanzia di fuga. La costruzione del castello, affidata a Guglielmo Bevilacqua, iniziò intorno al 1354. Cangrande II vi abitò per poco tempo, poiché, il 14 dicembre 1359 fu ucciso a tradimento da alcuni sicari assoldati dal fratello Cansignorio, che gli subentrò nel dominio di Verona. Con la caduta degli Scaligeri, il castello si trasformò da reggia in fortezza urbana, e tale fu la sua destinazione, sia durante l’occupazione viscontea, sia nei quattro secoli di dominazione della Serenissima. La destinazione a museo d’arte avvenne nel 1920-1930.

Architettura ed arte. Il castello si presenta come unica entità, ma è un complesso formato da tre perimetri murari distinti. Nel gran cortile, dal quale oggi si accede al Museo, stava la guarnigione; l'ampio spazio serviva come campo d’addestramento dei soldati, ed era chiuso su tre lati da turrite muraglie. La prima torre era detta dell’Orologio; presso questa torre era stata conservata la chiesa di San Martino in Aquaro. La seconda torre era quella del ponte levatoio e della postierla, la terza guarniva l’angolo e la quarta muniva il muro verso il fiume. La cosiddetta reggia, ossia la residenza dei signori scaligeri, si sviluppava sui due piani d’edificio.

Il ponte. Il ponte sorge in un tratto dell’Adige in cui il letto si allarga a m. 120 circa e, per la naturale pendenza dell'alveo, non deposita né scava materiali. Il ponte è un capolavoro d’ingegneria, uno dei migliori esempi in assoluto che si possano citare per il trecento. Ha tre arcate; la lunghezza complessiva del ponte è di m. 119,90. I basamenti delle pile e le ghiere degli archi sono in pietra locale; tutto il resto è in cotto. Il ponte fu minato dai Tedeschi in ritirata e fatto saltare nella serata del 24 aprile 1945, così come il Ponte Pietra. Nel 1951, il ponte fu inaugurato, al termine di una delicata ed esemplare ricostruzione del tutto conforme all’originale.
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