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Arsenale Franz Josef I

Verona / Italia
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Cenni storici
Negli anni 1850-1860 gli Austriaci intrapresero un imponente moto d’adeguamento delle strutture militari cittadine al ruolo ricoperto da Verona, "fortificazione permanente", nella loro organizzazione strategica. Proprio tra queste fondamentali iniziative è da inserire la progettazione e l'edificazione dell'arsenale d’artiglieria intitolato all'imperatore Francesco Giuseppe l. Esso sorse tra il 1854 e il 1861 nella zona della “Campagnola", di fronte a Castelvecchio: destinato ad accogliere la Direzione d'Artiglieria, il complesso sarebbe servito da supporto logistico per tutte le piazzeforti del Lombardo-Veneto. Infatti, dal 1849 Verona ospitava la concentrazione di tutti i servizi tecnici d'artiglieria.
Un primo progetto per il nuovo Arsenale fu elaborato nel 1854 dagli uffici del Genio militare, diretti dal tenente colonnello Conrad Petrasch. L'Arsenale fu progettato, probabilmente, su indicazione della direzione generale del Genio, facendo riferimento al modello offerto dal nuovissimo arsenale di Vienna, costruito tra il 1849 e il 1857. Seguì un secondo progetto, abbastanza diverso dal primo: i lavori furono portati a termine tra il 1855 e il 1961. L'annessione del Veneto al regno d'Italia (1866) impedì probabilmente l'attuazione dell'intero progetto iniziale. Dopo l'unità, il complesso rimase naturalmente di proprietà delle autorità militari, che continuarono ad utilizzarlo per scopi bellici. Solo nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, si iniziò a pensare ad una diversa destinazione per quest'area. Finalmente, il 1° giugno 1995, il complesso architettonico (dotato anche di campi e preziosi spazi verdi) è entrato in possesso della città e trasformato in giardino pubblico.

Struttura
Costruito in stile neoromanico, cioè tedesco, l’Arsenale ha l'aspetto di un castello medievale ed è composto di nove corpi di fabbrica lineari ad uno o due piani, disposti, come scrive L.V. Bozzetto, "in un insieme spaziale di corti, strade e piazzali che richiama la disposizione interna di un grande edificio". Esso è circondato da un muro di cinta continuo e isolato, lungo 392 metri e largo 176, munito ai quattro angoli di torri di guardia.
Così erano organizzati gli spazi: nel corpo principale, il padiglione del Comando, caratterizzato da un imponente scalone d'onore, trovarono posto gli uffici, le sale dei trofei e delle armi. Nella corte centrale furono invece concentrati i laboratori di fabbri, carradori, carpentieri e sellai. In questo modo, essi risultavano separati sia dai magazzini che dalle scuderie, che si affacciavano sulle corti laterali. Ancora nella corte centrale, ma negli edifici della sua parte meridionale, erano invece situati gli uffici dei disegnatori e quelli amministrativi, oltre all'archivio dei modelli. Per ragioni di sicurezza, il laboratorio pirotecnico aveva invece trovato posto tra le mura di Castelvecchio, cui si poteva accedere direttamente, tramite il Ponte Scaligero.

Funzioni
Si trattava propriamente di un "arsenale di manutenzione". La sua attività principale era volta alla revisione e al deposito delle armi leggere e dei materiali d’artiglieria, compresi - in tempo di pace - pezzi d'artiglieria da fortezza. Qui, inoltre, erano costruiti affusti, accessori per i vari pezzi, finimenti e attrezzi da campagna. La forza motrice necessaria alle diverse attività era prodotta da una macchina a vapore. All'interno dell'Arsenale era anche presente un reparto di fonderia, dove tuttavia non sembra siano mai state prodotte bocche da fuoco.
Fonte: Notiziario BPV numero 1 anno 1996

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