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Martedì 6 Dicembre 2016, San Nicola
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Storia di Venezia

In epoca romana il territorio di Venezia faceva parte della X regio augustea insieme all'Istria Le origini di Venezia sono incerte. Sembra che - tra il V ed il VI secolo - le invasione barbariche, soprattutto dei Longobardi, abbiano spinto le popolazioni di terraferma a trovare asilo nelle 118 isole delle laguna: da questo esodo sarebbe nata la città di Venezia. Essa fu governata dapprima dai "tribuni marittimi" e poi dal duca (o doge), sotto la protezione di Bisanzio.
Posta alla frontiera dell'Impero Bizantino, Venezia sviluppò un forte spirito d'indipendenza che la portò ad essere una delle città-stato che formarono le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi. Il capo del governo era il Doge, teoricamente eletto a vita, ma in pratica, costretto spesso a dimettersi se il suo governo conseguiva risultati insoddisfacenti.
Nel IX secolo la città si consolidava come importante porto commerciale, con funzione di collegamento tra i mercati d'Oriente e d'Occidente attraverso l'Adriatico: per assicurarsi libertà di commercio, Venezia sottomise la Dalmazia, liberò il mare dai pirati e mosse contro i Normanni provenienti dalla Puglia.
All’epoca delle Crociate i domini veneziani si spinsero fino ad Alessandria d'Egitto, assicurandosi parte di Costantinopoli, numerose isole greche e il monopolio dei traffici con l'Asia minore. Alla fine del Duecento Marco Polo aprì la via degli scambi con la Cina. Il rafforzamento della Serenissima proseguì sottraendo ai Carraresi Padova, Vicenza, Verona, conquistando il Friuli, annettendosi Bergamo, Brescia, Ravenna, Lodi, Piacenza; All'apice della sua Potenza, Venezia controllava gran parte delle coste dell'Adriatico, molte delle isole dell'Egeo, inclusa Creta, e si confermava una delle principali forze commerciali nel Medio oriente.
Rispetto agli standard del tempo, il governo dei propri territori fu illuminato e molte delle città controllate da Venezia, come Bergamo, Brescia e Verona rivendicarono la sovranità veneziana durante la minaccia d’invasioni straniere. Da un punto di vista di politica religiosa, la Repubblica di Venezia fu sempre gelosa della propria autonomia in campo ecclesiastico e caratterizzata da relativa tolleranza nei confronti delle altre confessioni religiose. Questo atteggiamento indipendente pose la città spesso in contrasto con il Papato.
Tuttavia le cose stavano cambiando, e all’orizzonte si profilava una terribile minaccia: l'espansione dell’Impero Ottomano. Nel 1454 i Turchi, con determinazione e ferocia inaudite, occuparono i territori veneziani dalle isole greche al Friuli. La Serenissima riuscì a riprendersi alcuni centri italiani e dopo la vittoria di Lepanto (1571) riaffermò la stabilità nei rapporti con l'impero ottomano, ma nel 1644 cadde Creta e nel 1669 l'isola di Candia si arrese dopo 24 anni d'assedio. Per altro verso, la scoperta dell'America (1492) aveva aperto nuove rotte ai traffici commerciali mettendo il porto veneziano in una posizione di secondo piano rispetto ai porti dell’Atlantico e alle nascenti potenze marinare del nord: soprattutto Inghilterra e Olanda. Il declino di Venezia era cominciato.
Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il suo territorio comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Ma le guerre continue e sanguinose finirono per dare il colpo definitivo alla città. Del resto mutava rapidamente anche l'organizzazione politica degli stati più influenti: il governo aristocratico della città, che aveva garantito una stabilità plurisecolare, appariva arcaico e insostenibile nel momento in cui l'Europa era percorsa dai fermenti della rivoluzione francese.
Dopo più di mille anni d’indipendenza, il 12 maggio 1797 la città è conquistata da Napoleone e il Doge Ludovico Manin è costretto ad abdicare: viene sciolto il Consiglio della Repubblica Veneta e proclamato il Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia. Il 16 maggio 1797 le truppe francesi occupano Venezia.
Con il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 termina la Municipalità provvisoria di Venezia e vengono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro. Nasce la Provincia Veneta dell'Austria sotto Francesco II d'Asburgo Lorena, con l'ingresso degli austriaci in città il 18 gennaio 1798. Dopo la disfatta di Napoleone a Waterloo, il Congresso di Vienna (1815) impone la restaurazione e il nuovo assetto - tra l’altro - della penisola italiana: Venezia passa al Regno Lombardo-Veneto, sottoposto all’Austria. La cospirazione libertaria esplode nel 1848, ma solo nel 1866 - dopo la III guerra di indipendenza - Venezia ottiene l'annessione al nuovo Regno d'Italia.
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