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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
Inselmann - CC by-sa
Paolo Groppo - Copyright
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Palazzo Ducale

Venezia / Italia
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Palazzo Ducale risale al IX secolo, ma la forma attuale è del Rinascimento. L'edificio è uno dei migliori esempi d'architettura gotica veneziana e si presenta con raffinate decorazioni con simboli e motivi allegorici, capitelli e sculture. Residenza dei Dogi e sede del governo della Serenissima, oltre che del Tribunale e delle prigioni, esso è considerato simbolo della città e rappresenta la Potenza e lo splendore della Serenissima.
Le facciate sono rivestite di marmi bianchi e rosa, e sono ritmate al primo piano da un elegantissimo loggiato gotico traforato. Agli angoli si trovano gruppi scultorei in altorilievo. Superata la porta della Carta, così; chiamata con riferimento alla burocrazia, si accede al cortile con al centro due vere da pozzo in bronzo del '500. All'ingresso, s'innalza l'arco Foscari, opera gotica del 1470. Di fronte s'erge la Scala dei Giganti, capolavoro dell'arte rinascimentale con le statue di Marte e Nettuno, realizzate dal Sansovino nel 1554: davanti a queste statue il Doge giurava fedeltà alle leggi.
Da sud-est, attraverso una scala, si sale alla loggia gotica. Al primo piano, al quale si accede attraverso la scala d'Oro Palazzo Ducale ospitava anche le prigioni della repubblica: i Pozzi, i Piombi e le Prigioni Nuove. I pozzi erano a pianterreno ed erano destinate ai criminali. I piombi, così; chiamati perché avevano i soffitti di piombo, erano invece una forma di prigione meno dura per le persone comuni, dove era permesso portarsi effetti personali e in alcuni casi anche svolgere la propria attività., vi sono le sale decorate da dipinti del Bellini e Carpaccio che formavano l'appartamento ducale. Al secondo piano nobile si possono ammirare le pareti dipinte da Veronese e Bassano; il soffitto ligneo è decorato con tele di Jacopo Tintoretto. Si prosegue per la Sala delle Quattro Porte (che contiene una tela del Tiziano raffigurante il doge Grimani in ginocchio davanti alla Fede). Nella Sala del Collegio alle pareti ci sono tele del Tintoretto e sul soffitto intagliato ci sono pannelli del Veronese. La successiva è la Sala del Consiglio dei Dieci e quella dei tre Capi del Consiglio dei Dieci dove i soffitti sono intagliati e dorati. Da qui si arriva infine alla Sala del Maggior Consiglio: alle pareti, dipinti e un fregio con 76 ritratti di dogi di Tintoretto. Al centro del soffitto, "Apoteosi di Venezia" del Veronese.
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