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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Basilica di San Vittore

Varese / Italia
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La Basilica sorge su Piazza Canonica e - con la Torre Campanaria e il Battistero - costituisce il cuore religioso di Varese. L'edificio è il risultato di interventi diversi, avvenuti in tre momenti successivi: dapprima il profondo presbiterio realizzato nella prima metà del Cinquecento, poi l'aula a tre navate, che sostituì la precedente chiesa, forse romanica, coronata dallo splendido tiburio, opera di Giuseppe Bernasconi, edificata tra il 1589 ed il 1625 e, infine, la neoclassica facciata costruita tra il 1788 e il 1791 su disegno di Leopoldo Pollack.
All’interno spicca il presbiterio su cui si innesta l'abside poligonale; nel 1675 Bernardino Castelli realizzò i due pulpiti e Giovanni Ghisolfi affrescava la volta con la Gloria di San Vittore; tra il 1679 e il 1690, il Castelli completò le due casse d'organo e le cantorie; nel 1692 Salvatore Bianchi dipinse i tre grandi affreschi del coro con scene del martirio di San Vittore. L'altare, esempio di barocchetto lombardo, fu progettato da Bartolomeo Bolla, e realizzato dagli scultori Buzzi di Viggiù tra il 1734 e il 1742. Il nuovo assetto del presbiterio, secondo le norme del Concilio Vaticano II, ha avuto definitiva sistemazione nel 1991 con la realizzazione dell'altare, dell'ambone, della sede, della croce astile offerti in memoria di Paolo VI, e realizzati su disegno del Bodini.
Nelle cappelle laterali sono alcuni capolavori del Seicento lombardo: la Cappella della Maddalena mostra una pala d'altare della Santa portata in cielo dagli angeli, la predella con l'Apparizione di Cristo alla Maddalena, la cimasa con l'Eterno Padre, opere del Morazzone (1611); la Cappella di Santa Caterina d'Alessandria conserva la tela del Martirio della Santa del Ronchelli (1770), mentre la predella (Nozze mistiche di Santa Caterina) e la cimasa (Trasporto del corpo della Santa) furono dipinte da Antonio Mondino. Nel transetto è la Cappella del Rosario, ove il Morazzone affrescò la volta e la tazza absidale con l'Incoronazione della Vergine ed angeli musicanti, e pareti con la Presentazione al Tempio e lo Sposalizio; al Morazzone si devono i quindici tondi realizzati su rame con i misteri del Rosario. La Cappella di Santa Marta è caratterizzata da un altare marmoreo, contenente la Deposizione di Cristo nel sepolcro; gli affreschi, di Pietro del Sole e Federico Bianchi (1680-82), raffigurano le Storie di Marta e Maria. Un'urna conserva le reliquie di sant'Urbica, provenienti dalla soppressa chiesa dell'Annunciata; il Crocefisso è opera contemporanea di Vittorio Tavernari. La Cappella dell'Addolorata prende il nome dal cinquecentesco gruppo ligneo, qui collocato dopo la miracolosa apparizione di tre stelle del 1678. L'altare marmoreo ottocentesco e gli affreschi di Luigi Morgari (1923) hanno sostituito la decorazione settecentesca di cui rimane solo il Dio Padre in gloria sulla volta, opera del Magatti (1727). Infine, la Cappella di San Gregorio, con una Messa di San Gregorio, dipinta dal Cerano (1615-1617). La volta della navata centrale, con stucchi del Pogliaghi (1929), reca tre affreschi, opera di Giovanni Battista Zari (1846), cui si devono anche i quattro Profeti Maggiori sui pennacchi e gli Apostoli ed Evangelisti della cupola.
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