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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Varese

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Quali sono i posti da visitare a Varese? Qui puoi trovare una guida di Varese e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Varese.
“È una provincia ricca, vivace, dal clima piacevole, la cui popolazione aumenta a vista d'occhio per gli immigrati. L'ho vista trasformarsi dalla mia infanzia ad oggi. Dopo i villoni ottocenteschi, di quello strano stile che chiamavano lombardesco, sorgono oggi dappertutto piccole ville d'impiegati, casamenti operai, osterie (e perfino, mi dicono, case da gioco clandestine) al posto dei semplici castagneti e delle praterie coperte di lucciole nelle sere d'estate. Negli stessi villaggi, che parlavano anche al meno letterario tra i villeggianti dell'abate Parini, del Manzoni e di Stendhal, s'incontra oggi una folla di gente d'ogni provenienza e dialetto. Perciò scrivevo che il mondo diventa uniforme, e anche un villaggio lombardo può assomigliare per la sua composizione a un quartiere di Boston.
Si è trasformata la città dì Varese. Ricordo che nella mia infanzia già ero impressionato dai suoi caffè, che mi sembravano più belli dei caffè dì Milano. Oggi la sua vecchia faccia è interamente ricoperta dì costruzioni nuove e ricche, che le danno un aspetto di metropoli in miniatura. Sotto i porticati lucidi, i negozi di lusso sono pari per le vetrine e la qualità della merce a quelli dì Milano, e si distinguono soltanto per i prezzi più alti … Il forestiero che traversa Varese e vede solo la facciata, può anche trovarla brutta. Non così noi che conosciamo gli angoli fuori mano, i parchi nobiliari che si spingono nell'abitato, e sappiamo sentire quanto resta d'antico in quest’aria spaziosa anche tra i brutti edifici recenti... I caratteri sono temperati come il paesaggio. Non ho mai avvertito in essi quella recondita violenza, quella foga repressa, quel sottinteso di leggera follia che colgo invece nel Pavese, nel Cremonese, nelle pianure pingui solcate dai fiumi, anche dove prevalgono le opinioni tradizionali. L'unico estro dì Varese è un po' di contrabbando con la vicina Svizzera, un contrabbando organizzato che dà lavoro insieme ai contrabbandieri ed agli agenti dì finanza”.

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)

Capoluogo lombardo di provincia, Varese conta circa 82.000 abitanti. La provincia si estende su circa 1200 kmq ed è caratterizzata da un paesaggio multiforme e colorito. Terra di confine, ai piedi delle Prealpi, terra d’acqua, di valli e castelli: la provincia di Varese è l’emblema dell’armonia tra uomo e ambiente. La storia degli insediamenti umani in questi luoghi non ha violato il paesaggio ma, se possibile, l’ha arricchito. Vista dall’alto, la provincia di Varese appare come una tavolozza di colori: monti, valli, boschi, laghi e fiumi. Una terra d’acqua, che offre all’occhio brillanti variazioni cromatiche in ogni stagione. I laghi, di origine glaciale, sono una decina, tra cui il lago di Varese, il lago Maggiore, il lago Ceresio, il lago Verbano, serviti da una miriade di fiumi e torrenti tra cui l’Olona e il Ticino. Il territorio è montuoso a nord, degrada lentamente con valli e colline, fino a diventare pianeggiante a sud. Il verde è abbellito da ville contornate da giardini all'italiana o all'inglese, dai parchi, dai campanili e dai borghi arroccati. Le valli sono attraversate da sentieri antichi da scoprire con passeggiate a piedi, a cavallo o in bicicletta, senza fretta, soprattutto nelle stagioni intermedie.
Chiamata “la città giardino” per le sue numerose aree verdi e fiorite, Varese ha una struttura urbanistica assai particolare: il suo centro, il borgo non si è saldato ai piccoli nuclei, le castellanze, sorti via via intorno ad esso; tra il centro della città e questi nuclei sono rimasti ampi spazi nei quali, a partire dal XVIII secolo sono sorte belle ville circondate da giardini che da allora sono una delle maggiori attrattive della città.
La visita di Varese inizia dalla Basilica di San Vittore che presenta una facciata neoclassica, del 1788-1791, e l’aula unica a tre navate di fine XVI, inizi XVII secolo. Lo splendido tiburio, opera di Giuseppe Bernasconi, è stato realizzato tra il 1589 e il 1625. Dello stesso architetto è il Campanile, alto quasi 80 metri, dietro il quale si trova il Battistero di San Giovanni Battista, il monumento più antico della città. In Piazza del Podestà, antico centro civile, campeggia il monumento ai Cacciatori delle Alpi. Dietro alla statua si erge l’ex Palazzo Pretorio, un tempo sede della municipalità, costruito a partire dal 1570, e la facciata di Palazzo Biumi, eretto nel 1615. In via Sacco, si erge il settecentesco Palazzo Estense, residenza estiva e autunnale di Francesco III d’Este, duca di Modena e Signore di Varese. L’elegante facciata interna, con colonne binate, in stile tardo barocco, si apre sui famosi Giardini Estensi, un classico modello di giardino all'italiana, molto in voga nel Settecento. La collinetta terminante il parterre, confina coll’ottocentesco giardino all'inglese di Villa Mirabello, edificio che ora ospita i Musei Civici. Verso ovest sulla via che porta verso il lago di Varese, sorge Villa Recalcati, oggi sede della Provincia e della Prefettura. Nelle vicinanze di Piazza Monte Grappa, si trova la cinquecentesca Chiesa di San Giuseppe, eretta nel 1725. Spostandosi dal centro storico, ad un paio di chilometri, è posto il Castello di Masnago, ora sede del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea.
Su uno dei sette colli di Varese, precisamente nel rione di Biumo Superiore, sorge il complesso delle Ville Ponti, ora centro congressi e proprietà della Camera di Commercio, e Villa Panza, sede di un’importante collezione d’arte moderna; questi due edifici sono solo un esempio delle ville di delizia che grazie alla loro bellezza e ai loro pregevoli ed eleganti giardini, fecero diventare Varese nel 1700, la Versailles di Milano.
La gastronomia è variegata. Partendo da nord, troviamo la formaggella del Luinese, ottenuta da latte di capra. Salumi ce n’è a bizzeffe: dalla mortadella di fegato al vin brulé (Mortadela de fidig), al salame di filetta, dal salamino di capra alla salamella di Verzini. Ottimo anche il prosciutto di capra del Luinese, che si presenta a forma di violino. Tipici sono i biscotti di Gavirate, i cosiddetti “brutti e buoni”, graditi alla Regina Elena e a Giuseppe Verdi, e, come digestivi, la grappa di Barbera e l’Amaretto di Saronno.

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