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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Teatro Sanzio

Urbino / Italia
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L’esigenza di un teatro era stata avvertita ad Urbino fin dal 1829. Nel 1849 prestabilita l’ubicazione nell’Orto dell’Abbondanza e la Rampa del Martini, furono incaricati due architetti specialisti: il veneziano Gian Battista Meduna e Vincenzo Ghinelli di Senigallia. Fu scelto il progetto del marchigiano, che prevedeva anche interessanti soluzioni per la sistemazione della zona circostante. La costruzione iniziò nel 1845 e si protrasse fino al 1853 quando il teatro fu inaugurato. Nella realizzazione del progetto fu sacrificato il tratto terminale della famosa Rampa di Francesco di Giorgio Martini.
Il prospetto esterno è tutto in laterizio ed è diviso in due ordini da una fascia architravata sorretta da semicolonne doriche anch'esse di mattone. Nella zona mediana dell’ordine superiore si sviluppa la doppia ghiera di un arco ai lati del quale, sul cornicione , stanno due sfingi a bassorilievo in pietra.
Proprio di fronte all’ingresso si trova l’esedra, complemento funzionale che concorre però a determinare un’omogeneità ambientale. Fu infatti suggerita dal Ghinelli come amplificazione semicircolare, di "maggiore comodo per le carrozze". Sopra l’esedra passa una rampa a gradini varianti, detta oggi Giro dei Torricini, che costeggia il Pincio, scorrendo proprio sotto la facciata di Palazzo Ducale. All’ingresso del teatro è esposto il busto marmoreo di Raffaello, opera di Carlo Fiselli, ed una statua del Bramante, realizzata dall’urbinate Gianbattista Pericoli. L'interno del teatro presenta effetti di elegante semplicità con i tre ordini di palchi, il loggione ed il palcoscenico che offrono un insieme di unità e coerenza.
La decorazione interna, che negli ultimi tempi ha sofferto del lungo stato di abbandono dell’edificio, fu allora affidata, per il sipario che raffigura la gloria di Urbino, all’urbinate Francesco Serafini, per le decorazioni del soggetto, a Raffaele Antonioli di Gubbio. Il restauro del teatro, diventato necessario dopo anni d’abbandono, è stato compiuto su disegno dell'architetto Giancarlo De Carlo.
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