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Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
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Palazzo Ducale

Urbino / Italia
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Il monumento più importante di Urbino è sicuramente il Palazzo Ducale, che il critico inglese Sir Kenneth Clark ha definito come "la più bella casa di tutto il Rinascimento". Il grandioso Palazzo - considerato fra le più splendide realizzazioni dell’architettura rinascimentale italiana - fu voluto dal Duca Federico da Montefeltro, che provvide a far abbattere varie costruzioni precedenti, tra cui l’antico “castellare” adiacente al Duomo. Il Palazzo è il simbolo fisico dello Stato rinascimentale: non più un castello basato sui vecchi principi militari di difesa-offesa, ma un palazzo aperto alla circolazione degli uomini e delle idee.
Dopo la costruzione di un primo nucleo, affidato all’architetto Maso di Bartolomeo, l’ingrandimento e la trasformazione dell’edificio in reggia furono affidati all’architetto dalmata Luciano Laurana, che elaborò il progetto fondamentale del Palazzo. I lavori ebbero inizio nel 1468 e - salvo un’interruzione dovuta alla morte di Federico (1482) - proseguirono fino al Cinquecento inoltrato: dopo il Laurana, vi posero mano altri architetti, non meri esecutori, quali Francesco di Giorgio Martini, Girolamo Genga e, forse, Leon Battista Alberti.
Ne11631 morì Francesco Maria II della Rovere, ultimo duca di Urbino. Il ducato entrò a far parte dello Stato Pontificio, ed il Palazzo divenne sede del Legato apostolico. L’edificio fu spogliato delle ricche collezioni d'arte, prima dalla nipote del duca, Vittoria, poi per opera di vari cardinali che si succedettero alla Legazione. Dopo l’Unità d’Italia, il Palazzo divenne monumento nazionale, ospitò vari uffici e fu variamente restaurato. Nel 1883 ospitò la «Galleria dell'Istituto d'Arte», che poi divenne (1912) Galleria Nazionale delle Marche.
Il Palazzo è un edificio dalle strutture solidissime, di armoniosa snellezza nelle forme esterne, di razionale funzionalità nella sistemazione interna; una città in forma di palazzo che divenne ben presto sede elettiva di un nuovo modello di civiltà, come si deduce dalle mirabili pagine del "Cortegiano" di Baldassarre Castiglione. L'asperità del luogo suggerì al Laurana l'ardita soluzione della facciata occidentale, con i Torricini idealmente rivolti in direzione della Toscana; due agili ed eleganti torri che rappresentano l'integrazione perfetta tra architettura e paesaggio e costituiscono probabilmente l'immagine più nota della città di Urbino.
Una visita al Palazzo si può così schematizzare:

CORTILE D’ONORE
Mirabile costruzione del Laurana, per leggerezza ed astrazione geometrica. E’ cinto ai quattro lati da un bel portico ad archi su colonne con capitelli compositi. Sulla prima trabeazione si legge un’iscrizione latina che celebra Federico da Montefeltro.

BIBLIOTECA DEL DUCA
La celebre biblioteca di Federico, già depredata da Cesare Borgia nel 1502, fu trasferita a Roma nel 1657: i suoi capolavori si trovano nella Biblioteca Vaticana. In alcune sale adiacenti è esposta una serie di formelle, che raffigurano macchine belliche e di pace, opera quattrocentesca di Ambrogio Barocci, su disegno di Francesco di Giorgio Martini.

SCALONE MONUMENTALE
Opera del Laurana, lo stupendo scalone fu decorato dal Barocci. Contiene lo stemma del duca Federico e una statua dello stesso, opera di Girolamo Campagna (1604).

APPARTAMENTO DELLA JOLE
Contiene, tra l’altro: una lunetta in terracotta invetriata (Madonna e santi), opera di Luca della Robbia; una testa di Madonna, di Agostino di Duccio; il bassorilievo di Federico da Montefeltro e del segretario Ottaviano Ubaldini, attribuito a Francesco di Giorgio Martini; affreschi attribuiti a Giovanni Boccati; l’alcova del duca Federico, forse di Giovanni da Camerino; una bella tavola (Storia della vita di San Savino) del Boccati; la Crocifissione e la Madonna col Bambino di Girolamo di Giovanni.

APPARTAMENTO DEI MELARANCI
Accoglie opere del Trecento: un polittico di G. Baronzio, un Crocefisso dipinto del Maestro di Verucchio, un trittico (Incoronazione della Vergine) del Maestro dell'Incoronazione di Urbino, una Madonna col Bambino di A. Nuzi.

APPARTAMENTO DEGLI OSPITI
E’ decorato da Federico Brandani con stucchi raffiguranti i simboli delle casate dei Montefeltro e dei Della Rovere. Contiene sculture lignee del '400, una raccolta di monete d'oro quattrocentesche trovate a Mondavio, e vari dipinti, alcuni attribuiti ai Crivelli, altri di G.. Bellini e di A. Vivarini.

APPARTAMENTO DEL DUCA FEDERICO
La Sala delle Udienze ospita due capolavori di Piero della Francesca: la Flagellazione e la Madonna di Senigallia La cappellina di Guidobaldo è ornata da stucchi del Brandani. Baccio Pontelli ha decorato le pareti dello studiolo del Duca con le sue mirabili tarsie, che raffigurano libri, armi, strumenti musicali, il ritratto del duca, le tre Virtù teologali. Giusto di Gand ha dipinto i ritratti di uomini illustri , alcuni dei quali sono oggi al Louvre). Preziose le decorazioni marmoree della cappellina del Perdono, accanto alla quale è il tempietto delle Muse, un tempo ornato da dipinti di Giovarmi Santi. La camera da letto del duca contiene il Ritratto di Federico da Montefeltro e del figlio Guidobaldo di Pedro Berruguete e una tavola - Madonna col Bambino - della scuola del Verrocchio. Notevole la Sala degli Angeli, decorata dal Rosselli. Splendide le porte intarsiate, forse su disegno del Botticelli. La sala è lo scrigno più prezioso, che contiene: la Comunione degli Apostoli, opera di Giusto di Gand (1473); il Miracolo dell'Ostia profanata di Paolo Uccello; la Veduta della città ideale, forse del Laurana, forse di Piero della Francesca; il cassone intagliato e intarsiato, con la quattrocentesca Prospettiva della città. Si nota infine la Sala delle Veglie, ove si tenevano le riunioni e le serate culturali rese celebri dal “Cortegiano” di Baldassarre Castiglione: contiene una Crocifissione e una Pentecoste di Luca Signorelli e la pala Buffi (Madonna col Bambino e santi, 1489) di Giovanni Santi.

APPARTAMENTO DELLA DUCHESSA
E’ riservato alle opere del Cinquecento. Nel vestibolo spicca l’Annunciazione, vetrata di Timoteo Viti; subito dopo il salotto della Duchessa, sono esposti i capolavori della Galleria Nazionale delle Marche: di Raffaello, La Muta (il Ritratto di gentildonna considerato una delle massime espressioni dell'urbinate) e Santa Caterina d'Alessandria (forse un’opera giovanile); il Cristo benedicente, attribuito al Bramantino; i Santi Tommaso Becket e Martino fra l'arcivescovo Arrivabene e il duca Guidobaldo, opera del Viti; l'Ultima cena e la Risurrezione di Tiziano Vecellio; la Madonna del Soccorso e santi di Raffaellino del Colle; l’Annunciazione di Vincenzo Pagani. Nel guardaroba sono conservate opere di Pellegrino Tibaldi, Taddeo Zuccari e Federico Brandani. Sette arazzi degli Atti degli Apostoli ornano la Sala del trono, il grande ambiente che il duca usava per le feste.

APPARTAMENTO ROVERESCO
Il secondo piano del Palazzo fu realizzato, su progetto di Bartolomeo Genga, per volere di Guidobaldo Il della Rovere. La prima sezione è dedicata alla pittura, spiccano le opere del Barocci e della sua scuola (l’Assunzione, la Concezione, le Stimmate di San Francesco e la Crocifissione), ma contiene anche opere di O. Gentileschi, G. Francesco Guerrieri, A. Lilio, Mastelletta, S. Cantarini, C. Ridolfi. La seconda contiene il Museo della Ceramica, oltre ad una collezione di disegni e stampe.

I musei
Il palazzo ospita il Museo Archeologico Lapidario(o Statale), il Museo della Ceramica e la splendida Galleria Nazionale delle Marche, una delle più importanti d'Italia. Per i singoli musei, si rinvia alle specifiche schede.
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