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Domenica 25 Settembre 2016, Sant'Aurelia
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Oratori di Urbino

Urbino / Italia
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ORATORIO DEL CORPUS DOMINI
La bella chiesa del Corpus Domini fu eretta nel primo Cinquecento dall’omonima Confraternita. Del sodalizio facevano parte - fra altri - artisti eminenti come Raffaello, Giovanni Santi, Federico Barocci e Timoteo Viti. Alcuni aspetti della vita e dell’attività della Confraternita sono rappresentati in una serie di preziosi dipinti, oggi custoditi a Palazzo Ducale: ricordiamo La Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand, La profanazione dell'Ostia di Paolo Uccello, Resurrezione e Ultima Cena del Tiziano.

ORATORIO DELLA GROTTA
L’Oratorio della Grotta si trova nella cripta del Duomo, alla fine del portico costruito nel 1621, probabilmente da Muzio Oddi, in occasione del matrimonio di Federico Ubaldo con Claudia de’ Medici. Interessante è la terza cappella, che ospita una statua della Pietà, opera di Giovanni Bandini, ed un cinquecentesco gruppo di sculture in terracotta, attribuito a Pompilio Lanci.

ORATORIO DELLA MORTE
L’Oratorio fu costruito nel 1595, come sede della Confraternita che provvedeva alla sepoltura cristiana dei defunti. E’ ad unica navata, con copertura a botte. L’arredo è semplice e lineare, ma sull’altare troneggia la splendida Crocifissione con dolenti e Maddalena, opera di Federico Barocci, che vi pose mano tra il 1597 e il 1603. La tela è racchiusa in una meravigliosa cornice, che - su disegno dello stesso Barocci - fu intagliata e dorata da Francesco Amorosi e Valerio Armellino, entrambi urbinati. Notevole è anche la grande tela a tempera di Girolamo Cialdieri, che rappresenta la Gloria di San Filippo Neri.

ORATORIO DELLA SANTA CROCE
Si trova via Santa Chiara ed è l'Oratorio più antico di Urbino. Sembra che fosse anche il più ricco, prima delle spoliazioni napoleoniche. Vi si raccoglieva la Confraternita dei Disciplinati di Santa Croce, costituitasi agli inizi del Trecento e riconosciuta nel 1351 dal Vescovo Francesco Brancaleone. L’edificio subì nel tempo vari interventi che ne modificarono profondamente l’aspetto primitivo. L’interno è ad unica navata e presenta una pianta irregolare. Alle pareti sono ancora visibili frammenti di affreschi di Giovanni Santi, Ottaviano Nelli, Giorgio Picchi. Sull’altar maggiore troneggia una copia della cinquecentesca Deposizione, di Francesco Menzocchi (l’originale è conservato a Brera).

ORATORIO DELLA VISITAZIONE
L’Oratorio fu eretto contemporaneamente all’istituzione dell’omonima Confraternita. L’edificio si presenta a pianta rettangolare e a navata unica. La volta sovrastante è affrescata - al centro - dall’immagine dell’Assunta, opera di F.A. Rondelli. Notevoli sono anche le due tele della Crocifissione e della Annunciazione, opere del Cialdieri o della sua scuola, e la tela secentesca con la Madonna della Mercede e San Francesco di Paola, d’autore ignoto. L’altare è ornato da una bella tela - opera di Alfonso Patanazzi - che raffigura la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta.

ORATORIO DELLE CINQUE PIAGHE
Il piccolo Oratorio si trova in Via Barocci ed è molto ben conservato. Pur nella sua modestia, l’edificio rappresenta la testimonianza viva di un gusto popolare e schietto che non si sente a disagio accanto alle opere dei grandi maestri.

ORATORIO DI SAN GIUSEPPE
L'oratorio di San Giuseppe fu costruito nel Cinquecento, su iniziativa dell’omonima Confraternita, che si è distinta nell’assistere i condannati a morte e le loro famiglie. L’edificio è formato da due cappelle. La maggiore - l’Oratorio vero e proprio - fu ricostruita alla fine del Seicento e decorata da Carlo Roncalli da Colbordolo. La cappella minore, invece, è rimasta intatta. Essa accoglie uno splendido Presepio, con statue a grandezza naturale, realizzate in scagliola verso la metà del Cinquecento dall’urbinate Federico Brandani.

ORATORIO DI SANT'ANDREA Avellino
Eretto nei primi anni del Settecento, l’Oratorio di Sant'Andrea Avellino si presenta a pianta circolare. In origine, la chiesa era dedicata a San Sebastiano. A questo santo si riferisce la bella tela dell'altar maggiore, (copia), opera di Giovanni Santi.

ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA
L’Oratorio fu eretto nella prima metà del Trecento, sul luogo di un antico ospizio, ma la facciata fu rifatta ai primi del Novecento. Nel 1416 l’interno fu affrescato dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino Marche. Questi affreschi - e, particolarmente, la Crocifissione e le Scene della vita di San Giovanni - rappresentano uno straordinario esempio di quel “gotico internazionale” (o “gotico fiorito”) che è considerato l’anello di congiunzione tra la pittura medievale e la nuova arte rinascimentale. Altri due affreschi bellissimi, dovuti ai Salimbeni, sono La Madonna dell’Umiltà e La Madonna in trono col Bambino.
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