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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Il Conte di Luna - CC by-sa
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Guida Urbino

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Quali sono i posti da visitare a Urbino? Qui puoi trovare una guida di Urbino e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Urbino.
Nel suo Journal de Voyage en Italie del 1581, Michel de Montaigne così descrive Urbino:

“Urbino … sull'alto di una collina di media altezza, ma che si adagia da tutte le parti, secondo i pendii del luogo, di modo che non ha niente di uguale e dappertutto bisogna scendere e salire ... vedemmo il palazzo, assai famoso per la sua bellezza: è un’enorme massa, perché parte fin dai piedi del colle. Da lassù la vista si estende a mille altre montagne vicine ...”.
Oggi Urbino, (capoluogo di provincia delle Marche, insieme con la vicina Pesaro) conta poco più di 15000 abitanti ed è tra quelle città montane dell’Italia centrale che si distinguono dalle altre per posizione e conformazione. Si trova, infatti, nella zona sub-appenninica interna, tra le valli del Foglia e del Metauro, e sorge su posizione elevata, su due colli nel versante dell'Adriatico, a 485 metri sul livello del mare, dal quale dista 36 chilometri.
La città spicca di lontano con le guglie delle sue torri slanciate, con i suoi palazzi bruni ed elevati, con le sue cupole bramantesche. E nell'interno ha la caratteristica delle vie talora strette e tortuose, talaltra larghe ed adagiate, con piazze adorne ed eleganti, con strette e rapide risvolte, con terrazze dominanti il monte e il piano.
Urbino è stata definita in tanti modi (patria di Raffaello, patrimonio dell’umanità, una città a forma di palazzo ed un palazzo a forma di città, la città del Duca Federico da Montefeltro, terra degli aquiloni, Urbino e la sua Università, 500 anni di cultura ...), ma la definizione che più si attaglia è quella di “città ideale, città dello spirito”. In effetti, se Firenze fu la capitale del Rinascimento, Urbino è stata la sua città ideale, avendo preservato nei secoli la sua fisionomia originaria. La struttura rinascimentale di Urbino immerge il visitatore in un’atmosfera unica che, anche da sola, sarebbe motivo più che sufficiente per una visita non superficiale.
“Non siete mai stati a Urbino? Se continuerete a rispondere di no, dovrete sentirvi in colpa, perché vi mancherà una dimensione della civiltà italiana. E questo lo si dice non soltanto per quello che è il suo patrimonio artistico, no, lo si dice per quella che è la fisionomia stessa della città, per la sua aria, per la straordinaria bellezza della sua terra. Urbino è un paesaggio incantato” Così descriveva Urbino Carlo Bo, Magnifico Rettore per cinquantaquattro anni dell’Università che oggi porta il suo nome.
Urbino è, infatti, una città incantata dalle magiche atmosfere. Immersa nel verde delle colline marchigiane, è una città rinascimentale di rara bellezza che conserva intatto il suo splendore. Il palazzo fatato - ossia il Palazzo Ducale di Urbino - appare come il simbolo di questa città che permette di vivere emozioni e sensazioni di epoche lontane. La prima immagine di Urbino con il suo palazzo, i torricini, i campanili delle sue innumerevoli chiese, i tetti delle case adagiate sul fianco della collina, è l’immagine di una “città palazzo” - come scrisse Baldassarre Castiglione sul suo Cortegiano - di una città la cui architettura si fonde armoniosamente con le colline ed il bellissimo paesaggio che la circondano. Dalla terrazza che si apre in fondo a Via Saffi si gode di una vista incantata verso gli Appennini, che svettano in lontananza e che paiono uscire da un racconto di fiabe, specie nelle giornate di nebbia, in cui le montagne appaiono come sospese su un manto di cotone. Dalla Fortezza Albornoz si possono ammirare tramonti mozzafiato, godendo della vista dei torricini.
Non è possibile - in poche righe - riassumere ciò che un visitatore può vedere e “sentire” ad Urbino. La città è uno scrigno ricolmo di preziosi gioielli perciò va visitata, con calma e serenità, percorrendo l’intreccio dei vicoli e delle piazze, i saliscendi delle strade, le suggestive “piole” e scalette. Si potranno così scoprire scorci inediti, porte, orti e palazzi di incommensurabile bellezza. Primo fra tutti il quattrocentesco Palazzo Ducale - la reggia voluta dal Duca Federico da Montefeltro, signore di Urbino - uno dei capolavori più insigni del Rinascimento e che rappresenta l’autentico tesoro della città. Il palazzo è il simbolo fisico dello Stato rinascimentale, non più ancorato ai vecchi princìpi di difesa-offesa, ma aperto a uomini e idee, non più roccaforte, ma splendida residenza. L'edificio, dalle strutture solidissime, è reso armonioso e snello dalle ardite idee dell’architetto Luciano Laurana. Oggi il palazzo ospita la Galleria Nazionale delle Marche, sede di una preziosa collezione di opere d'arte, che comprende quelle di artisti importantissimi: tra gli altri, Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello.
Oltre a ciò che si può vedere, in una città conta molto la cosiddetta “atmosfera umana”, sentire che si partecipa ad una vicenda, che ci s’immerge in un passato che si perpetua. Anche sotto questo profilo, Urbino è unica. La sua immagine prende forma nel Quattrocento, con la vicenda politico-culturale iniziata da Federico di Montefeltro. A lui - uomo d’arme e di governo - si deve il sogno di costruire uno Stato organizzato razionalmente, ma si deve soprattutto la formidabile intuizione del mecenatismo culturale, forse a compenso di un’espansione territoriale che il Ducato non poteva avere, se non in limiti abbastanza circoscritti. Per opera di Federico e dei suoi successori, Urbino - centro di potere - divenne anche centro di cultura e di creazione artistica, fra i più evoluti del suo tempo. Una terra anonima ed isolata fu trasformata in un territorio storicamente ben definito. La corte ducale fu frequentata dai maggiori artisti, poeti e scrittori, pensatori e creatori del Quattrocento, che con le loro opere lasciarono indelebile segno. Urbino, insomma, divenne una sorta di approdo obbligato per chi voglia esplorare una dimensione essenziale della civiltà. Più tardi - sulla scia dell’impulso lasciato dal Duca Federico - furono fondate la famosa Università, l’Accademia d’Arte e varie scuole di alta specializzazione. Ecco allora che Urbino si offre allo sguardo del visitatore come una città che conserva intatta una realtà storica, artistica ed urbanistica, che affonda le sue radici nell'età rinascimentale, ma che nel contempo si configura come moderno centro di irradiazione culturale a dimensione internazionale.
Ad Urbino si provano esaltazione e struggimento, stimoli e malinconia, si è circondati da seduzione e riservatezza: il fascino dell’antica signora del Montefeltro - pensosa, un po’ isolata, ma lontana dal fragore e dalla frenesia dei tempi moderni - è davvero unico e inconfondibile. Alla fine, la meraviglia per tutto quello che si è visto e provato resterà per lungo tempo. Il ricordo di Urbino accompagnava Giovanni Pascoli, quando scrisse “L’Aquilone”, una delle sue poesie più belle:

« ... Or siamo fermi: abbiam in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino ... ».

 
Week End a Urbino
Se Firenze fu la capitale del Rinascimento, Urbino è stata la sua città ideale. La struttura rinascimentale di Urbino immerge il visitatore in un’a...
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