Lunedì 19 Novembre 2018, Santa Matilde di Hackeborn
M. Agostinelli - CC by-sa
Sandro Schachner - CC by-sa
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Visitare Udine - guida breve

 

Cappella Manin

Si trova in Via dei Torriani, presso villa Torriani. La villa apparteneva in precedenza ai Manin, nobile e antica famiglia udinese cui si deve il restauro interno del Duomo. La Cappella è un piccolo gioiello: voluta dal conte Ludovico Manin, essa fu costruita intorno al 1735, probabilmente su progetto dell’architetto Domenico Rossi.
L’edificio presenta una facciata maestosa che introduce ad uno stupendo interno barocco, caratterizzato dalla pianta esagonale, un’abside semicircolare ed una copertura a cupola che regge una lanterna. Il pavimento – ricoperto di marmi policromi – si estende sulle paraste, corre lungo la cornice marcapiano ai piedi della cupola, fa da tappeto ai gradini dell'altare maggiore ove troneggia la Madonna col Bambino, opera di Giuseppe Torretti. Opera del Torretti – che fu maestro del Canova – sono anche i bellissimi altorilievi lapidei, con episodi della vita della Vergine, che decorano le pareti laterali.
 

Castello

Formato soprattutto dai detriti delle glaciazioni, il colle del Castello – e i suoi edifici – rappresentano ciò che rimane della parte più antica di Udine. Per la sua posizione, il colle fu sempre punto di riferimento per la viabilità del medio Friuli e, dall’epoca romana in poi, fu punto strategico per la difesa del territorio. Già verso la fine del II secolo, il colle ospitava un insediamento permanente, con costruzioni in pietra e fu via via abbellito e rinforzato. Alla fine del Duecento, il primitivo castello, sicuramente formato da diversi edifici, divenne sede stabile del Patriarcato di Aquileia. Nel 1420, cominciò la dominazione della Serenissima; il castello fu requisito e diventò la residenza del Luogotenente del Doge. Di questo castello non rimane quasi nulla.
Le origini del Castello attuale sono più tarde: la costruzione dell’imponente edificio – simbolo della città – che domina Udine e la pianura friulana, è collegata alla ricostruzione dell’area, distrutta da un terremoto nel 1511. I lavori, affidati inizialmente a Giovanni Fontana, iniziarono nel 1517 e durarono cinquant’anni: l’ultimo periodo fu caratterizzato dalla presenza di Giovanni da Udine, che lasciò la sua impronta. Con la ricostruzione, il Castello prese un aspetto tipicamente rinascimentale, che riuscì a mantenere nonostante le modificazioni subite in seguito, ed ospitò gli uffici dell’amministrazione civile della provincia. Nel periodo veneziano, il Castello assunse varie funzioni: anzitutto quella di rappresentanza, successivamente quella di roccaforte militare e – durante il Risorgimento – anche quella di carcere per i patrioti italiani. Nel 1906 il Castello divenne sede museale: oggi ospita i Civici musei e le Gallerie di Storia ed Arte Antica.
All’interno del Castello s’apre la bella Sala del Parlamento, ove un tempo si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli, uno dei parlamenti più antichi d’Europa. Le pareti della sala sono superbamente affrescate da grandi artisti, tra cui il Tiepolo, con scene che celebrano la grandezza di Udine e del Friuli nella Repubblica Veneta.
 

Chiesa di Santa Maria di Castello

Da Piazza della Libertà, sulla salita che porta al Castello, si attraversa dapprima il palladiano Arco Bollani (1556), e si percorre la Loggia del Lippomano (1487). Subito dopo s’incontra la chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città. L’edificio sorge su un’antica area di culto, forse sui resti di un tempio precedente; alcuni ritrovamenti fanno ritenere che la chiesa attuale possa risalire al periodo longobardo; tuttavia, la costruzione rivela un impianto pur romanico, ma tipico del XII secolo.
La facciata, ricostruita da Gaspare Negro in stile rinascimentale, è dei primi anni del Cinquecento. Il poderoso ed elegante campanile – che dall’alto dei suoi 43 metri domina la pianura circostante – fu pure iniziato dal Negro, ma portato a termine, nel 1539, da Giovanni da Udine.
L’interno è a tre navate con abside, divise da robusti pilastri. Il maggior elemento decorativo è dato dai duecenteschi affreschi dell'abside di destra, opera di maestranze bavaresi: nel catino absidale è raffigurata una Deposizione dalla croce, mentre nel semicilindro si può ammirare la serie dei dodici Apostoli. L’altare è impreziosito da un bellissimo Crocifisso ligneo del Cinquecento.
 

Duomo di Udine

Sulle origini del Duomo le notizie sono incerte. Si ritiene che il patriarca Bertoldo di Andechs-Merania abbia cominciato nel 1236 la costruzione della cattedrale, forse su una chiesa del secolo precedente, intitolata a San Gerolamo. Già adibito al culto nel 1257, l’edificio fu costruito secondo una struttura tipicamente francescana e dedicato a San Odorico. Si sa per certo che, nel 1335, il patriarca Bertrando di San Genesio, fatta ampliare la chiesa e aggiuntavi la cappella dell’Annunziata, la innalzò al grado di collegiata e la consacrò con il titolo di Santa Maria Maggiore. I lavori di ampliamento continuarono fino al 1362 e ripresi nel 1368, con gli architetti Federico da Varmo e Pietro Paolo da Venezia. Nel corso dei secoli, il Duomo subì varie modifiche: nel 1383 l’edificio fu allungato, nel 1500 furono costruite le cappelle laterali, nel 1700 la struttura fu quasi completamente trasformata in senso barocco. Ai primi del Novecento un restauro ha tentato di ridare alla facciata una veste trecentesca.
L’esterno non presenta cose notevoli, se si eccettua la porta centrale e quella accanto al campanile, entrambe assai belle ed in purissimo stile archiacuto. Il campanile risale al 1441: costruito sul battistero del 1348, è opera di Cristoforo da Milano, aiutato dall'udinese Bartolomeo delle Cisterne. Per quasi tutta la sua altezza la torre è cava. Il suo perimetro (m. 52) è maggiore dell'altezza (m. 47).
L’interno invece, pur avendo perduto i segni della primitiva architettura, è stato riformato per la munificenza della famiglia Manin. Predomina, in generale, il barocco. Le opere d'arte sono numerose e presentano notevole interesse. In sintesi, ricordiamo qui le sculture del Torretti, maestro del Canova, i dipinti del Tiepolo, del Pellegrino da San Daniele, di Domenico da Tolmezzo, dell’Amalteo, del Pordenone e di altri, nonché i bellissimi stalli in legno scolpito. In un'arca, dietro l'altar maggiore, sono raccolte le ossa del Beato Bertrando. Il coro è imponente, come pure maestosi sono i mausolei della famiglia Manin. Le volte furono dipinte con ardimentoso disegno dal francese Dorigny, autore anche delle tele allegoriche ai lati della cappella centrale. Lungo le navate laterali stanno gli altari, disegnati, ad eccezione di quello delle Reliquie, dall'architetto Massari.
 

Galleria d'Arte Moderna (GAMUD)

Deriva dalla “Fondazione Artistica Marangoni”, istituita nel 1895 grazie al lascito di Antonio Marangoni, uomo d'affari e collezionista. La GAMUD ha sede nel Palamostre e vanta una raccolta di oltre quattromila opere – tra dipinti, sculture e grafica – che coprono il periodo da metà Ottocento fino ai giorni nostri. La GAMUD conserva inoltre collezioni particolari, quali la raccolta di arte italiana del '900 donata da Maria Luisa Astaldi, la raccolta offerta dagli artisti americani per solidarietà dopo il terremoto del 1976 e la collezione di incisioni di carattere internazionale donata da Fabio Mauroner.
Le sale presentano, in successione cronologica, le opere dei grandi maestri italiani attivi a partire da fine Ottocento (Gemito, Mancini, Nomellini, Chini, Carena), gli stranieri (Sorolla y Bastida) con un approfondimento particolare dedicato alla scuola veneta (i Ciardi, Tito, Brass, Nono, Milesi). Proseguendo, s’incontrano i maestri del Novecento (Modigliani, Martini, Mafai, Cagli, Casorati, Guidi, Viani, Vedova, Santomaso ecc.), cui si affiancano le personalità di Pellis, Crali, e i giovani della “Scuola Friulana d'Avanguardia” (Modotto, Filipponi, Grassi) con Pizzinato, Zigaina e Alviani, che permettono di ricostruire le vicende dell'arte in Friuli nel corso del XX secolo. Uno spazio particolare all'interno dell'esposizione permanente è riservato a sculture e dipinti dei fratelli Dino, Mirko e Afro Basaldella.
  • La COLLEZIONE ASTALDI, donata alla città da Maria Luisa e Sante Astaldi nel 1983, annovera 193 opere e costituisce all'interno della Galleria un momento privilegiato di riflessione sull'arte italiana dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento, attraverso opere scelte con un gusto sicuro tre le più rappresentative dei nostri capiscuola. Da Severini a Santomaso, attraverso Sironi, Rosai, Morandi, Campigli, Arturo Martini, Scipione, Mafai, Pirandello, Guttuso etc. - l'arte del XX secolo in Italia è ampiamente documentata, con particolare attenzione alla Metafisica per la presenza di sei opere di De Chirico e quindici di Savinio.
  • La COLLEZIONE DELLE INCISIONI raccoglie una selezione di notevoli pezzi, realizzati da artisti quali Ensor, Modigliani, A. Martini, Morandi ecc.
  • Le GALLERIE DEL PROGETTO. Come sede distaccata della GAMUD, le Gallerie del Progetto sono ospitate a Palazzo Morpurgo, in Via Savorgnana, donato al Comune nel 1969. Le Gallerie sono il risultato di un intensificato interesse della GAMUD per gli aspetti artistici della contemporaneità (arti applicate, fumetto, design industriale, disegni di architettura). La sezione è stata arricchita degli archivi completi degli architetti D'Aronco, Aloisio, Zanini, D’Olivo, Masieri e – per il design – dall’archivio dell’Electrolux Zanussi. Le Gallerie del Progetto tendono ovviamente a valorizzare e a rendere maggiormente fruibile questo patrimonio.
 

Loggia del Lionello

Il più importante monumento di Udine è senza dubbio il palazzo Comunale, più conosciuto come Loggia del Lionello. Loggia pubblica in stile gotico veneziano, l’elegante edificio forma, con altri monumenti, quel complesso che fa di Piazza della Libertà una delle più belle d’Italia.
Nel 1441, su proposta di Nicolò Savorgnan, il Consiglio della Comunità deliberava di erigere un nuovo palazzo del Comune. Nel 1448 fu accettato il progetto presentato da Nicolò Lionello, architetto ed orafo udinese. Alla costruzione posero mano il capomastro Bartolomeo delle Cisterne, gli scalpellini Battista ed Elia da Lugano, Amicino da Como ed altri. Bartolomeo Bon scolpiva in marmo la Madonna, col Castello di Udine nella mano sinistra e il Bambino Gesù nella destra. Decoratori furono pure Nicolò da Venzone e Stefano da Settecastelli.
Il palazzo fu compiuto nel 1456, ma la facciata fu decorata nel 1548; gli ultimi lavori furono eseguiti su disegno di Giovanni da Udine. Sotto la loggia, allora in parte chiusa, il Pordenone dipinse la Madonna con Bambino. Qui fu eretto anche il monumento al luogotenente Trevisan, con figure dipinte da Pellegrino di San Daniele. La scala che conduce al piano superiore fu compiuta nel 1559, su disegno del Sansovino. La porta che immette alla scala fu progettata dal Palladio. Il palazzo ebbe varie destinazioni, alcune curiose: fu sede del Comune, scuola di filosofia, teatro, palestra di scherma e ginnastica, quartiere di lanzichenecchi e casino di società.
Il 19 febbraio 1876, un incendio distrusse completamente il palazzo. Delle decorazioni esistenti prima dell’incendio, opera del pittore Stella, nulla rimase. Solo il soffitto dello scalone – dipinto dal Masutti, dal Simoni e dallo Zilli – si salvò dalle fiamme. Gran parte delle altre opere salvate sono ora conservate nel museo cittadino. Fra queste ricordiamo il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con Bambino del Pordenone, restaurata dal Ghedina.
La ricostruzione della Loggia, voluta nel luogo e nella forma di prima, fu affidata all’architetto Andrea Scala, che rispettò la consegna: solo il tetto fu modificato. Le decorazioni interne e la figura della Provincia, sono opera del Bianchi. Nella Loggia fu collocata la statua che rappresenta la Patria del Friuli, opera di Andrea Flaibani. Nelle sale superiori si ammirano: una statua dipinta, posta nell’intercolunnio sopra la porta d’ingresso alla Sala dei matrimoni, due grandi quadri del Carneo, uno dell’Amalteo e uno del Floriani.
 

Loggia e Tempietto di San Giovanni

Prima del terremoto del 1511, sull’attuale Piazza della Libertà (allora chiamata Piazza Contarena), sorgeva una chiesa dedicata a San Giovanni. Dopo la sua demolizione, su disegno dell’architetto lombardo Bernardino da Morcote, furono costruiti nel 1533 una nuova chiesetta, sempre intitolata a San Giovanni, e la stupenda Loggia omonima (conosciuta col nome di Porticato di San Giovanni). Molto ammirato da Andrea Palladio, il complesso sorge di fronte alla Loggia del Lionello ed è assai armonioso: lo stile ricorda vagamente le linee del Brunelleschi. La realizzazione dovette superare vari ostacoli; sul piano urbanistico, perché la costruzione andava a chiudere la piazza sul lato del colle del Castello, su quello pratico, perché loggia e chiesa dovevano necessariamente appoggiarsi alla già esistente Torre dell’Orologio.
In epoca austriaca, la chiesa, il porticato e i locali annessi furono usati come corpo di guardia. Ora la chiesa è diventata Pantheon dei Caduti: vi si entra dall’ampio arcone che divide il porticato. La Loggia, dopo anni di abbandono, fu completamente restaurata nella seconda metà dell’Ottocento, riacquistando l’eleganza e la solidità primitive.
 

Musei di Udine

MUSEO DEL Duomo
Piazza del Duomo

Dedicato al patriarca Bertrando di Saint-Geniés, il Museo è allestito nelle trecentesche cappelle di San Nicolò, del Corpo di Cristo e nel Battistero che costituiscono il nucleo più antico e accessibile del duomo. Sono conservati ed esposti i paramenti del corredo funebre del patriarca Bertrando, oreficeria devozionale e manufatti lapidei, tra cui l'Arca del Beato Bertrando. L'oreficeria comprende una stupenda serie di ventidue anelli, donati in devozione al beato Bertrando. Gli ambienti sono decorati con affreschi di più periodi: spiccano i due cicli di Vitale da Bologna (1348-49).

MUSEO FRIULANO DELLE ARTI E TRADIZIONI POPOLARI
c/o Palazzo Giacomelli
Via Grazzano, 1

Nato nel 1906, il Museo sta ultimando la sua sistemazione e il trasferimento alla nuova sede di Palazzo Giacomelli. Esso conta migliaia di pezzi – soprattutto di provenienza privata – che consentono di ricostruire come si viveva in Friuli nel XVIII e XIX secolo. E’ un vero museo etnografico, che comprende: mobili, dipinti, ritratti, maschere di legno, ma anche costumi, ceramiche, merletti, stampi per stoffe, arnesi da lavoro. Tutti oggetti preziosi, anche perché alcuni sono caduti in disuso. Il percorso, su tre piani, coprirà i temi della vita tradizionale cittadina, del sacro, dei segni e degli oggetti della vita quotidiana, delle maschere, del gioco, della musica, dell’abbigliamento e dello spettacolo. Sono previsti spazi per mostre temporanee e per la consultazione di sussidi multimediali.

MUSEO FRIULANO DI STORIA NATURALE
c/o Palazzo Giacomelli
Via Grazzano, 1 Istituzione culturale, educativa e di ricerca scientifica al servizio della comunità. Fondato nel 1947, dal 1976 ha sede nel secentesco Palazzo Giacomelli. La raccolta, il cui nucleo più antico risale al Settecento, è formata da oltre 500.000 pezzi che comprendono fogli di erbario, fossili, rocce, minerali, reperti paletnologici, invertebrati e vertebrati. In un apposito ambiente vengono illustrate le associazioni vegetali caratteristiche del Friuli. Sono disponibili un archivio fotografico, una biblioteca con 26.000 titoli, un laboratorio di restauro, sale studio, bookshop.
 

Palazzo Arcivescovile

Sorge in Piazza del Patriarcato e, tra i palazzi udinesi, è sicuramente il più celebre. Il suo corpo centrale fu eretto nel Cinquecento, quando i patriarchi di Aquileia abbandonarono il Castello per trasferirsi in un’altra residenza in città. L’edificio fu profondamente modificato nei primi anni del Settecento, allorché il Patriarca Dionisio Delfino incaricò l’architetto Domenico Rossi di por mano all’immobile. Fra il 1708 ed il 1725, fu costruita l'ala con la biblioteca e la scala in ovato, fu innalzato il corpo centrale con la realizzazione del portale, furono ultimati l'ala nord e lo scalone d'onore.
Dal 1995 il Palazzo Arcivescovile è sede del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo. Il Museo espone attualmente opere pittoriche e di oreficeria, una ricca collezione di sculture lignee, dal XIII al XVIII secolo, provenienti dalle chiese della Diocesi, nonché una collezione di vetri devozionali dipinti. Il percorso si snoda in sei sale: dal Romanico al Gotico, il primo Rinascimento, il Rinascimento, il Manierismo, il Barocco, il Rococò.
Tuttavia, il Palazzo è noto perché contiene una serie di stupendi affreschi giovanili di Giambattista Tiepolo, realizzati tra il 1726 e il 1729 e unanimemente considerati l’opera d’arte più insigne della città. Nel soffitto dello scalone d'ingresso si ammira la scenografica Caduta degli angeli ribelli: la Galleria degli Ospiti è impreziosita da una decorazione in affresco con soggetti tratti dalla Bibbia; la Sala del Trono conserva una bella serie di ritratti dei patriarchi di Aquileia; la Sala Rossa, già sede del tribunale ecclesiastico, è decorata col Giudizio di Salomone nel soffitto e con le figure dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele agli angoli. La Sala Gialla non presenta particolari artistici, mentre la Sala Azzurra ha il soffitto coperto da affreschi ritenuti della fine del Cinquecento. Infine, nella celebre Biblioteca Delfino – ricca di 22.000 volumi e di 140 incunaboli – spiccano alcune tele di Nicolò Bambini.
 

Piazza della Libertà

Ai piedi del colle del Castello, s’apre Piazza della Libertà. Già chiamata Contarena, Piazza del Vino, Piazza Vittorio Emanuele II, è la piazza principale di Udine, il cuore della città, da sempre indicata come “la più bella piazza veneziana in terraferma”. L’aspetto generale della Piazza denota, infatti, un’inconfondibile, ed elegantissima, matrice veneta. Stupendi sono anche i palazzi che le fanno corona e che qui ci limitiamo a tratteggiare (i principali sono approfonditi nelle apposite schede):
  • Loggia del Lionello. Da un lato s’eleva la Loggia del Lionello, storica sede del Comune, splendido esempio di gotico veneziano. Realizzata nel Quattrocento, su disegno di Bartolomeo delle Cisterne e dell'orafo udinese Niccolò Lionello, fu danneggiata da un incendio nel 1876 e poi fedelmente ricostruita.
  • Loggia di San Giovanni. Di fronte alla Loggia del Lionello è la rinascimentale Loggia di San Giovanni, eretta nel 1533-35 da Bernardino da Morcote. Al centro delle arcate è situato l'arco trionfale, oggi accesso alla cappella dedicata ai friulani caduti per la Patria.
  • Torre dell’Orologio. A fianco della cappella, si situa anche la Torre dell'Orologio, realizzata nel 1527 da Giovanni da Udine. Sulla cima della torre son collocati due mori che battono le ore, chiamati appunto “Huomini delle Ore”.
  • La piazza ospita anche una fontana cinquecentesca; una colonna con il Leone di San Marco (rifacimento ottocentesco dell'originale rinascimentale distrutto dalle truppe francesi alla fine del Settecento); la statua della Giustizia, in ricordo delle esecuzioni che qui venivano eseguite; la statua della Pace, dono dell'imperatore Francesco I alla città, a ricordo del trattato di Campoformio; e, al limitare della piazza, le statue di Ercole e Caco.
 

Porta Aquileia

Gli archi e la torre di Porta Aquileia appartengono alla quinta, ossia all’ultima, cerchia di mura della città, costruita tra il XIV ed il XV secolo per scopi difensivi: lo si vede in una pianta prospettica, esposta nella Galleria del Castello e attribuita al Carlevarjis. Posta sulla strada che conduce ad Aquileia e a Grado, Porta Aquileia era una delle tredici porte che consentivano di entrare in città: fu completata intorno al 1440. Sul lato meridionale della torre sono quattro stemmi lapidei: del Comune di Udine, del Patriarca di Aquileia, dei nobili Savorgnan (incaricati della costruzione), e un quarto indecifrabile.
Nella torre ha sede il Consorzio per la Tutela dei Castelli Storici del Friuli-Venezia Giulia. Al pianterreno si trovano una rassegna delle tipologie di fortificazioni che hanno caratterizzato il territorio friulano, ed un breve ma interessante excursus sulle strutture feudali e sociali caratteristiche del basso Medioevo, fino alla conquista veneziana. Al primo piano si trova una biblioteca specializzata sulle costruzioni fortificate.