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Mercoledì 7 Dicembre 2016, Sant'Ambrogio
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Palazzo Arcivescovile

Udine / Italia
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Sorge in Piazza del Patriarcato e, tra i palazzi udinesi, è sicuramente il più celebre. Il suo corpo centrale fu eretto nel Cinquecento, quando i patriarchi di Aquileia abbandonarono il Castello per trasferirsi in un’altra residenza in città. L’edificio fu profondamente modificato nei primi anni del Settecento, allorché il Patriarca Dionisio Delfino incaricò l’architetto Domenico Rossi di por mano all’immobile. Fra il 1708 ed il 1725, fu costruita l'ala con la biblioteca e la scala in ovato, fu innalzato il corpo centrale con la realizzazione del portale, furono ultimati l'ala nord e lo scalone d'onore.
Dal 1995 il Palazzo Arcivescovile è sede del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo. Il Museo espone attualmente opere pittoriche e di oreficeria, una ricca collezione di sculture lignee, dal XIII al XVIII secolo, provenienti dalle chiese della Diocesi, nonché una collezione di vetri devozionali dipinti. Il percorso si snoda in sei sale: dal Romanico al Gotico, il primo Rinascimento, il Rinascimento, il Manierismo, il Barocco, il Rococò.
Tuttavia, il Palazzo è noto perché contiene una serie di stupendi affreschi giovanili di Giambattista Tiepolo, realizzati tra il 1726 e il 1729 e unanimemente considerati l’opera d’arte più insigne della città. Nel soffitto dello scalone d'ingresso si ammira la scenografica Caduta degli angeli ribelli: la Galleria degli Ospiti è impreziosita da una decorazione in affresco con soggetti tratti dalla Bibbia; la Sala del Trono conserva una bella serie di ritratti dei patriarchi di Aquileia; la Sala Rossa, già sede del tribunale ecclesiastico, è decorata col Giudizio di Salomone nel soffitto e con le figure dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele agli angoli. La Sala Gialla non presenta particolari artistici, mentre la Sala Azzurra ha il soffitto coperto da affreschi ritenuti della fine del Cinquecento. Infine, nella celebre Biblioteca Delfino – ricca di 22.000 volumi e di 140 incunaboli – spiccano alcune tele di Nicolò Bambini.
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