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Lunedì 5 Dicembre 2016, San Saba
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Guida Udine

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Quali sono i posti da visitare a Udine? Qui puoi trovare una guida di Udine e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Udine.
Carlo Goldoni nel visitare Udine nel 1724 , ne lasciò un breve e simpatico ritratto, valido, per molti versi, ancora ai nostri giorni:

«Passammo il Tagliamento che ora è fiume, ora torrente, e che bisogna passare a guado, poi che non ci sono ponti né traghetti per traversarlo. Infine capitammo a Udine, capitale del Friuli Veneziano. I viaggiatori non fanno menzione di questa provincia che tuttavia meriterebbe un posto onorevole nelle loro narrazioni ... Vi è a Udine fra l'altro un'Accademia di belle lettere che porta il nome Degli Sventati, il cui emblema è un mulino a vento nel cuore di una valle, con questa epigrafe: “Non è quaggiuso ogni vapore spento” ... La città è molto bella, le chiese riccamente decorate; i quadri di Giovanni da Udine, allievo di Raffaello, ne costituiscono il principale ornamento. Nel centro della città v'è una bella passeggiata, vi sono sobborghi attraenti e dintorni deliziosi ... ».

Udine – capoluogo di provincia, con poco meno di 100.000 abitanti – è considerata la capitale “storica” del Friuli. Sorge all’estremo nord-est della Penisola in una regione – il Friuli-Venezia Giulia – che va dall’alto Mare Adriatico alle Alpi Retiche, ai confini con l’Austria e la Slovenia.
Con la caratteristica ritrosia delle città di provincia, Udine non s’impone al turista, non svela subito il suo vero volto, il suo “genius loci”. Per scoprirne le realtà e le bellezze nascoste, gli angoli caratteristici che si conservano nel tempo, gli scorci più interessanti, le architetture austere o quelle snelle ed eleganti, bisogna girare la città in lungo e in largo, passeggiare nelle piazze e per le vie, guardarsi attorno.
Pian piano le chiese e i palazzi cominciano a parlare, sommessamente. Raccontano le lontane origini, la presenza dei Romani, le infinite invasioni, le scorribande dei barbari, le lotte medievali e gli splendori del Rinascimento. Si scopre ben presto che ogni popolo, ogni secolo ha lasciato qui la sua impronta, ma che Udine è soprattutto medievale e veneziana: a queste due epoche risalgono i monumenti e le costruzioni più rilevanti. Percorrendo un itinerario ideale, incontri il Castello, simbolo del potere civile, sorto nel X secolo per opera di alcune nobili famiglie, che lo abitarono e dettero inizio al feudalesimo: è l’inizio, la culla della città, il punto in cui la Storia di Udine diventa Storia. Medievale è pure il non lontano Duomo, tempio e simbolo dello spirito, che risale alla prima metà del Duecento e fu fondato dal patriarca Bertoldo di Andechs e inaugurato – dopo i lavori durati un secolo – dal patriarca Bertrando di San Genesio. Di epoca veneziana sono invece i palazzi e i monumenti – fra cui il Palazzo del Comune, il Porticato di San Giovanni e la Loggia del Lionello – che circondano e caratterizzano la monumentale Piazza della Libertà: considerata da sempre cuore della città, e tempio del sentimento civico, la piazza si stende ai piedi del colle del Castello e testimonia la ricchezza e lo splendore che la città raggiunse sotto il dominio della Serenissima.
Oltre alla città dei monumenti, c’è la città degli uomini. Per cogliere quest’altra dimensione – certo non ultima – di Udine, bisogna percorrere i vicoli e le stradine del centro, annusare i profumi dell’antica cucina e ascoltare gli accenti del dialetto friulano: poi bisogna favelàr (ossia parlare, ciacolàr) con i suoi “furlans”, e fermarsi con loro a gustare un tajut di Tocai (un bicchiere di vino bianco locale, che qui si beve anche a mo’ d’aperitivo), magari alla “Spezieria pei sani” di Via Poscolle, prendendosela comoda ed ascoltando la storia, o le mille storie della città. Scopri allora che, come altre città del Veneto e di altre regioni, Udine è città a dimensione umana, custode gelosa delle proprie tradizioni e della propria lingua; ti senti a tuo agio, ti senti persona fra persone.
Alla fine di una lunga chiacchierata, dopo averti raccontato tutto e niente, l’interlocutore prende commiato con un dolcissimo “mandi”, saluto friulano che significa “Mane cum diu”, cioè Dio sia con te. Come siano gli udinesi, e più in generale i Friulani, ce lo racconta A. Purasanta, giornalista della fine dell’Ottocento:

“Il carattere del cittadino udinese è piuttosto refrattario alle espansioni, che sono una caratteristica degli altri popoli veneti. Per questo, il forestiero, appena giunto nella città, ne riceve un'impressione poco gradita; impressione che va scomparendo man mano che il suo soggiorno si prolunga, fino a che cessa totalmente, anzi sì cambia in viva simpatia, quando il lungo contatto, lo ha fatto scoprire, sotto una scorza un po' ruvida, una grande bontà di cuore ed una lealtà di sentimenti che da nessun popolo sono certamente superati.
Il friulano in generale è assai laborioso; è sobrio e modesto tanto che la sua ritrosia alla rèclame lo lasciano quasi sconosciuto alla maggior parte degli italiani. La vita esterna dei cittadini si limita a poche passeggiate diurne, ad assistere ai concerti pubblici ed alle serate teatrali, non troppo frequenti, ma, in compenso, quasi sempre eseguite da buoni elementi artistici
. In poche occasioni Udine offre motivo di allettamento al forestiero per visitare la città. Queste sono il carnevale e le feste del mese d'agosto, nel qual mese hanno luogo grandi fiere e divertimenti pubblici, primo fra i quali le corse di cavalli al trotto. Il carnevale poi è caratteristico per la passione del ballo per il ballo che hanno gli udinesi. … Del resto, a dimostrare quanto gli udinesi abbiano sentito l'impulso di modernità, che invade il mondo civile, basti il dire che la città ha compiuta quasi interamente la fognatura con sistemi moderni, è illuminata tutta a luce elettrica, ha un servizio interno di tram a cavalli, ed è in molta parte pavimentata in legno.
Il forestiero, poi, che vi arriva, trova tutto il confortabile in numerosi e puliti alberghi, ristoranti e caffè”.

 
Week End a Udine
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