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Sabato 10 Dicembre 2016, Madonna di Loreto
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Museo della Risiera di San Sabba

Trieste / Italia
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Il Museo prende il nome dal complesso di edifici costruito all'inizio del Novecento per la pilatura del riso. Durante l'occupazione nazista la Risiera fu l'unico campo di sterminio presente sul territorio italiano. All'interno del complesso venivano imprigionati i prigionieri destinati alla morte o alla deportazione. Tra i prigionieri vi furono non soltanto detenuti per motivi politici e razziali, ma anche civili arrestati durante i rastrellamenti, o destinati al lavoro coatto.
Subito dopo l'ingresso, sulla sinistra, si trova la cosiddetta "cella della morte", un'ampia stanza di forma quadrata che fungeva da sala d'attesa per i condannati. La Risiera non dispose mai di camere a gas: si ritiene quindi che le esecuzioni avvenissero per fucilazione, con un colpo di mazza assestato alla base della nuca oppure, o con i gas di scarico dei furgoni. I cadaveri venivano poi cremati nel forno, interrato, che si trovava alla base dell'edificio destinato a caserma e di cui sono ancora oggi evidenti i segni. Il forno fu distrutto dai nazisti prima dell’evacuazione. Tra le ceneri del forno furono rinvenuti vari resti umani e la mazza ferrata, la cui copia (l'originale è stata trafugata nel 1981) è esposta nel Museo.
Dopo la cella della morte si trovano le "micro-celle", ambienti di ridottissime dimensioni nelle quali potevano venir rinchiuse fino a 6 persone. Sulle pareti delle celle si trovavano numerosi scritti ed incisioni, oggi scomparse, vuoi per l'incuria, vuoi per il successivo utilizzo della Risiera in qualità di campo profughi, vuoi anche per il desiderio di far sparire tracce di un così infamante passato. I testi sono però stati fedelmente trascritti da Henriquez, uno dei primi ad entrare nelle celle, e oggi i suoi diari sono esposti nel Museo “della guerra per la pace” che da lui prende il nome.
Gli studiosi calcolano che le vittime della risiera siano comprese tra le tre e le cinquemila anime, ma molti di più sono stati coloro per i quali la Risiera ha rappresentato solo un luogo di transito verso i campi di sterminio europei.
Nell'area museale allestita al piano terra vi è una collezione di opere grafiche, molte delle quali dono del pittore isontino A. Z. Music, e di fotografie; sono inoltre in esposizione la copia della mazza ferrata, due divise di prigionieri triestini nei campi di Buchenwald ed Auschwitz e ceneri provenienti dai forni crematori di Auschwitz.
Nell'aprile 1976 si è concluso a Trieste il processo per i crimini di guerra perpetrati alla Risiera. Il banco degli imputati è purtroppo rimasto desolatamente vuoto: i maggiori imputati infatti o erano già deceduti o erano semplicemente scomparsi. La Risiera di San Sabba è stata dichiarata Monumento Nazionale il 15 aprile 1965.
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