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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Basilica Paleocristiana

Trieste / Italia
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I resti di Via Madonna del Mare furono scoperti nella prima metà dell’Ottocento, ma messi in luce un secolo dopo, intorno al 1960. Fu subito evidente che essi si riferivano ad una basilica paleocristiana, eretta vicino al mare, in una zona che già in epoca romana era destinata a cimitero.
Incerta la prima dedicazione, si pensa che l’edificio possa essere stato intitolato alla Vergine; a Maria fu certamente dedicata la chiesa di Sancta Maria ad Mare che sostituì la primitiva basilica in epoca medievale. Controverse sono le varie fasi della costruzione e la datazione della basilica. Per alcuni studiosi l'edificio di culto avrebbe avuto quattro fasi costruttive, e forse ospitato le spoglie di San Giusto. Altri studiosi individuano solo due fasi: nella prima, la basilica sarebbe stata costituita da un'aula rettangolare, poi sarebbero stati aggiunti abside, transetto e si sarebbe rifatto il pavimento musivo. Altri ancora sostengono che la costruzione era dotata di abside e transetto fin dall'inizio e che la seconda fase avrebbe visto solo il rifacimento del pavimento. Le ipotesi sulla datazione oscillano tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, ovvero tra la fine del V e l’inizio del VI secolo.
Molto interessanti i due pavimenti musivi sovrapposti, riferibili rispettivamente al V e al VI secolo. Nel presbiterio, sopraelevato rispetto all'aula, si riconosce un loculo per le reliquie, posto probabilmente sotto la lastra dell'altare. Il banco presbiterale si trovava nell'abside. Nelle iscrizioni del pavimento musivo si nomina per la prima volta la Sancta Ecclesia Tergestina e si ricordano vari donatori, anche greci e orientali, testimonianza eloquente dei rapporti - non solo commerciali - che la città intratteneva già a quell’epoca con i Paesi del Mediterraneo.
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