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Venerdì 30 Settembre 2016, San Girolamo
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Duomo di Treviso

Treviso / Italia
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Il complesso del Duomo si stende sul lato est della piazza omonima e comprende il Battistero di San Giovanni, il Duomo, il Vescovado e le Canoniche. Il complesso sorse nei primi secoli del cristianesimo, in una zona che comprendeva vari edifici pubblici come il teatro, un tempio e, forse, un edificio termale.
Il Duomo, dedicato a San Pietro, è una chiesa pittoresca, con sette cupole emisferiche, eretta ed ampliata nel XIII secolo, rifatta nel Quattrocento e ai primi del Cinquecento, ed infine nel Settecento. Le sue forme sono il frutto di un'originale fusione di elementi della cultura romanico-padana (gallerie in facciata, portale a strombo con protiro), con altri propri della tradizione bizantino-lagunare.
Già nel 1400 si era addossato alla facciata un ampio portico e si era iniziata la ricostruzione delle tre cappelle absidali. Verso la metà del Settecento si preferì; demolire e ricostruire il corpo della chiesa in stile neo-rinascimentale, causando certo la più grave perdita per l'eredità storica e artistica della città. La fiancata nord della Cattedrale mostra i segni lasciati da quasi tutte le epoche: un notevole bassorilievo romano con figura di Baccante su di un contrafforte; le piccole finestre della cripta e un tratto di parete con lesene ed archetti della primitiva cattedrale romanica. Il Duomo prospetta sulla piazza con l'enorme pronao esastilo, su ampia scalinata, innalzato nel 1836 in rigide forme neoclassiche e decisamente sproporzionato rispetto alla "misura d'uomo" che caratterizza la città. Ai lati sono collocati i due leoni romanici, in marmo rosso di Verona, che già sorreggevano il protiro dell'antica cattedrale.
L'interno – a pianta basilicale, a tre navate, con bei mosaici pavimentali e parietali – risale alla seconda metà del Settecento: su disegno di Giordano Riccati, esso fu uniformato allo stile rinascimentale delle cappelle absidali. Ne risultò un'architettura di stile neo-rinascimentale, forse un po' rigida, ma originale e luminosa. Numerose sono le opere d'arte che il Duomo conserva. Elenchiamo le maggiori.
  • Nella Cappella dell'Annunziata (o Malchiostro, dal nome del canonico che la fece erigere nel 1519), l'architettura, semplicissima, fu concepita da Tullio e Antonio Lombardo in funzione delle pitture. La decorazione fu affidata ai due pittori più famosi della Venezia di allora: gli affreschi al Pordenone (Epifania, Visitazione, Santi Pietro e Andrea, Augusto e la Sibilla, San Liberale) e la pala d'altare a Tiziano Vecellio (Annunciazione), risultandone uno dei complessi artistici più importanti dell'arte veneta.
  • Nel Presbiterio: l'Urna dei Santi Teonisto, Tabra e Tabrata di T. Lombardo; il Ritratto di Giovanni Duns Scoto e il Monumento di Alessandro VIII di G. Bonazza; il Monumento del vescovo Giovanni Zanetto di P. Lombardo.
  • Nella Cappella del SS. Sacramento, opera di Antonio Maria da Milano, si può ammirare: il Monumento del vescovo Nicolò Franco, in pietra d'Istria, con statue e bassorilievi di Lorenzo Bregno; San Pietro e San Paolo, Angeli, il Redentore e due Angeli, Evangelisti, nonché il Salvator Mundi di Pier Maria Pennacchi.

La cripta è l'unica parte rimasta pressoché intatta dell'antica cattedrale: forse risale al 1040. E' un ambiente di grande suggestione, caratterizzato da fitte colonnine, alcune con bei capitelli scolpiti. Sulle volte a crociera e sulle pareti sono numerosi frammenti di affreschi dei secoli XIII e XIV. Sul pavimento, parti di mosaico romanico con animali mostruosi. Nell'abside è collocata l'Arca del patrono della città, San Liberale. Sotto l'arca si stende un cinquecentesco pavimento di ceramica, ottimamente conservato, con motivi floreali e frutta.
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